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Daini Pineta di Classe. C.L.A.M.A. Ravenna: recinzioni e ausili inadeguati. Serve chiarezza foto

L’Associazione C.L.A.M.A. torna sulla questione “daini della pineta di Classe”. L’associazione a fine novembre informa di aver inviato al Comune di Ravenna, alla Regione Emilia Romagna, all’ANAS e ad altri uffici competenti una dettagliata relazione relativa allo stato di recinzioni e ausili ecologici lungo le strade che costeggiano la pineta di Classe.

La relazione fotografa quanto rilevato durante un sopralluogo, compiuto alla presenza di una guardia ecologica volontaria:
recinzioni del tutto inadeguate e dissuasori completamente assenti (a parte alcuni catarifrangenti lungo via dei Lombardi, peraltro non sempre in perfetto stato, cosa comunque diversa dai “sensori elettronici che propagano stimoli acustici all’avvicinarsi di un ungulato selvatico o dai dissuasori elettronici che si attivano coi fari delle auto ed emettono stimoli visivi e acustici di disturbo, o anche dei dispositivi ad ultrasuoni” raccomandati dalla stessa Regione Emilia-Romagna);
– nella zona “campo sportivo” a Fosso Ghiaia reti metalliche esilissime e malmesse, con avanzi di bandelle deteriorate che in teoria avrebbero dovuto “provocare movimenti e rumori”;
– lungo ampi tratti della strada SS16 le recinzioni risultano squarciate o totalmente assenti;
– stessa situazione nella zona via Sila – Ca Acquara per le reti poste a protezione dei campi lungo il confine sud della Pineta di Classe.

“Questi sono solo alcuni dei problemi principali, resi ancora più gravi dalla mancanza sia lungo via dei Lombardi che lungo la SS 16 “Adriatica” di cartellonistica che indichi in maniera chiara ed evidente la prossimità di un parco naturale, ovvero il Parco Regionale del Delta del Po “Stazione Pineta di Classe e Salina di Cervia” sottolinea C.L.A.M.A. Ravenna, in una nota inviata alla stampa e sottoscritta anche da altre associazioni impegnate nella difesa dei daini. 

“Nella risposta all’interrogazione consiliare nr. 1459 della consigliera regionale Gibertoni si legge che ANAS, responsabile della gestione della SS16 “Adriatica”, ha ricevuto per il tratto in questione meno di dieci richieste risarcitorie da utenti stradali nell’ultimo triennio; lo stesso Piano Faunistico Venatorio Regionale 2018-2023, dichiara: “la maggior parte dei danni avviene in pineta; l’esiguità complessiva dei danni è insufficiente a giustificare l’attivazione di un piano di controllo”; il Servizio Statistica della Regione attesta che gli incidenti avvenuti a Ravenna e a Cervia dal 2010 ad oggi presenti in banca dati sono 10.185; di cui 9.952 localizzati dal punto di vista geografico. Dei localizzati soltanto 8 risultano in presenza di animale; di questi 8 soltanto uno (con un ferito) è avvenuto sulla SS16” prosegue C.L.A.M.A. Ravenna che domanda perchè “nonostante questi dati, si sottopone comunque ad Ispra un piano di cattura e traslocazione dei daini presenti”. 

“E’ evidente che una completa eradicazione è pressoché impossibile e, in assenza di una vera messa in sicurezza delle strade, i rischi legati all’attraversamento degli animali resteranno – dichiarano C.L.A.M.A. Ravenna e le altre associazioni -. Costi enormi, possibile morte di animali durante la cattura e la deportazione, fine incerta in luoghi dove la caccia è ammessa e dove non vi sono folte rappresentanze di cittadini a difenderli come a Ravenna: a questo aggiungiamo che il piano, comportando il rilascio di animali alloctoni nel territorio italiano, non potrà che avere carattere di eccezionalità per ammissione della stessa Ispra, e quindi non sarà né ripetibile né risolutivo (se mai lo fosse ora) neppure per gli anni a venire”.

“Ci chiediamo quindi il perché di tali scelte – proseguono – . Non saranno allora vere le voci che da anni ci vengono riportate sulla probabile causa di insofferenza nei confronti di questi animali? Ovvero, che il “fastidio” principale sia collegato ai cani di coloro che cacciano dentro la stazione di Parco? I cani, distratti dall’odore dei daini, li inseguono, non di rado fino allo sfinimento, causandone la morte per arresto cardiaco, e quindi non compiono più il loro “dovere”?

C.L.A.M.A. Ravenna e le atre sette associazioni chiedono che vengano ascoltate le tanti voci a difesa dei daini, “di attivarsi seriamente per installare recinzioni decenti e per mettere in sicurezza, a beneficio di tutti, strade che attraversano centri abitati ed un Parco naturale, e di smettere di giocare coi numeri a vantaggio solo di interessi di pochi”.

“Le amministrazioni competenti hanno il dovere di realizzare seriamente opere di contrasto all’attraversamento stradale della fauna selvatica, invece di impiegare il denaro dei contribuenti in operazioni dubbie, a danno degli animali e, alla fine, di tutta la cittadinanza” concludono le associazioni C.L.A.M.A. Ravenna, Animal Liberation, Cruelty Free, Italia Nostra sezione Ravenna, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, LEIDAA Modena, Movimento Animalista Modena, Rifugio Amore Bestiale.

Commenti

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  1. Scritto da Rossella Castelli

    Chiedo agli organi competenti di ascoltare le richieste e le GIUSTE MOTIVAZIONI delle associazioni animaliste e ambientaliste sulla tutela dei daini delle pinete nei litorali della regione Emilia-Romagna.Grazie