Ravenna. Contributi per pagamento affitto: domanda anche dopo il 28 febbraio 2020

Sarà possibile presentare domanda di contributo per il pagamento dei canoni di locazione nel mercato privato anche oltre la scadenza prevista venerdì 28 febbraio 2020. A stabilirlo il servizio Qualità urbana e politiche abitative della Regione Emilia-Romagna in considerazione dell’attuale situazione relativa all’esigenza di diluire l’accesso del pubblico agli sportelli per evitare eccessive concentrazioni.

La Regione consente di raccogliere le domande anche oltre il termine naturale, registrando comunque la data di presentazione, in attesa che la nuova giunta, la cui prima seduta sarà il 9 marzo 2020, decida formalmente la nuova data di scadenza del bando. Al link bando contributi affitto le informazioni e il modulo per fare domanda.

I principali requisiti per l’accesso ai contributi sono:

si deve risiedere nell’alloggio oggetto del contratto di locazione o dell’assegnazione; il valore Isee del nucleo famigliare deve essere compreso tra 3.000 e 17.154 euro (per la fascia Isee sotto i 3.000 euro sono previsti interventi di presa in carico da concordare con il Servizio sociale associato); il canone mensile di affitto non deve essere superiore ai 700 euro. I singoli contributi saranno pari alla somma dovuta per due mensilità di affitto, fino a un massimo di 1.400 euro. L’assegnazione avverrà scorrendo la graduatoria (redatta sulla base dell’incidenza del canone sul valore Isee), fino ad esaurimento dei fondi disponibili assegnati dalla Regione Emilia-Romagna al distretto socio sanitario di Ravenna (Ravenna, Cervia e Russi) che ammontano a 442.903,69 euro.

Le principali cause di esclusione dal contributo: essere beneficiari del reddito o della pensione di cittadinanza; avere avuto nel medesimo anno la concessione di un contributo del Fondo per l’emergenza abitativa o del Fondo per la morosità incolpevole; essere assegnatari di un alloggio di edilizia residenziale pubblica; avere la titolarità di una quota superiore al 50 per cento di diritto di proprietà, usufrutto, uso o abitazione sul medesimo alloggio ubicato in ambito nazionale e adeguato alle esigenze del nucleo famigliare; essere destinatari di un atto di intimazione di sfratto per morosità con citazione per la convalida.