Chiusa Oncologia a Ravenna. Scoperti diversi positivi. Tarlazzi: stiamo sanificando e riorganizzando, a breve si riapre

"Negli ultimi giorni i dati sono incoraggianti. La crescita è modesta... ma non dobbiamo abbassare la guardia. Dobbiamo mantenere alte le difese, per diluire nel tempo l'impatto della malattia"

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Da alcuni giorni, è chiuso temporaneamente il reparto di Oncologia dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna. Infatti, qui è stato scoperto un primo caso di positività di un paziente ricoverato da tempo, diventato positivo in Ospedale, che poi ha creato una catena di contagio che ha portato alla positività al Covid-19 di altri 8 pazienti, 2 medici e 5 infermieri. Contagi che sono stati accertati ovviamente dopo la scoperta del primo caso, con la successiva indagine. Da qui la scelta di chiudere il reparto.

“Dall’indagine effettuata – spiega al telefono il direttore sanitario dell’Ospedale, Paolo Tarlazzi – il contagio potrebbe essere partito da una fonte esterna, probabilmente da un visitatore. Visita che non sappiamo quando è avvenuta e per la quale non sarebbero state evidentemente seguite tutte le precauzioni necessarie. Questa è l’ipotesi, ma non abbiamo una certezza assoluta”.

Dopo la scoperta del primo caso, all’inizio della scorsa settimana, è iniziata l’indagine epidemiologica che ha portato alla scoperta, come si diceva, di 8 contagiati fra i degenti, di 2 medici e 5 infermieri positivi. I pazienti sono stati spostati in area Covid-19. Medici e infermieri sono stati posti in quarantena a casa, sono tutti asintomatici. Tre dei 4 pazienti non contagiati sono stati dimessi e sono seguiti a domicilio, per un periodo di osservazione. Il quarto paziente è stato invece spostato in altro reparto. Reparto di oncologia chiuso.

“A giorni, fra venerdì e sabato, faremo il secondo tampone a medici e infermieri e se, come spero, questo sarà negativo, potranno tornare in servizio già alla fine della settimana o al più tardi lunedì. – aggiunge Tarlazzi – Nel frattempo insieme alla sanificazione del reparto stiamo procedendo alla sua riorganizzazione: ieri avevamo 6 camere doppie e due singole per un totale di 14 posti, domani ne realizzeremo solo 8 ma tutte singole, per evitare contatti fra pazienti. Il personale sarà dotato di tutti gli strumenti di sicurezza necessari e adotterà misure di cautela ancora maggiori. Il reparto così organizzato sarà in grado di far fronte alle esigenze.”

A proposito di dispositivi di sicurezza abbiamo chiesto al dottor Tarlazzi se finalmente le dotazioni sono sufficienti o se ci sono ancora dei problemi, come nei giorni scorsi.

“Non possiamo dire che ne abbiamo in abbondanza – risponde Tarlazzi – però la fornitura arriva sempre regolarmente, finora non è mai mancata. Tenga conto che per il nostro Ospedale servono da 10 a 12 mila mascherine chirurgiche alla settimana e da 5 a 6 mila mascherine FFP2 sempre ogni settimana. Il fabbisogno è enorme e tutti conosciamo i problemi di approvvigionamento che ha il nostro Paese.”

Sempre a proposito del personale sanitario, sta partendo l’indagine o meglio lo screening a medici e infermieri con i test sierologici secondo il protocollo frutto dell’accordo fra Regione, ASL e Sindacati.

“Sì. Cominciano le attività di analisi sui dipendenti, con i tamponi della sierologia, e se dovessero rilevarsi positivi faremo test più accurati. I tamponi sono fatti a tappeto quando ci sono casi di positività fra colleghi dei sanitari o fra pazienti. È un’attività preventiva, soprattutto nei confronti dei dipendenti più esposti. Serve anche a capire se medici e infermieri sono venuti a contatto con il virus, se hanno contratto e superato la malattia e sviluppato l’immunità” dice Tarlazzi.

Oggi comincia anche l’attività dei tamponi “Drive Throug” cioè rimanendo in auto presso il CMP di Ravenna.

“Sì, si tratta sempre di un’attività gestita dall’Igiene Pubblica, a chiamata. Non è una fase di tamponi per tutti, sia chiaro. Si sarà chiamati e ci si presenterà per fare il tampone rimanendo sull’auto. – precisa il Direttore sanitario – Riguarda soprattutto le persone che sono in osservazione a domicilio o in quarantena o per i quali c’è qualche sospetto che possano essere venuti a contatto con  il virus.”

Dottor Tarlazzi, che cosa pensa invece della famosa curva e del picco dell’epidemia che sembra per fortuna ormai essere arrivato, quindi destinato nei prossimi giorni e settimane a calare?

“Negli ultimi giorni i dati sono incoraggianti. La crescita è modesta. Non so se il picco sia già stato superato o meno, in queste cose sono un po’ scaramantico, certo potremmo avere superato la fase più difficile ma assolutamente non dobbiamo abbassare la guardia. Dobbiamo mantenere alte le difese, per diluire nel tempo l’impatto della malattia. Il sistema sanitario è sotto stress ma tiene. Per fortuna crescono di poco i ricoverati in terapia intensiva, attualmente ne abbiamo 10 a Ravenna e abbiamo ancora 4 letti disponibili. Complessivamente abbiamo allestito 160 letti per pazienti Covid-19, un terzo di tutti i posti letto dell’Ospedale.”

A proposito dell’Ospedale, un’ultima annotazione: è commovente il moto dei ravennati con le donazioni al Santa Maria delle Croci, non trova?

“Sì, è una cosa straordinaria, che dimostra l’amore, la solidarietà, la vicinanza dei Ravennati al loro Ospedale e anche l’importanza della sanità pubblica. Sono arrivate tante donazioni da aziende e privati, soldi, dispositivi, anche piccole donazioni. E alcune molto importanti, come quella arrivata dall’azienda cinese che opera nel Porto di Ravenna (la China Merchants Industry, ndr), che è stata di grande rilevanza e significato. Ringrazio di cuore tutti quelli che ci sono vicini.”

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