Riaprono i centri diurni per i disabili. Morigi: è stato fatto un grande lavoro per operare in sicurezza. Ancisi: troppi ritardi

Più informazioni su

Fra oggi 17 e domani 18 giugno riaprono a Ravenna i Centri diurni che ospitano circa 300 disabili. L’Ordinanza regionale li aveva chiusi 100 giorni fa, il 10 marzo, in seguito all’emergenza Coronavirus. Sempre la Regione Emilia-Romagna il 19 maggio scorso aveva approvato le linee guida con i protocolli di sicurezza per consentire di riaprire i centri. In teoria essi potevano riaprire già dai giorni successivi al 19 maggio ma in pratica adeguare l’assistenza ai disabili ai protocolli di sicurezza si è rivelato più complesso del previsto. “Con le Linee guida che dovranno essere applicate in tutti i distretti e servizi della regione, i Centri diurni per persone con disabilità potranno riprendere le proprie attività in sicurezza. La riapertura sarà graduale, attraverso la rimodulazione dei servizi a livello distrettuale e la co-progettazione con gli enti gestori nel rispetto delle linee guida, è importante riavviare subito dove possibile l’attività, che rappresenta un supporto fondamentale e insostituibile anche per le famiglie. È però importante che le strutture già in grado di rispettare le regole riaprano al più presto, perché a causa del lungo isolamento le persone con disabilità rischiano di vedere compromessi l’autonomia e il livello di partecipazione sociale raggiunti; al tempo stesso, le famiglie hanno bisogno di sentirsi sollevate dopo un periodo così lungo e faticoso di assistenza dei propri cari. Naturalmente, non possiamo fare nessun passo indietro sulla sicurezza e l’attenzione sul rischio contagio deve rimanere massima. Occorre essere prudenti e rispettare rigorosamente i protocolli di sicurezza definiti, per la tutela di ospiti, famiglie e personale.” Così dichiaravano Elly Schlein e Raffaele Donini lo stesso giorno delle Linee guida, rispettivamente Vicepresidente e Assessora al Welfare e Assessore alle Politiche per la salute.

Valentina Morigi: la buona notizia è che riaprono tutti i centri diurni, in condizioni di sicurezza e qualità per tutti

In pratica si diceva c’è voluto parecchio tempo ai Soggetti gestori per adeguare le strutture, il personale e i progetti alle Linee guida e ai protocolli di sicurezza in un settore particolarmente delicato come quello dell’assistenza ai disabili. È quanto ci dice Valentina Morigi Assessora alle Politiche sociali del Comune di Ravenna: “La notizia importante è che i centri diurni per i disabili finalmente riaprono tutti fra oggi e domani e ripartono in condizioni di sicurezza e di qualità per tutti: disabili, famiglie, operatori. Il tempo trascorso dal 19 maggio ad oggi non è trascorso invano: è servito ai Soggetti gestori per calare le Linee guida e i Protocolli di sicurezza nelle loro realtà, mettendo a punto i programmi da sottoporre al vaglio del Servizio Sociale. Alcuni lo hanno fatto in maniera più veloce ed esaustiva, ad altri abbiamo richiesto delle integrazioni. Per questo non tutti i centri aprono lo stesso giorno. Complessivamente si è trattato di un grande sforzo riorganizzativo, un lavoro molto complesso e delicato, che ha richiesto tempi tecnici non brevi.”

Le principali regole definite dalle Linee guida regionali

L’Ente gestore di ogni Centro diurno dovrà definire una nuova programmazione delle attività per garantire in questa fase dell’emergenza il rispetto delle norme per la sicurezza di utenti ed operatori. In particolare, per assicurare il distanziamento fisico, ciascun Centro dovrà individuare nuove modalità di frequenza, suddividendo gli utenti in piccoli gruppi (massimo 5 persone), che frequenteranno il servizio su turni giornalieri (mattina e/o pomeriggio) e/o in giorni alternati di frequenza su base settimanale. Per aumentare la capacità di accoglienza del servizio potrà essere programmata l’apertura anche nei fine settimana e nel periodo estivo. In ogni struttura potranno essere introdotte e costantemente aggiornate soluzioni flessibili, tenendo in considerazione le dimensioni e l’articolazione degli spazi interni ed esterni, il numero complessivo degli utenti, il livello di autonomia degli ospiti e la loro capacità di rispettare i comportamenti per contenere il rischio di contagio (distanziamento, igiene delle mani, uso delle mascherine). In accordo con il Comune e le Aziende sanitarie, l’Ente gestore dovrà garantire priorità di accesso alle situazioni di maggiore gravità e fragilità del nucleo familiare. Andrà comunque assicurata a tutti gli utenti la frequenza del servizio. Per ogni utente dovrà essere formulato, in accordo con le famiglie, un progetto personalizzato che, oltre alla frequenza parziale del centro, potrà prevedere anche ulteriori interventi, a distanza o domiciliari. Gli interventi potranno coinvolgere gli utenti individualmente o in piccoli gruppi rispettando il distanziamento e con uso di mascherine per tutti gli operatori e gli utenti che le possano utilizzare. Per quanto riguarda gli operatori, l’Ente gestore può concordarne il numero con Comuni e Aziende sanitarie, modificando il rapporto utente/operatore per garantire il rispetto delle norme di sicurezza, in particolare per la vigilanza e il sostegno alle persone disabili che hanno difficoltà a mantenere il distanziamento, per cui si prevede di intervenire con un operatore per ogni utente.  Il trasporto delle persone che frequentano i Centri dovrà essere effettuato in sicurezza, quindi garantendo la sanificazione dei mezzi, il distanziamento e l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale da parte degli operatori e, se possibile, anche da parte degli utenti con disabilità. Agli operatori e agli utenti dei centri diurni sarà effettuato, con cadenza periodica concordata con le Aziende Usl territorialmente competenti, il test sierologico per la determinazione dell’eventuale avvenuto contatto con Covid-19.

Il question time di Alvaro Ancisi (LpRa) che lamenta ritardi

“Si sono registrati e si registrano notevoli ritardi nella riapertura dei 34 centri diurni comunali del distretto ravennate (semiresidenziali, socio-occupazionali o aziendali), che ospitano circa 300 persone con disabilità. La Giunta della Regione stessa ne aveva disposto la ripresa dal 19 maggio, dettandone le condizioni, ma fino a ieri i disabili dei nostri centri sono rimasti a casa 24 ore al giorno. Nel frattempo, si sono avute solamente alcune aperture sperimentali per singole persone assistite e per sette di loro è stato previsto un servizio a domicilio. C’è stato anche un certo lavoro di accompagnamento delle famiglie, tuttavia insufficiente a risolvere i gravi disagi e sacrifici prodotti a loro carico da oltre tre mesi di isolamento. Lista per Ravenna ne ha ricevuto le preoccupazioni, rivolgendole al Servizio Sociale Associato del distretto. Abbiamo quindi ricevuto notizia che oggi una parte dei centri riapre, mentre il resto dovrebbe farlo domani… Per ricevere le autorizzazioni alla riapertura, le cooperative che gestiscono questi centri avrebbero dovuto presentare una nuova programmazione delle attività coerente con tali linee guida… Tuttavia, solo pochi giorni fa una parte dei centri ravennati, quella che riapre oggi, ha presentato la completa documentazione di programmazione delle attività idonee alla loro ripresa. Per l’altra parte, è stato necessario richiederne un’integrazione. Al sindaco chiedo dunque cosa non sia funzionato, nei rapporti con le cooperative che gestiscono i centri diurni per le persone disabili, tale da produrre l’ingrata situazione di cui sopra e cosa intenda eventualmente manifestare al riguardo.”

Il Tavolo Disabilità per riflettere sulla Fase 1 e lavorare sulla Fase 2

Valentina Morigi precisa inoltre che, anche in riferimento al question time di Ancisi, nella Fase 1 dell’emergenza a Ravenna non è stato tutto congelato, anzi complessivamente oltre 80 casi di disabili sono stati seguiti presso le famiglie, con i servizi domiciliari, con servizi educativi a domicilio, con inserimenti residenziali. “Nella Fase 1 il Servizio sociale, i Soggetti gestori e le famiglie hanno continuato a lavorare per dare tutte le risposte possibili in fase di emergenza. E a breve – conclude Morigi – convocheremo il Tavolo Disabilità con tutte le associazioni che si occupano di questi problemi per fare una riflessione comune sulla Fase 1 e per continuare il lavoro sulla Fase 2 che comincia ora.”

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di RavennaNotizie, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Marco74

    Condivido pienamente quanto citato da Ancisi, vorrei aggiungere che il tutto è stato gestito penosamente soprattutto e la questione fa alquanto incavolare perché si parla di persone, e spesso di bambini che contano in questi servizi.
    Tempo per cosa??? Per chiudere tutti i centri per eventualmente inserire un erogatore di igenizzante e fornire guanti e mascherina.
    Il ridicolo lo ha raggiunto la bacheca scolastica aperta dal comune…Pensando che il Lockdown è iniziato i primi di Marzo e fino al 10 Maggio il nulla per poi chiuderla il 20 Maggio…… ci vuole l’applauso !!!
    Per non parlare delle ore degli insegnati di sostegno drasticamente tagliate oltre il 90 % e solo dopo consensi e lunghe giornate per decidere i permessi si è potuto ottenere qualche ora di videochat. Vogliamo parlare degli insegnati di sostegno che devono chiedere infiniti permessi per poter parlare con gli insegnati di ruolo o di passaggio scolastico…!! Potrei andare avanti a ore!!!!