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Falcinelli (Ordine dei Medici di Ravenna): “giuste le nuove misure, importante limitare il contagio”

"Pensiamo a quei Paesi dove non c’è un sistema sanitario pubblico o dove il tampone è a pagamento. È ovvio che là siano stati fatti meno controlli"

Sono favorevole alle nuove misure emergenziali prese dal Governo poiché, per limitare il contagio da Covid-19 è necessario che vi sia una strategia unificata a livello nazionale, un coordinamento che finora era mancato generando solamente misure a macchia di leopardo” commenta Stefano Falcinelli, presidente provinciale dell’OMCeO, l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, in seguito al decreto emanato mercoledì 4 marzo dal Governo Conte, su indicazione dell’Istituto Superiore di Sanità.

“Sono d’accordo con quanto detto dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte – prosegue Falcinelli -. Il premier ha spiegato che il Covid-19 non è particolarmente aggressivo ma ha una particolare capacità diffusiva. Quindi al momento, secondo i dati in nostro possesso, possiamo dire che solo in un limitato numero di casi vi è la necessità di sottoporre il paziente all’assistenza respiratoria avanzata. È chiaro – prosegue – che se si riesce a contenere la diffusione dell’epidemia, avremo percentualmente un numero basso di casi che necessiteranno dell’assistenza respiratoria e quindi affrontabili dal sistema sanitario. Se, di contro, vi sarà una vasta diffusione dell’epidemia, il sistema non sarà in grado di rispondere adeguatamente”.

Falcinelli, con tono rassicurante, spiega che a Ravenna, ad oggi, la situazione può essere definita “tranquilla”: “non ci sono casi preoccupanti e anche i due giovani lughesi colpiti dal Coronavirus sono “clinicamente guariti”, ed è un dato incoraggiante (quando lo abbiamo intervistato ieri non si sapeva ancora del terzo caso, ndr)”. “Forse – prosegue il presidente, sorridendo – la posizione geografica decentrata di Ravenna, al di fuori dei grandi canali di comunicazione, si sta rivelando un fattore positivo”.

Il Presidente dell’OMCeO ravennate sottolinea che vi è un’emergenza nell’emergenza: “Bisognerebbe fare una riflessione sui tagli fatti alla sanità, ai posti letto e al personale medico. Il sistema sanitario era già in crisi, prima del nuovo Coronavirus ed ora la situazione si è aggravata. Per far fronte all’emergenza infatti il decreto del Governo prevede di richiamare anche i medici in pensione, ipotesi che non mi vede pienamente d’accordo, ma nella contingenza convengo che siano necessarie anche queste soluzioni”.

Rispetto alla situazione della sanità locale, Falcinelli ritiene che l’attenzione da parte dei medici di medicina generale sia massima e che sia positivo anche il comportamento della popolazione. “Stiamo registrando un aumento del numero di triage telefonici, attraverso i quali il medico può fare un primo screening telefonico, dare consigli o in caso di necessità attivare il 118, se vi fossero sintomi riconducibili al Covid-9. Un punto critico, che sento di dover sottolineare, è quello legato alla mancanza dei Dispositivi di protezione (in particolare per le mascherine). Abbiamo sollecitato l’Ausl e, proprio in questi giorni, ho saputo che in alcuni ambulatori sono stati distribuiti i cartelloni informativi, con le indicazioni utili per i pazienti”.

“In generale comunque ritengo che la popolazione sia stata informata adeguatamente – prosegue il presidente dell’Ordine dei Medici -. A Ravenna, anche grazie all’intervento del Prefetto Enrico Caterino, è stato lanciato un messaggio di allerta e non di allarme. Essere attenti e vigili, non significa essere allarmati. E il messaggio che, come Ordine dei medici, mi sento di ribadire è che il nostro sistema sanitario offre un buon servizio, grazie anche alla preparazione e all’abnegazione dei nostri operatori. Pensiamo a quei Paesi, come gli Stati Uniti, dove non c’è un sistema sanitario pubblico, o a quei Paesi europei dove il tampone è a pagamento. È ovvio che là siano stati fatti pochi tamponi e che i numeri dei contagiati ad oggi risulti inferiori ai casi italiani. Concludo riportando le informazioni che ho letto oggi su un articolo del Quotidiano sanità, secondo cui all’origine del primo contagiato di Lodi vi sia stato un contatto “sospetto” con un bavarese. Il virus quindi sarebbe entrato in Italia dalla Germania, dove i controlli sarebbero partiti in ritardo”.

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