Cancro dell’esofago. Convegno internazionale coordinato dal Prof. Mattioli del Maria Cecilia Hospital

Nel 2019 si sono registrati in Italia quasi 2.000 nuovi casi di cancro dell’esofago: 1.500 nella popolazione maschile e 500 in quella femminile. I massimi esperti in Genetica Medica, Anatomia Patologica, Gastroenterologia, Chirurgia ed Oncologia si riuniranno il 13 e 14 febbraio a Bologna per la prima edizione del congresso internazionale promosso da EACSGE (Esophageal Adenocarcinoma Study Group Europe): due giorni dedicati alla ricerca di base e clinica, alla diagnosi e alla terapia dell’adenocarcinoma della giunzione esofagea e dell’esofago di Barrett (patologia secondaria alla malattia da reflusso gastro-esofageo, da cui può generare l’adenocarcinoma esofageo).

L’iniziativa è coordinata dal prof. Sandro Mattioli, Professore dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, direttore della Chirurgia Toracica e del Centro per le Malattie dell’Esofago a Maria Cecilia Hospital di Cotignola  (GVM Care & Research) e dalla prof.ssa Sheila K. Krishnadath dell’University Medical Center di Amsterdam (Olanda).

“Per la prima volta, – spiega il prof. Mattioli – ricercatori di base e clinici specialisti in diverse branche medico-chirurgiche si confrontano per trasformare i risultati ottenuti dalla ricerca di base in applicazioni cliniche, allo scopo di progredire nella cura dell’adenocarcinoma dell’esofago, che oggi è all’ottavo posto per frequenza e al sesto posto per mortalità tra le neoplasie nel mondo occidentale”.

Tra gli obiettivi di questo incontro la definizione dello stato attuale delle conoscenze sulla biologia della malattia, l’individuazione dei caratteri predittivi di cancerizzazione dell’esofago di Barrett con cui attuare protocolli mirati di sorveglianza e la valutazione di efficacia di vaccini che sembrano poter interrompere il processo di cancerizzazione.

Che cos’è l’Adenocarcinoma esofageo

Nel mondo, il carcinoma esofageo è l’ottavo tumore più frequente e il 6° tumore come causa di morte. L’Adenocarcinoma è attualmente il più comune tipo di tumore maligno dell’esofago fino al 60% nei paesi industrializzati (Fonte: StartOncology.net).

La diagnosi e la cura dei tumori esofagei richiedono le competenze di Centri specializzati. I tumori dell’esofago, e in particolare gli adenocarcinomi, sono in aumento. È interessante notare quanto le regole dietetiche e le abitudini di vita possano influire sulla genesi dei tumori.

Al contenimento dell’uso di tabacco e di alcolici, tra i principali fattori di rischio che aumentano le possibilità di sviluppare un tumore esofageo nell’arco della vita, sono subentrate tipiche patologie del benessere come l’abuso alimentare che può portare a obesità e malattia da reflusso gastro-esofageo, riconosciute quali concause in alcuni sottotipi di adenocarcinoma dell’esofago.

Numeri del tumore esofageo in Italia

(Fonti: I numeri del cancro in Italia 2019. Associazione Italiana Registro Tumori. Intermedia Editore, Brescia; sito: Orpha.net)

tumore esofageo

Che cos’è l’Esofago di Barrett

L’Adenocarcinoma insorge prevalentemente nel terzo inferiore dell’esofago e nella giunzione esofago-gastrica su aree di metaplasia intestinale della mucosa (esofago di Barrett). In tale condizione il normale tessuto di rivestimento viene sostituito con un epitelio simile a quello che tappezza internamente le pareti dello stomaco o del duodeno (tratto iniziale dell’intestino tenue). Questa nuova mucosa, che l’esofago genera spontaneamente, è una sorta di “meccanismo di difesa” ai continui attacchi acidi dovuti ad un reflusso cronico. Infatti, la principale causa della metaplasia intestinale è il reflusso gastroesofageo, per l’azione lesiva dell’acido cloridrico, degli acidi biliari e degli enzimi pancreatici. La presenza di reflusso biliare severo, sintomatico e di lunga durata, e la lunghezza del Barrett sono correlati ad un aumento del rischio di Adenocarcinoma esofageo da 7 a 40 volte. Anche il fumo di sigaretta è fattore di rischio. La presenza di obesità con alto BMI (Body Mass Index – Indice di Massa Grassa) aumenta il rischio fino a 3 volte rispetto a un BMI nei limiti di norma e l’obesità addominale è fattore specifico indipendente.

L’esofago di Barrett rappresenta la principale condizione precancerosa dell’Adenocarcinoma dell’esofago: la prevalenza dell’esofago di Barrett nei pazienti con malattia da reflusso è del 5-15% e circa il 10% – 20% dei pazienti con sintomi da reflusso che si sottopongono a esofago-gastro-duodenoscopia hanno l’esofago di Barrett. Soltanto un piccolo numero di pazienti con esofago di Barrett svilupperà un adenocarcinoma con un rischio stimato di 0,4-0,5% per anno.

Diagnosi e trattamenti

La diagnosi è istologica su biopsia endoscopica. L’ecoendoscopia (EUS) è il metodo più sensibile per definire il livello di infiltrazione e la presenza di adenopatie peritumorali e deve essere riservata ai pazienti candidati alla chirurgia o a mucosectomia dopo l’esecuzione della TC. La TC convenzionale, torace e addome, è adeguata per rilevare le metastasi a distanza.

La terapia del carcinoma esofageo si avvale della chirurgia che, quando è radicale, offre le migliori possibilità di cura, preceduta o seguita dalle terapie adiuvanti (chemio e radioterapia), in funzione del tipo istologico e dello stadio del tumore. In centri all’avanguardia si persegue oggi la terapia personalizzata, basata sulle caratteristiche biomolecolari e genetiche della neoplasia.