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Marina di Ravenna. 7 falchi tornano a volare liberi grazie a Gli amici degli Animali foto

Ma l'associazione teme il mancato rinnovo della concessione della sede: "Saremo costretti a chiudere"

Sono sette i falchi tornati alla libertà, dopo essere stati riabilitati grazie alle cure dei volontari “Amici degli animali”, l’Associazione zoofila ravennate che si occupa del soccorso, recupero, trasporto, custodia e ricovero di animali feriti o bisognosi e del recupero di animali selvatici.

Il “lancio” è avvenuto il 9 luglio a Marina di Ravenna all’interno del centro sportivo che si affaccia sulla Piallassa Piomboni, difronte agli occhi attoniti dei  bimbi che frequentano il CRE estivo “Mare tra le nuvole”, al campo di atletica.

“I 7 rapaci sono stati rimessi in natura, dopo le cure presso il nostro centro – spiega Massimo Marendon presidente dell’associazione -. Si tratta di un falco di palude e di alcuni esemplari di gheppi, piccoli falchetti provenienti dal nostro territorio o dalle provincie vicine. Erano stati recuperati e salvati in seguito alla segnalazioni di alcuni cittadini che li avevano trovati feriti o ancora “pulcini”, mentre altri erano stati portati direttamente presso la nostra sede”.

Ma non sempre l’intervento dell’uomo è opportuno. A volte le persone sottovalutano le capacità di questi animali selvatici e raccolgono i cuccioli impropriamente. Pensano di far bene, invece fanno un danno” sottolinea Marendon, ricordando che è sempre meglio consultare un’esperto in grado di dare il giusto consiglio. “Un piccolo volatile a terra, non è detto che sia stato abbandonato o sia caduto dal nido. Il più delle volte è lì per imparare a volare, sotto lo sguardo attento dei mamma e papà. C’è un equilibrio naturale che l’uomo deve saper rispettare” spiega.

In questo periodo, presso centro “Amici degli animali” in via degli Zingari alle Bassette, vi sono un’ottantina di volatili ma l’associazione si occupa anche di daini, cinghiali, volpi (proprio tre volpi sono state liberate solo pochi giorni fa, dopo terapia riabilitazione e convalescenza in seguito ad un incidente stradale). E sono stati sempre i volontari dell’associazione ad essersi presi cura di 250 anatidi, avvelenati dal botulino nella Valle della Canna, lo scorso autunno e rimessi in libertà a fine febbraio 2020.

Marendon lancia un appello importante: “abbiamo un grosso problema rispetto alla nostra sede nella pineta delle Bassette. A novembre 2020 scadrà la convenzione con il Comune di Ravenna e se non sarà rinnovata, l’associazione dovrà chiudere” spiega. “La speranza è appesa all’incontro in programma il 14 luglio, dove l’associazione incontrerà i dirigenti del Comune e alcuni assessori”.

“Se non sarà rinnovata la convenzione per la sede a Cà Ponticelle saremo costretti a restituire le chiavi – conclude Marendon -. E’ chiaro che a noi non serve “un ufficio in centro”, ma un’area con del verde dove poter ospitare e curare gli animali. Ciò che auspichiamo è poter restare nella sede attuale“.