Nuovo regolamento del Parco della Vena del Gesso Romagnola per proteggere habitat naturale

Il nuovo regolamento per la fruizione del Parco della Vena del Gesso Romagnola pone tante regole, ma non vieta nessuna attività. Adottato in Comitato Esecutivo entrerà in vigore dopo l’approvazione da parte della Giunta regionale.

Nei dieci anni di attività dell’Ente di gestione del Parco, la cura del territorio e dei servizi, la promozione, gli eventi organizzati, la diffusione della conoscenza del valore straordinario di quest’area protetta, unica e delicata, hanno posto l’attenzione dell’opinione pubblica sulla Vena del Gesso. “Assieme ad un crescente interesse – spiega Marina Lo Conte, Assessore con di Riolo Terme e Presidente della Comunità del Parco – è esponenzialmente cresciuto il numero di visitatori del Parco. Tanto da divenire un elemento da gestire, per evitare conflitti tra le diverse tipologie di fruizione, a danno dei visitatori stessi; per evitare attriti tra i proprietari dei terreni e i fruitori; per evitare danni al patrimonio naturale e culturale, che sono gli elementi da conservare gelosamente, per far sì che la vena del Gesso rimanga un posto attraente e più integro possibile. Negli anni abbiamo monitorato gli effetti e i risultati della crescente fruizione, registrando numerosi episodi non positivi, che ci hanno indotto a malincuore ad intervenire con un regolamento più dettagliato del precedente. Ad esempio, nei fine settimana primaverili, numerosi visitatori e anche turisti venuti da lontano, hanno lamentato l’affollamento determinato dalle competizioni sportive (ormai organizzate ogni sabato e domenica da marzo a giugno), che non permettono di fruire in sicurezza e con la giusta atmosfera un parco naturale.”

“Un altro esempio, i ripetuti attriti tra i proprietari dei terreni, che legittimamente conducono su di essi la loro attività lavorativa e fruitori che non sempre rispettano le norme comportamentali, mettendo a rischio la propria incolumità e quella degli agricoltori. In questo caso, la necessità di interdire determinati tratti di sentiero a particolari forme di fruizione, deriva proprio dall’esplicita e ragionevole richiesta dei proprietari dei terreni. Un ulteriore esempio riguarda gli abitanti della Vena del Gesso che non hanno forme di rappresentanza, che non possono lamentarsi, ma che l’Ente è chiamato, per legge, a
tutelare: gli animali. Queste settimane in assenza di esseri umani nell’Appennino, a causa del Covid-19, ci hanno mostrato come gli animali potrebbero frequentare in tutta tranquillità boschi e radure anche in pieno giorno – spiega lo Conte -. Le splendide doline di Monte Mauro sono tornate ad essere l’Habitat delle numerose specie che vivono nella Vena, sembrano la piana del Serengeti. Normalmente non è così, perché la frequentazione dei sentieri e dei boschi non glielo permette. Di giorno. Ma se, come da alcuni è richiesto, gli escursionisti oppure i ciclisti potessero andare lungo i sentieri più reconditi del Parco anche di notte, quale momento rimarrebbe agli animali per muoversi e, soprattutto, alimentarsi? L’episodio del 2017, quando una gita in piena notte di circa 15 ciclisti, con fari potentissimi, ha causato lo spostamento di una famiglia di lupi circa 10 Km più a valle, alle porte di Cuffiano (con conseguenti investimenti sulla strada provinciale Casolana Riolese di numerosi esemplari) non deve ripetersi.”

In ogni caso, non si tratta di un regolamento imposto dall’alto, ma capillarmente condiviso con le Amministrazioni Comunali e con i numerosi portatori di interessi (associazioni escursionistiche, associazioni di MTB, speleologi, guardie ecologiche volontarie, guide ambientali-escursionistiche, guide del parco) e che ha raccolto le istanze degli agricoltori, proprietari dei terreni nel Parco, grazie al lavoro attento della Comunità del Parco e da tutto il gruppo di lavoro dell’Ente. Inoltre, come detto in premessa, non vieta ma disciplina in modo più attento e sempre motivato da precise esigenze di conservazione del delicato, prezioso e fragile patrimonio naturale e culturale o di convivenza tra le diverse attività umane, tutte le attività di fruizione che si svolgono e potranno continuare a svolgersi, ma con maggiore armonia, nel meraviglioso Parco della Vena del Gesso Romagnola. Come si dice, ‘la libertà di ciascuno finisce dove comincia quella degli altri’. Noi, tra gli ‘altri’ abbiamo considerato anche tutte le specie animali. L’attualità ci insegna che è giunto il momento in cui tutti comincino a vedere il mondo da questo punto di vista. La sfida di oggi non è solo la valorizzazione dell’ambiente ma anche la sua corretta protezione che deve essere proposta con metodologie imprescindibili e concrete” conclude Lo Conte.