Emergenza Valle della Canna. Riunione Tavolo Tecnico: superato picco contaminazione. 2.100 gli uccelli morti

Lista per Ravenna, Lega Nord e Forza Italia convocano d'autorità la Commissione Ambiente per la Valle della Canna

Nella mattinata di oggi, 9 ottobre, si è riunito il tavolo tecnico per l’emergenza di Valle della Canna convocato in via straordinaria dall’Amministrazione comunale per monitorare la situazione. Presenti al tavolo tutti gli enti e gli attori a vario titolo coinvolti nelle fasi relative al conclamarsi di un episodio acuto di contaminazione da botulino di tipo C che ha causato la moria di anatidi: vale a dire Comune di Ravenna, Servizio agricoltura caccia e pesca della Regione Emilia-Romagna, Romagna acque, Ravenna servizi industriali, Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile – aree Romagna e Reno e Po di Volano, Parco delta del Po, Polizia provinciale, servizio Veterinario Ausl Romagna, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, Carabinieri forestali, Guardie ecologiche volontarie, Guardie venatorie volontarie, Centro recupero animali selvatici, Sevizio aree protette della Regione Emilia-Romagna.

Il Tavolo rende noto che dalla mattina di sabato 5 ottobre è stata fornita acqua in quantità pari a circa 65 mila metri cubi al giorno, e l’immissione proseguirà fino a domenica 13 ottobre, portando il livello dell’acqua ad un massimo di 10/15 centimetri e oltre in tutta la valle.

La situazione è in miglioramento e questo porta a ritenere che il picco della diffusione della contaminazione sembra ormai superato, ferma restando la necessità di attendere l’esito dei monitoraggi specifici previsti nei prossimi giorni.

I dati raccolti venerdì 4 ottobre riportavano il recupero di circa 1.600 volatili morti e circa 200 convalescenti (in massima parte salvati grazie alle operazioni di somministrazione di antibiotico ad ampio spettro e di soluzione fisiologica da parte di volontari); nella quasi totalità si tratta di anatidi di specie non protette, mentre sono risultati pochi gli esemplari di specie protette (una quindicina).

Martedì 8 ottobre sono stati recuperati circa 500 volatili morti e 21 vivi (nelle medesime proporzioni).

Per proseguire con il monitoraggio della situazione, in accordo con tutti gli enti, si è convenuto un sopralluogo congiunto venerdì 11 ottobre di Polizia provinciale, Carabinieri forestali, Ispra, Parco del Delta e tecnici comunali al fine di valutare se la fase di emergenza possa considerarsi conclusa. 

Per quanto riguarda l’attività faunistico venatoria, Regione Emilia-Romagna e Parco del Delta – per le zone territoriali di rispettiva competenza – si muoveranno in maniera coordinata al fine di adottare gli atti idonei alla situazione emergenziale dovuta all’episodio.

Valle della Canna

VALLE DELLA CANNA: CONVOCATA D’AUTORITÀ LA COMMISSIONE AMBIENTE DEL COMUNE SU INIZIATIVA DELL’OPPOSIZIONE 

La commissione Ambiente del Comune di Ravenna sarà convocata d’autorità entro 20 giorni, a termini di legge, in seguito all’iniziativa di Lista per Ravenna in collegamento con Lega Nord e Forza Italia, col seguente oggetto di discussione: “Disastro ambientale nella valle della Canna. Analisi delle cause. Manchevolezze della gestione. Superare l’emergenza. Recuperare dal dissesto le zone umide protette a nord di Ravenna e consolidarne la salubrità ambientale”. Il presidente della Commissione Alvaro Ancisi e l’assessore all’Ambiente Gianandrea Baroncini concorderanno l’elenco delle persone da invitare a prendere parte alla seduta, esponenti delle istanze pubbliche e partecipative e tecnici professionisti interessati ad offrire un contributo utile alla discussione. Lo comunica con una nota lo stesso Alvaro Ancisi. La relazione introduttiva, messa a punto dai tre gruppi politici proponenti, mette a fuoco, innanzitutto, come “principali due punti da discutere”, le cause strutturali dell’asfissia della valle e le mancanze della sua gestione.

LE CAUSE DELLA MORIA SECONDO L’OPPOSIZIONE

Si legge nella nota di Ancisi: Le cause strutturali di asfissia della valle si connettono all’impossibilità di ricambio dell’acqua capace di regolarne in automatico il livello, essendo fuori uso o largamente inefficienti da un ventennio le due prese dai fiumi Lamone e Reno. Dal 2011 ad oggi il livello idrico, non essendo stato regolamentato adeguatamente, si è abbassato da circa 70 centimetri a circa 25. Di qui, ogni estate, il rischio di aumento della temperatura dell’acqua a livelli insostenibili e potenzialmente drammatici. Il problema persiste da anni ed anni in carico al Comune di Ravenna, proprietario della valle (anche se una parte è demaniale), e al Parco del Delta del Po, gestore del sito, compreso nel suo Piano Territoriale ‘Pineta di San Vitale e Pialasse di Ravenna’. Non mancando le risorse idriche a cui potenzialmente attingere, facenti capo come detto al Lamone e al Reno, lo strumento base da disporre – si dice da anni – è un protocollo di intesa con Romagna Acque, società partecipata dal Comune, che garantisca in maniera semplice e veloce sia il reintegro che l’eventuale ricambio dell’acqua della valle nei tempi dovuti, tenendo conto, al bisogno, dell’accordo vigente con la società Ravenna Servizi Industriali, che gestisce l’approvvigionamento idrico del polo chimico di Ravenna tramite una canaletta in derivazione dal Reno”.

LE CARENZE NELLA GESTIONE

“Esistono evidenti problemi di carente gestione della Valle della Canna, comuni a quelli dell’oasi Punta Alberete, che l’affianca. L’ente Parco del Delta non è strutturato minimamente per gestire l’ambiente, essendo anche privo di figure specialistiche, con la conseguente mancanza di manutenzione ordinaria e l’impossibilità di programmare gli interventi straordinari non più rinviabili. Nel programma elettorale del sindaco in carica, risalente alla primavera 2015, era scritto l’impegno, non mantenuto, di ‘pubblicare, in accordo con il Parco del Delta, il nuovo bando per la gestione di Punta Alberete e Valle della Canna’, ove per gestione non si può ovviamente intendere semplice servizio di biglietteria o di accompagnamento gruppi e neppure di piccola manutenzione”.

Ancisi e l’opposizione chiedono che in sede di commissione vengano date dalla Giunta comunale “risposte chiare e puntuali a due questioni fondamentali per definire i fatti accaduti e le relative responsabilità, che attengono al ritardo con cui si è intervenuti rispetto alle sofferenze della valle e alle operazioni di recupero degli uccelli.”

Di qui le seguenti richieste formulate: “I primi uccelli con segni di intossicazione eventuale da Botulino sono stati osservati almeno dagli inizi di settembre: come mai non se n’è saputo niente fino al 2 ottobre, quando è stata avviata la raccolta degli uccelli morti o morenti o allo stremo? Sulle operazioni di recupero, esprimendo grande apprezzamento ai volontari che si sono prestati, con dedizione e sacrificio, grazie alle associazioni venatorie a cui l’Amministrazione ha riservato la richiesta d’impegno, è necessario fare chiarezza su questi dati: quanti sono stati gli uccelli raccolti e quanti i sopravvissuti?; quali specie sono state interessate alla raccolta?; il censimento di tutti gli animali raccolti, deceduti o recuperati, diviso per specie e genere, con particolare riferimento a quelle protette, certamente presenti nella valle?; se non è stato fatto, perché si è provveduto a portarli all’inceneritore?”

Commenti

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  1. Scritto da robi

    atti idonei ??????????

  2. Scritto da Giovanni lo scettico

    Spero che i colpevoli di tanto scempio vengano condannati a pesanti pene detentive, a qualunque partito appartengano. Ma, a proposito, quelli che si indignano per i maltrattamenti agli animali, dove sono finiti?

  3. Scritto da Andrea

    Adesso comincerà il classico scaricabarile…doveva farlo Tizio…poi Caio…poi Pinco Pallino… ecc…ecc… e alla fine non sarà colpa di nessuno…Solo il cittadino deve pagare se sbaglia!

  4. Scritto da Alan

    Se la fanno franca pure stavolta son dei maghi.
    Distruggere sistematicamente fauna ittica,fauna migratoria…..
    Cialtroni IPOCRITI.

  5. Scritto da Luigi Arcozzi

    Occorre riportare il livello agli originari70 cm con apporti dal lamone nel periodo invernale con le fiumane torbide di limo fertilizzanti come è stato per secoli senza nessun problema tutto il resto è merda e poltrone da eliminare seduta stante per i costi inutili della politica