Faenza, buoni risultati del Protocollo per la qualità dell’aria e per ridurre le emissioni odorigene

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Faenza vuole scrollarsi di dosso il non gratificante appellativo di “città della puzza” e sta percorrendo una strada virtuosa anche con l’apporto delle principali aziende che da qualche decennio sono state additate come “colpevoli” ma che hanno investito e investiranno milioni di euro per eliminare dall’aria le sostanze odorigene che vengono prodotte dalle lavorazioni di materie vegetali e organiche. Hanno prodotto esiti confortanti, infatti, le attività previste nel “Protocollo d’intesa tra il Comune di Faenza e le aziende Caviro Distillerie srl, Dister Energia spa, Enomondo srl, Tampieri spa, Faenza Depurazioni srl, Tampieri Energie srl, Villapana Spa, per il miglioramento della qualità ambientale nell’area industriale di Faenza”.

Il sindaco Giovanni Malpezzi, l’assessore all’ambiente Antonio Bandini, Patrizia Lucialli di Arpae e rappresentanti delle aziende firmatarie del “Protocollo” hanno illustrato agli organi d’informazione il percorso iniziato il 3 luglio 2017 con la firma del “Protocollo”: “un tavolo che ha lavorato in maniera efficace” ha commentato il primo cittadino. “I nostri odori sono migliorati nel tempo – ha sottolineato Giovanni Tampieri, guida storica dell’omonimo gruppo e già presidente di Confindustria Ravenna, nonché decano degli industriali faentini – e il nostro comune impegno non si ferma, perché il fastidio negli anni c’è stato, ma si tratta di odori che non danneggiano la salute in quanto generati da lavorazioni di origine vegetale con riscaldamento delle materie prime”.

Il “Protocollo” attivato il 31 maggio 2017 e concluso il 31 maggio 2020 è stato sottoscritto dalle sette aziende maggiormente impattanti e dal Comune di Faenza ed è sempre stato attentamente seguito dall’Agenzia Regionale prevenzione, ambiente ed energia dell’Emilia-Romagna (Arpae). L’Agenzia ha fornito il supporto scientifico ai firmatari del protocollo, assicurando presenza e professionalità. “Si è partiti costruendo ‘l’atlante delle emissioni odorigene’, mappando Faenza punto per punto – ha spiegato l’Assessore Bandini -: un lavoro complesso che ha coinvolto le sette aziende senza escluderne altre, più piccole, che però non hanno avuto e non hanno impatto rilevante in questa problematica. Grazie anche alla collaborazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, coinvolto all’interno di un progetto europeo, abbiamo ottenuto una ‘fotografia scientifica’ del territorio. Subito dopo le sette aziende hanno iniziato ad attuare importanti strategie di mitigazione degli odori”.

Anche oggi, però, non tutti i faentini si dicono contenti, perché di puzza ogni tanto ne scappa. “Ovviamente è un problema fortemente sentito dai cittadini, in particolare da coloro che abitano nelle vicinanze delle aziende in questione – ha commentato l’Assessore all’ambiente -. Va detto che un gruppo spontaneo di cittadini si è attivato come ‘sentinelle odorigene’, confermando l’impegno anche per il futuro. Il vero problema è la mancanza di una normativa di settore, ma la Regione Emilia-Romagna sta lavorando per realizzarlo. Ci auguriamo che questo sia l’anno ‘zero’ per affrontare questo problema su un territorio allargato”.

Da Fabio Baldrati di Caviro Extra del Gruppo Caviro è arrivata la conferma che “molte lavorazioni sono state portate all’interno di capannoni con un investimento di diversi milioni di euro e che in prospettiva si interverrà sui liquidi reflui e sulle masse agricole che arrivano con i camion e vengono depositate nell’area industriale di via Convertite”.

“Nei prossimi 5 anni interverremo sulle masse stoccate, che rinchiuderemo in capannoni al loro arrivo in stabilimento – ha detto Paola Tampieri, figlia di Giovanni e dirigente dell’omonimo Gruppo industriale -. Finora abbiamo comunque ottenuto buoni risultati intervenendo sulle emissioni delle lavorazioni delle materie prime, soprattutto il mais, che producono odori durante la spremitura per l’ottenimento di olio alimentare”.

Nella foto i rappresentanti dei gruppi industriali con il Sindaco Malpezzi e l’Assessore Bandini. 

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