Il 12 ottobre al via il nuovo corso di Laurea Magistrale in Medicina a Ravenna. Prof. Falconi: “darà ulteriore sviluppo alla ricerca”

Prenderà il via il 12 ottobre il nuovo corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna Campus di Ravenna presso l’ospedale Santa Maria delle Croci. “Non c’è ancora una data ufficiale per la cerimonia inaugurale ma è probabile che avverrà a ridosso dell’inizio delle lezioni” spiega la professoressa Mirella Falconi, docente di anatomia all’Università di Bologna, Vice presidente della Fondazione Flaminia e incaricata di organizzare e coordinare l’attività didattica del primo semestre del Corso.

“Il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia a Ravenna è un progetto a cui il Rettore Francesco Ubertini e il Prorettore alla Didattica Enrico Sangiorgi tengono moltissimo” assicura la Professoressa Falconi. Vi sarà quindi una cerimonia inaugurale, alla presenza del Magnifico Rettore dell’Alma Mater Studiorum, dei rappresentanti delle autorità locali e dei finanziatori privati, con il saluto agli studenti, mentre solo in un secondo momento saranno inaugurati i laboratori.

Sono cinque i laboratori, realizzati presso l’ospedale, che stanno per essere ultimati. “Le aziende hanno già inviato il materiale che sarà posizionato all’interno delle aule-laboratorio. Solo pochi giorni fa abbiamo comunicato l’importante donazione di circa 50.000 euro della Famiglia Novarese per l’acquisto degli arredi e delle attrezzature didattiche (microscopi, monitor e telecamere). Un gesto importante non solo dal punto di vista economico” sottolinea Falconi.

I lavori di ristrutturazione erano partiti lo scorso luglio. Gli spazi sono stati messi gratuitamente a disposizione dall’Ausl Romagna, mentre la Fondazione Flaminia ha sostenuto l’intervento per un totale di circa 700mila euro, di cui circa 470mila per lavori di ristrutturazione e adeguamento e circa 200mila per arredi e attrezzature tecniche.

Interventi di manutenzione generale e adeguamento hanno interessato l’aula magna dell’ospedale (99 posti) collocata nell’area ‘Ex-Riabilitazione’. L’area di circa 450 mq, posta nella zona sottostante agli attuali spazi della Cassa di Risparmio del Blocco 11 dell’Ospedale, sarà destinata ad area laboratori didattici: qui sono stati ricavate un’aula microscopia, un’aula settoria virtuale, un’aula biochimica, un’aula manichini, spazi e servizi per studenti.

A causa dei protocolli legati all’emergenza Covid-19, i primi mesi di lezione non si terranno nelle aule del Santa Maria delle Croci, ma presso il Centro Congressi di Largo Firenze. “Così potremmo garantire l’avvio delle lezioni frontali in presenza – spiega -. Qui gli studenti potranno acquisire le nozioni fondamentali per poi passare, in un secondo momento, alle esercitazioni in laboratorio. Stiamo cercando di verificare se, distanziamento permettendo, sarà possibile seguire le lezioni tutti in presenza nei laboratori”.

La Professoressa Falconi è ottimista rispetto a numero dei partecipanti, benché solo il 29 di settembre usciranno le graduatorie: “temo che non sarà possibile accogliere tutte le domande” dichiara, sottolineando che questo nuovo Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia nascerà in una città dove è presente uno degli ospedali più grandi dell’Ausl Romagna e quindi gli studenti potranno frequentare tutti i reparti presenti nella struttura e nel loro progetto di formazione. “Ravenna è una città positiva che ha dimostrato fin da subito di credere in questo grande progetto. Inoltre sono convinta che il corso al Santa Maria delle Croci sarà accompagnato da un’ulteriore sviluppo della ricerca, che già oggi gli operatori sanitari portano avanti egregiamente. Questa sinergia sarà positiva sia per la sanità che per la formazione e per il territorio ” conclude.

Il corso di Medicina è stato sostenuto da numerosi enti locali e finanziatori privati, tra cui la Fondazione Flaminia, il Comune di Ravenna, la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna ( con un investimento di 12 milioni di Euro in 15 anni) la Fondazione del Monte, il Gruppo Villa Maria e l’Istituto Oncologico Romagnolo.