Stefano Falcinelli (Ordine Medici Ravenna): linee guida per pazienti con febbre e campagna anti-influenza, le priorità

Pochissimi casi in maggio e giugno. Poi 120 casi a luglio. 268 in agosto. 99 solo nei primi sette giorni di settembre (con questa sequenza: 12, 15, 11, 14, 15, 16, 16). Che sta succedendo a Ravenna? Abbiamo girato la domanda a Stefano Falcinelli, Presidente dell’Ordine dei Medici di Ravenna, impegnato in prima linea sul fronte della lotta al Covid dall’inizio della pandemia.

“Io di solito sono ottimista, ma in questo caso mi dichiaro moderatamente pessimista – risponde al telefono Falcinelli – nel senso che oggi registriamo le conseguenze di determinati comportamenti tenuti nei giorni e nelle settimane precedenti. Adesso purtroppo stiamo registrando gli effetti dei comportamenti di agosto, del mare, delle discoteche finché sono rimaste aperte, della mancanza del distanziamento, delle mascherine abbassate. E poi con tutte quelle persone che sono andate in vacanza, si sono rilassate e sono rientrate a casa positive. Temo che stiamo assistendo a una lenta ripresa del problema Covid che alcuni mesi fa sembrava quasi scomparso.”

Lei dunque pensa ci sia stato un rilassamento generale quest’estate?

“Generale forse no. E vorrei essere chiaro su questo punto: non mi sento di colpevolizzare i più giovani che avevano voglia di vivere e di divertirsi. Certo – aggiunge il Presidente dell’Ordine dei Medici di Ravenna – quest’estate è indubbio che in certe situazioni le precauzioni anti-Covid non sono più state seguite, mentre invece non dovevano mai venire meno. Le famose tre semplici regole da seguire: distanziamento, mascherina e igiene delle mani. Sarebbe stato meglio continuare tutti a seguire queste tre indicazioni.”

Il messaggio alle persone che doveva arrivare dalle istituzioni e anche dai media secondo lei è diventato troppo blando quest’estate? Abbiamo lasciato correre un po’ troppo e abbassato la guardia?

“Sono prevalse altre ragioni. In particolare quelle dell’economia da una parte e quelle della voglia di vivere dei più giovani dall’altra. Ragioni che posso capire. Perché la prima emergenza è non morire di virus e lo ribadisco tuttora – afferma Stefano Falcinelli – ma subito dopo viene l’altra emergenza, quella di non morire di fame. Cioè ci sono tutta una serie di attività che rischiano di morire e di chiudere, con migliaia di persone in sofferenza. Quindi ci sono anche le ragioni dell’economia, le capisco. Ma noi dovremmo sempre cercare di tenere insieme le ragioni della salute e quelle dell’economia, in quest’ordine. Perché per me viene sempre prima la salute.”

Ribadiamo però che in questa recrudescenza di casi, molti positivi sono asintomatici, i sintomi sono lievi e i ricoveri ospedalieri, sebbene in aumento, restano molto pochi.

“Sì. Confermo questi elementi. Per due ragioni secondo me, che sono soprattutto mie conclusioni, non suffragate da prove scientifiche, queste non le ho. La prima conclusione è che adesso si stanno positivizzando molti giovani, l’età media si è parecchio abbassata. – dichiara il medico – Queste persone sono più giovani e forti o se vuole meno fragili: lei capisce che se il virus arriva in una residenza per anziani fa molti più danni che se arriva in una discoteca. Quindi per prima cosa abbiamo il fattore anagrafico. Il secondo fattore – non dimostrabile sebbene ipotizzato da alcuni – è che il virus potrebbe avere attenuato la sua virulenza.”

Lei sa che questa ipotesi è molto controversa. Diversi specialisti sul campo affermano che la carica virale del Covid continua ad essere potente e proprio per questo occorre non abbassare la guardia.

“La malattia è il frutto di due fattori. La virulenza del virus da una parte e la capacità del corpo attaccato di difendersi, attraverso una forte carica di anticorpi, dall’altra. Se prevale la carica virale, la persona si ammala. Se prevale la carica anticorpale, la persona non si ammala. Lei ha ragione su un punto, sull’attenuata virulenza del virus non c’è ancora nessuna dimostrazione scientifica e ci sono opinioni molto diverse fra gli specialisti – risponde Falcinelli – ma secondo me l’ipotesi è plausibile.”

Resta il fatto che negli ultimi tempi sono tornati a crescere i ricoveri, anche se in misura lieve.

“Sì, questo può dipendere dal fattore anagrafico e della difesa anticorpale. Se il virus colpisce un giovane di 30 anni è un discorso, se colpisce una persona di 70 anni o diabetica è un altro discorso. Naturalmente, più si fa circolare il virus più è probabile che si infettino anche le persone più fragili. Ma secondo me noi abbiamo ancora una situazione sotto controllo a Ravenna, c’è un aumento di casi, ma non siamo più in fase epidemica – dice il Presidente dell’Ordine di Medici di Ravenna – e insistendo ancora sui comportamenti virtuosi da assumere, sul distanziamento, sulla mascherina, sul lavaggio frequente delle mani, possiamo tranquillamente evitare che la situazione peggiori. Basta un po’ di cautela e di responsabilità individuale e collettiva.”

La sintesi potrebbe essere questa: visto che non siamo ancora nei guai, perché andarseli a cercare. È d’accordo?

“La sintesi è perfetta. E come dicevo prima, basta veramente poco per non avere guai” aggiunge Falcinelli.

Nella fase attuale, appena delineata, qual è il ruolo dei medici di medicina generale o medici di base?

“L’ASL Romagna sta rivedendo e mettendo a punto il protocollo per la gestione della febbre extra ospedaliera. Le faccio un esempio per spiegarmi. – precisa il medico – Se un medico di base tratta un paziente con la febbre, ovviamente non per forza si trova di fronte un caso di positività al Covid. I motivi della febbre possono essere altri. Ma in questa fase bisogna pensare anche all’eventualità del Covid. Allora l’ASL deve offrire delle linee guida chiare da seguire a tutta la rete dei medici che operano sul territorio, non solo ai medici di famiglia. Domande del tipo: hai la febbre? Hai altri problemi fisici? Hai altre malattie? Sei stato all’estero in vacanza? Sei stato in Sardegna in agosto? Adesso banalizzo, naturalmente, non voglio criminalizzare chi è stato in Sardegna. Si tratta di domande per focalizzare bene queste situazioni. E per mettere a punto risposte adeguate. Stiamo lavorando a queste linee guida che aiuteranno tutti gli operatori sanitari sul territorio a gestire la febbre e un potenziale paziente Covid. E con l’Igiene Pubblica stiamo cercando di accelerare anche la procedura per i tamponi, per rendere possibile ai medici di famiglia di ottenere tamponi in tempi rapidi per i casi dubbi e sospetti.”

Gli ambulatori non sono tornati ancora alla normalità… “Si opera con visite su appuntamento e con una gestione molto attenta del paziente febbrile.”

Ma il ruolo dei medici di base diventa fondamentale sul fronte del vaccino anti-influenzale, con la campagna regionale che partirà il primo ottobre. A che punto siamo?

“Ci stiamo organizzando. Le dosi disponibili sono molte di più quest’anno, vaccineremo le persone dai 60 anni in su e quelle con patologie croniche. Si passerà attraverso i medici di medicina generale che hanno in carico gli utenti. Stiamo ancora ragionando su come organizzare la campagna vaccinale perché si dovrà fare nel rispetto del distanziamento, quindi niente file e niente assembramenti nelle sale d’attesa. Sarà molto importante fare il vaccino quest’anno per difendersi dall’influenza e per aiutare anche la lotta al Covid. Il messaggio da dare quindi è: vaccinatevi più numerosi che potete.”

Naturalmente quando il piano della campagna di vaccinazione sarà pronto toccherà a ogni medico informare i propri assistiti.

“Certo, è così. Ma questo sarà più chiaro e definito fra 10-15 giorni” conclude Stefano Falcinelli, Presidente dell’Ordine dei Medici di Ravenna.

Commenti

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  1. Scritto da anna

    perchè le scuole non sono luogo di assembramento, pur con tutti gli sforzi immani che stanno facendo gli addetti ai lavori.???!!!