Covid e tumore al seno. “Fiori d’Acciaio” dona nuovi dispositivi ed apparecchiature sanitarie all’Ospedale di Faenza

Nel periodo più difficile, quello della prima ondata Covid, non hanno fatto mancare il loro sostegno all’ospedale di Faenza, e in particolare alla Senologia e alla Chirurgia senologica dell’ospedale “Per gli Infermi”. L’associazione “Fiori d’acciaio”, composta da donne operate per tumore della mammella, nei mesi scorsi ha infatti donato varie apparecchiature oltre ad uno stock di mascherine chirurgiche che, in particolare in quel particolare momento, sono state di fondamentale importanza, vista la scarsità dei dispositivi di protezione individuale per gli operatori. Questa mattina, 23 novembre, presso l’ospedale faentino, nel pieno rispetto delle misure anti-covid, si è svolta una conferenza stampa di presentazione delle donazioni. Erano presenti Patrizia Ruggeri, presidente dell’associazione, il dottor Davide Tellarini direttore medico del presidio, la dottoressa Camilla Rossi della Chirurgia faentina, la dottoressa Elisabetta Montesi responsabile aziendale del Fundraising. L’associazione ha donato due Matrici Braxon per la chirurgia senologica, e in particolare nella fase ricostruttiva, per consentire interventi più performanti, con risultati migliori dal punto di vista sia estetico sia funzionale e, soprattutto, con minor dolore per la paziente, come ha spiegato la dottoressa Rossi, la quale ha evidenziato anche l’importanza dell’aspetto del recupero della mammella, per il quale vi è la presenza periodica, presso l’ospedale “Per gli Infermi”, del chirurgo plastico.

Sempre per l’ambito chirurgico senologico, sono stati inoltre donati due elettrobisturi al plasma. Si tratta di una tecnologia all’avanguardia che utilizza la energia a radiofrequenza a impulsi rapidi per tagliare e coagulare i tessuti soffici. Questo si traduce in un minimo se non nullo danno da ustione dei tessuti circostanti. Una tecnologia a basso danno termico offre vantaggi sia intra sia post operatori con netta riduzione del rischio di complicanze derivanti sia da difetti di cicatrizzazione e guarigione delle ferite sia da necrosi tessutale di lembi sottili. È una apparecchiatura che trova la sua principale applicazione nella chirurgia della mammella e dei tessuti molli in genere, proprio per la sua precisione e delicatezza. L’associazione ha poi donato saturimetri e termoscanner, a loro volta utilizzati in senologia, nella fase della degenza e del prericovero, anche in un’ottica di sicurezza nella presa in carico delle pazienti in particolare durante il periodo del covid. E stesso principio ha guidato la donazione delle mascherine, che sono state di estrema utilità durante il periodo covid.

Infine, insieme allo Ior, “Fiori d’acciaio” ha partecipato alla donazione del Paxman Scalp Cooler, il casco refrigerante che permetterà a molte donne sottoposte a chemioterapia di mantenere i propri capelli, migliorando così la qualità di vita durante i trattamenti e che è stato collocato presso l’oncologia dell’ospedale di Faenza. “Anche gli aspetti psicologici, come il recupero della mammella e la possbilità di conservare i capelli, hanno una valenza non trascurabile per le pazienti – ha detto Patrizia Ruggeri -, tra l’altro proprio una delle nostre socie è stata una delle prime a provare il casco, e non ha avuto bisogno di ricorrere poi all’utilizzo della parrucca”. E più in generale “cerchiamo di dare il massimo apporto possibile per qualificare ulteriormente il percorso senologico, a partire dalla prevenzione, fino al post operatorio”.

La Direzione dell’Azienda Usl della Romagna, attraverso le parole del dottor Tellarini anche a nome di tutti i professionisti, ha espresso riconoscenza e gratitudine per il forte sostegno che l’associazione “Fiori d’acciaio” ha voluto assicurare all’ospedale di Faenza in occasione dell’emergenza sanitaria, un momento difficile per l’intera comunità, a testimonianza ancora una volta del grande spirito collaborativo e di solidarietà che connota questa realtà non profit del territorio faentino. “La Romagna, e questo territorio in particolare – ha aggiunto la dottoressa Montesi – si contraddistingue per la generosità, che consente di costruire importanti progetti finalizzati a qualificare ulteriormente l’offerta sanitaria dell’Azienda”.