Convegno di negazionisti climatici a Brisighella, Legambiente protesta: “Sconcertante la presenza delle istituzioni”

Sabato 16 novembre 2019 si terrà a Brisighella la seconda edizione del convegno “There is NO Climate Emergency – Transizione Energetico: nuovi orizzonti”. Legambiente Romagna ha espresso tutta la sua preoccupazione in merito alla presenza delle istituzioni al convegno nel quale parteciperanno volti notoriamente schierati a difesa del settore estrattivo di idrocarburi.

“Preoccupante la presenza del titolo There is NO Climate Emergency nel comunicato allegato nel sito del Comune”- sottolinea Legambiente, aggiungendo che dal comunicato del Comune di Brisighella si legge inoltre quanto segue: “… a Brisighella la seconda edizione di “Transizione energetica: nuovi orizzonti” sarà incentrata sulla cultura, e sull’importanza di analizzare il mondo nei suoi complessi meccanismi ascoltando la voce della conoscenza”.

“Estremamente discutibili i toni della presentazione dell’incontro ed i soggetti invitati – commentano gli ambientalisti. Un incontro anacronistico che nulla ha a che vedere con una discussione costruttiva ed a 360° sul tema della transizione energetica e per la quale i rappresentanti non possono considerarsi la voce della conoscenza.“ Ancora più grave vedere la partecipazione di personaggi come il consigliere regionale del PD Gianni Bessi. “E’ a conoscenza il Consigliere che la Regione Emilia-Romagna ha recentemente dichiarato Emergenza Climatica?” si domanda Legambiente, definendo come “molto discutibile la presenza del professor Alberto Prestininzi, geologo in pensione, già noto per le sue argomentazioni “anti Greta”, rappresentanti del ROCA club ed ex dirigenti di ENI che, paradossalmente, parlano di transizione energetica senza produrre nulla di concreto sul territorio, oltre a sole operazioni di greenwashing. Una rappresentanza priva di alcuna voce critica e strumentale a giustificare scientificamente l’estrazione di gas sul nostro territorio. Colpisce la mancanza in programma di climatologi – i veri studiosi del clima – o di esperti di energie rinnovabili, a riprova dell’impostazione dell’iniziativa”.

Legambiente ricorda infine che, come sostengono gli stessi scienziati negazionisti, “La scienza del clima dovrebbe essere meno politica, mentre le politiche climatiche dovrebbero essere più scientifiche” proprio per questo esiste l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), che facendosi da ponte tra la comunità scientifica e l’operato politico, ci ricorda che rimangono solo 11 anni per adottare politiche efficaci a mantenere l’incremento della temperatura media globale entro gli 1,5°C. “Si chiedono immediatamente spiegazioni da parte dei promotori augurandoci che l’evento venga ritirato o quantomeno rivisitato. L’Emergenza Climatica esiste e non c’è più tempo per le discussioni!” conclude Legambiente.

Commenti

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  1. Scritto da cromwell

    L’IPCC, l’organismo dell’ONU citato, è composto da oltre 1500 persone: un pò di scienziati, ma anche agronomi, economisti ecc. Tutti nominati dai governi. Non sembra proprio la sede ideale per la ricerca scientifica rigorosa sul clima.