La ravennate PaceProfessional scelta da Tempor Italia per la cardioprotezione

Tempor ha avviato il progetto di Primo Soccorso Cardiaco su scala nazionale coinvolgendo tutte le sue filiali sul territorio: un servizio “salvavita” per le aziende, i lavoratori e la cittadinanza. Negli ultimi mesi, nonostante tutte le criticità dovute alla Pandemia da Covid19, Tempor ha dotato 21 delle sue 42 filiali presenti sul territorio nazionale di defibrillatori (altrettanti sono in via di distribuzione) prevedendo di completare l’operazione entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di proteggere i lavoratori ed offrire un servizio pubblico alla cittadinanza in prossimità delle proprie sedi.

L’AD di Tempor Francesco Gordiani riferisce quanto segue: “Abbiamo deciso di coinvolgere tutte le nostre filiali con l’obiettivo di fare in modo che tutti i lavoratori, le aziende e i cittadini, siano rassicurati dalla presenza di un defibrillatore e di un nostro operatore Blsd appositamente formato per il corretto utilizzo del dispositivo di emergenza. Purtroppo la pandemia da Covid-19 ha rallentato il progetto ma contiamo, entro la fine dell’anno, di consegnare gli ulteriori defibrillatori nelle nostre sedi ancora sprovviste e di poter ultimare la formazione dei nostri operatori Blsd che saranno poi coordinati e seguiti da una istruttrice qualificata presente nella nostra sede generale di Roma”.

L’idea è quella di realizzare una campagna nazionale di sensibilizzazione sulla tematica del primo soccorso e della defibrillazione precoce in caso di arresto cardiaco, prima causa di morte in Italia, al fine di mobilitare le coscienze sociali di aziende, lavoratori e cittadini. Con questa iniziativa Tempor, nel suo ruolo di Agenzia per il Lavoro, intende dare concreta testimonianza della sua responsabilità sociale rivolta non solo ai propri collaboratori ma anche e soprattutto alla comunità in cui vivono e operano le sue filiali.

È per questo che tutti i defibrillatori saranno inseriti nella banca dati delle diverse centrali operative 118 regionali e facilmente reperibili in caso di bisogno o in caso di chiamata di emergenza, dove verrà indicato il Dae più vicino.

“E’ lodevole che sempre più aziende si impegnano per contrastare questa piaga sociale – spiega Stefano Pace Responsabile Commerciale della PaceProfessional – con l’obiettivo di ridurre l’incidenza delle morti per arresto cardiaco, c.a. 60.000 all’anno in Italia. Un numero impressionante se si pensa che si parla di c.a. 160 decessi al giorno. Al tempo stesso prosegue il Dott. Pace, l’auspicio è quello di vedere “azzerata” o quanto meno ridotta l’IVA (imposta che grava sul consumatore finale) su tali dispositivi salvavita da parte dei Ministeri competenti, così come avvenuto su alcuni Dispositivi Medici e Dispositivi di Protezione Individuale riguardati il contrasto al Covid-19. L’arresto cardiaco non è un virus sconosciuto conclude, ma da sempre miete migliaia di vittime evitabili”.