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“Il comune sta pensando ad un piano di mobilità di emergenza?” Le proposte di Fiab Faenza

Quale sarà il piano di emergenza post Covid per la mobilità sostenibile a Faenza? “Come evidenziato da vari studi nel mondo – comunicano da Fiab Faenza – il rischio per la mobilità nella Fase 2, è quello di un massiccio ricorso all’auto privata. Sempre più città nel mondo e anche in Italia stanno attuando misure emergenziali per ampliare lo spazio da dedicare alle bici e ai pedoni, garantendo così il necessario distanziamento fisico. Al contempo queste misure riducono l’inquinamento atmosferico, causato in città soprattutto dal traffico veicolare, che come vari studi scientifici stanno rivelando, può avere un ruolo importante nella diffusione e nella gravità della malattia. Chiediamo quindi al comune di Faenza se ha intenzione di intraprendere un piano di mobilità di emergenza, per dare più spazio a pedoni e ciclisti, nello specifico:

– allargamento zona pedonale e ZTL;

-creazione di piste ciclabili di “emergenza” semplicemente con segnaletica orizzontale ed eliminazione di posti auto;

-trasformazione delle strade residenziali in strade zone 20 “a prevalenza ciclabile”;

-elementi rallentatori solo per auto come i cuscini berlinesi;

-sensi unici eccetto bici.”

“Gran parte degli interventi sopra proposti, (dettagliati nel doc “RME piano di azione mobilità urbana post covid” in allegato), può essere realizzata con modifiche ed integrazioni alla segnaletica orizzontale e verticale ed, in alcuni casi, con l’ausilio di delimitatori di carreggiata o elementi di arredo, senza ingenti investimenti, e senza lunghi tempi di attuazione. Chiediamo se il comune sta pensando di ampliare l’offerta di mezzi pubblici e progettando percorsi protetti casa scuola, per settembre, e la realizzazione di aree car free, onde limitare il più possibile il traffico di auto davanti alle scuole. Chiediamo infine se il Comune replicherà l’erogazione di incentivi all’acquisto di bici elettriche (come lo scorso anno) e se predisporrà incentivi per il Bike To Work, (un progetto mai attuato a Faenza, nonostante fosse stato votato all’unanimità nel 2017). In conclusione come Fiab Faenza, proponiamo un piano di emergenza che non sostituirà di certo il PUMS (in fase di adozione), che ha un piano di azione ben più lungo (di 10 anni). L’emergenza attuale ci chiede di agire immediatamente con interventi urgenti, che poi potranno essere ripresi, approfonditi e migliorati in seguito. Come sempre, siamo disponibili a collaborare e anzi chiediamo fin da subito la creazione di una Consulta della Bicicletta, (anche convocata in remoto), durante la quale poterci confrontare su queste nostre proposte” conclude FIAB Faenza – Bici e Ambiente.