Acque rosse nel Candiano. Ancisi (LpRa) chiede chiarimenti all’Autorità portuale

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Due cittadini di Ravenna mi hanno chiesto, scrive Alvaro Ancisi (LpRa), il secondo anche con una lettera e due foto pervenutemi sabato scorso, di inoltrare un’interpellanza al sindaco di Ravenna su un fenomeno legato “all’escavo del canale portuale nella Darsena di città nei pressi della banchina dello stabilimento Fassa. Occorre dar voce alla manifestata preoccupazione dei cittadini ravennati che, in contemporanea coi lavori di dragaggio del canale portuale del tratto compreso tra largo san Vitale ed il ponte mobile, hanno potuto assistere al fenomeno di arrossamento ed intorpidimento di tutte le acque portuali, dalla Darsena di città ai moli foranei  di Porto Corsini e Marina di Ravenna, durato fino al 12 marzo 2020, giorno di partenza dal Porto di Ravenna della nave/draga Nicola Z. Questa aveva operato, nelle giornate precedenti, con dragaggi a benna presso la zona della banchina dello stabilimento Fassa e con movimentazioni a pieno carico, fino alle vicinanze del ponte mobile e alle banchine antistanti l’ormeggio dei Vigili del Fuoco e al Cimitero monumentale di Ravenna”.

La richiesta è quella di “conoscere come e perché questa situazione si sia verificata e se le operazioni compiute abbiano rispettato le norme del Codice dell’Ambiente”. Ancisi ha scritto ieri al presidente dell’Autorità del Sistema Portuale di Ravenna.

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Commenti

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  1. Scritto da Abasta

    Impressionante la semplicità con la quale si è affronta un bellissimo canale semplice ed efficace come porto!!
    C’è poco da stupirsi sulla reazione a muovere l’inquinamento deposto nei fondali da decenni!! Anzi, ci sarà ridere (o piangere ) quando faranno qualcosa nel molo vicino alla stazione FS!!
    Comunque e purtroppo entrerà nella storia, il fatto di iniziare i lavori con la cosiddetta “Darsena città”, con tanto legno pregiato a costo dei cittadini, prima di risolvere la destinazione d’uso e il ricupero del vasca terminale a ridosso di tale stazione F.S!!!!

  2. Scritto da Roberto

    Ma ciò significa che gli “umarel” sono in servizio anche in questi giorni in cui siamo tutti tappati in casa? Un servizio essenziale, evidentemente…

  3. Scritto da Alvaro Ancisi

    Il secondo commento dimostra – non solo leggendo invece il primo – che dentro o fuori casa, emergenza come ordinarietà, gli omuncoli sono in attività permanente. “Anche in questi giorni in cui siamo tutti tappati in casa” ci si può anche guardare intorno quando si esce per “un servizio essenziale”, magari considerando che prima o poi si tornerà a vivere non solo in casa, ma in altri ambienti, si spera a misura di sostenibilità. Poi ci sono cittadini di Porto Corsini che, avendo bisogno del servizio postale, decretato essenziale, fanno prima e sono più sicuri dagli assembramenti recandosi all’ufficio di Ravenna più facilmente raggiungibile, magari chiedendosi se stanno passando a lato del Mar Rosso. E ci sono consiglieri comunali (almeno uno) che, eletti per rappresentare i cittadini, sono a loro disposizione permanentemente, molto più spesso da casa, per rispondere o chiedere risposta ad ogni interrogativo che, non privo di fondamento, sollevi problemi di interesse pubblico.