Falcinelli (Ordine dei Medici di Ravenna): temo seconda ondata Covid in autunno ma siamo pronti, il vaccino anti-influenza sarà anticipato

Per gli ambulatori medici la fase è ancora semi-emergenziale, meglio andare su appuntamento - Previste solo visite specialistiche urgenti - Percorso in sicurezza per i malati di diabete

I dati sui contagi delle ultime settimane sono sempre più incoraggianti. A Ravenna si contano sulle dita di una mano i nuovi pazienti positivi al Coronavirus in giugno (sono tre per l’esattezza). Superata la fase emergenziale della pandemia si va verso una graduale normalità. Ma il recupero della normalità ante virus è ancora lontana. Se non altro perché l’Ausl Romagna ha 240 mila prestazioni arretrate da smaltire, di cui oltre 40 mila in provincia di Ravenna. Allo stesso tempo la normalità non è ancora tornata nemmeno negli ambulatori dei medici di base. Per quanto riguarda una semplice visita dal proprio medico di Medicina Generale o del Pediatra di Libera scelta, cosa si deve fare adesso? Qual è la situazione nel caso siano necessaria una visita specialistica? Ne abbiamo parlato con Stefano Falcinelli, presidente dell’Ordine dei medici di Ravenna.

“L’attività negli ambulatori di medicina generale sta gradualmente riprendendo benché avvenga ancora quasi esclusivamente su appuntamento, salvo urgenze. A tutt’oggi risulta abbastanza complicato l’accesso all’attività specialistica, considerato che da parte dei pazienti cronici vi è la necessità di recuperare le visite arretrate, annullate durante i mesi dell’emergenza Covid-19″ dichiara Falcinelli. Il presidente dell’Ordine dei medici ravennati spiega che i pazienti cronici faticano a trovare una risposta di tipo specialistico: “Il problema è che dopo due mesi e mezzo di controlli annullati da smaltire, ai medici di medicina generale viene chiesto di fare richieste solo di tipo prioritario o urgente“.

Falcinelli fa un esempio: un paziente affetto da patologia cronica, che ha saltato il controllo previsto durante il lockdown, ora ha bisogno di una visita specialistica, pur non essendo “prioritaria”. Ad oggi, però ai medici non viene data la possibilità di fare richieste di tipo “ordinario”. Proprio in questi giorni il Dipartimento di medicina interna del nostro ospedale e la Diabetologia, coinvolgendo anche l’Ordine, hanno proposto un progetto di servizio telefonico che faciliti il contatto fra Medico di Medicina Generale e lo specialista, la risoluzione online di quesiti clinici (teleconsulenza), rispondendo prontamente ai bisogni dei malati di diabete, garantendo un accesso in sicurezza ai luoghi di cura attraverso la programmazione, giorno ed ora, di eventuali invii in urgenza allo specialista. Lo stesso numero permetterà la comunicazione in senso inverso, ovvero fra specialista e medico, consentendo su casi selezionati una condivisione online della strategia terapeutica.

Per quanto riguarda le visite in ambulatorio, Falcinelli ritiene che sia opportuno almeno fino alla fine di giugno che gli accessi avvengano solo su appuntamento, evitando il libero accesso. “Fin dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, nel nostro territorio abbiamo chiuso gli ambulatori ad accesso libero e utilizzato la modalità di prenotazione telefonico, così da evitare che potessero divenire luoghi di contagio”. Per i pazienti che si recano negli ambulatori valgono le ben note misure anti-covid: somministrazione di breve questionario/intervista di valutazione dello stato di salute; utilizzo dei dispositivi di protezione individuali, igienizzazione delle mani in uscita ed in ingresso, distanziamento fisico di almeno un metro tra le persone, sia negli spazi comuni che negli ambulatori.

Rispetto alle modalità di visite “on line” sperimentate durante i mesi di lockdown, Falcinelli non nega che sia stata un’opzione “utile e necessaria”, ma sottolinea che “non può sostituire il rapporto diretto medico-paziente, fatto di colloquio e visita. In futuro, quando l’emergenza sanitaria sarà superata, dovrà essere considerata un’opportunità e non un’alternativa”.

Per quanto riguarda l’ipotesi di un ritorno su larga scala del Covid-19 in autunno, anche Falcinelli la ritiene probabile. “Con la bella stagione, i virus respiratori perdono virulenza perché le persone stanno più all’aria aperta e quindi vi è meno probabilità di contagio. Temo che con l’inverno ci sia una ripresa del virus e quindi in autunno sarà fondamentale fare una buona campagna di vaccinazione antinfluenzale, addirittura anticipandola rispetto agli anni passati. Stiamo infatti già ragionando su come si possa fare, poiché la vaccinazione antinfluenzale è sempre stata fatta negli ambulatori di medicina generale, ma questa modalità dovrà subire delle modifiche”.

“Se sono pessimista sul fatto che il virus possa tornare, sono invece ottimista rispetto a ciò che abbiamo imparato e quindi penso che, in caso di una nuova ondata, saremo in grado di poter controbattere sia come sistema sanitario che come cittadini” dichiara il presidente dell’Ordine dei Medici, sottolineando che nel nostro territorio, durante la Fase 1 della pandemia, il comportamento è stato virtuoso. “Solo ultimamente c’è la tendenza ad abbassare la guardia, indossando male le mascherine o non mantenendo le distanze di sicurezza. Tutti abbiamo bisogno di tornare ad una vita normale, ma, attenzione, non dobbiamo sottovalutare le precauzioni – conclude -. Resta quindi fondamentale continuare ancora a indossare la mascherina e mantenere il distanziamento sociale. Restano le armi più efficaci contro il virus in attesa di un vaccino”.

Commenti

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  1. Scritto da armando

    Bello e chiaro questo scritto del dott. Falcinelli.- pero’, mi soffermo su due righe…”con la bella stagione i virus perdono virulenza, perche’ le persone stanno di più all’ aria aperta……- Ma allora, mi chiedo, perche’ si è aspettato cosi tanto ad aprire le spiagge ?? Si doveva obbligare (quasi) la gente ad andare a fare camminate sulla battigia e NON nei supermercati !!!