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Consiglio comunale di Ravenna approva Piano d’azione per l’energia e il clima: tra gli obiettivi, ridurre emissioni di CO2

Nella seduta di ieri, 10 dicembre, (per chi volesse vederla http://bit.ly/archivio-sedute-cc) il consiglio comunale di Ravenna ha approvato il Piano d’azione per l’energia e il clima (Paesc), presentato dall’assessore all’Ambiente, Gianandrea Baroncini, con 22 voti favorevoli (Pd, Italia viva, Sinistra per Ravenna, Pri, Gruppo misto, Art.-Mdp, Ravenna in Comune) e 9 astensioni (Gruppo Alberghini, Forza Italia, Lista per Ravenna, Lega Nord, CambieRà, La Pigna). Sono stati presentati anche due emendamenti da Massimo Manzoli (Ravenna in Comune) e Marco Maiolini (Gruppo misto) approvati entrambi con la stessa votazione: 22 voti favorevoli (Pd, Sinistra per Ravenna, Pri, Gruppo misto, Art.-Mdp, Ravenna in Comune, Lista per Ravenna), 4 contrari (Forza Italia, Lega Nord) e 4 astenuti (Gruppo Alberghini, Italia viva, La Pigna).

L’assessore Baroncini ha illustrato il Paesc assieme al dirigente del servizio Ambiente, Stefano Ravaioli, Michele Braglia dell’azienda di consulenza Punto 3 srl e all’architetto Vittoria Mencarini dell’Università di Ferrara. Il Paesc è uno strumento progettuale e operativo per raggiungere gli obiettivi di miglioramento della situazione ambientale, strettamente legata alla salute delle persone. Nel documento si analizzano gli scenari ipotizzati dagli scienziati al 2100 per capire come incidere entro il 2050 e soprattutto entro il 2030, prossima tappa fissata dall’Europa per la verifica delle politiche sul clima e dall’Onu per le verifiche sull’attuazione della sua Agenda per lo sviluppo sostenibile.

Il Paesc di Ravenna è strutturato su tre documenti specifici relativi a: Mitigazione (riduzione delle emissioni) – partendo dal precedente Paes si effettuano la revisione, l’aggiornamento e l’implementazione delle azioni di mitigazione rilevate e in progetto sul territorio. Attraverso il coinvolgimento dei numerosi portatori di interessi locali, si testimonia il raggiungimento dell’obiettivo minimo di riduzione di almeno il 40% del bilancio di CO2 equivalente sull’orizzonte temporale al 2030, con l’intento di arrivare al 60% come ribadito nella mozione approvata in consiglio comunale (aprile 2019) sulla dichiarazione di emergenza climatica; Adattamento, cioè la strategia di adattamento ai cambiamenti climatici. In questa sezione vengono identificati i principali rischi e vulnerabilità ambientali del territorio per elaborare possibili scelte strategiche finalizzate ad incrementare la resilienza del Comune di Ravenna e della sua comunità nei confronti dei cambiamenti climatici già in atto; Azioni di Adattamento dove sono raccolte le azioni di adattamento e la visione territoriale per una Ravenna resiliente, adattiva, antifragile. Nella discussione sono intervenuti: Mirella Mantovani (Art.1-Mdp), Patrizia Strocchi (Pd), Emanuele Panizza (Gruppo misto), Marco Maiolini (Gruppo misto), Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna), Marco Turchetti (Pd), Alberto Anacarani (Forza Italia), Chiara Francesconi (Pri), Massimo Manzoli (Ravenna in Comune).

Il gruppo Art.1-Mdp ha evidenziato il lavoro lungo e accurato che ha coinvolto non solo diversi assessorati, società di consulenza e università, ma anche le scuole perché l’aspetto educativo risulta fondamentale. Tra le azioni sulle quali lavorare: edilizia residenziale sostenibile, rendere accessibili le opportunità come il superbonus del 110% e trasporto pubblico locale meno inquinante.

Il gruppo Pd, nel ringraziare il lavoro educativo e non solo svolto dal Ceas-centro di educazione alla sostenibilità del Comune, ha sottolineato la grande importanza del processo partecipativo, con il coinvolgimento di scuole, università e consigli territoriali, nella redazione di uno strumento che riguarda il cambiamento culturale nella popolazione per arrivare concretamente a cambiare il territorio.

Il gruppo misto ha sottolineato la necessità di cambiare passo e rapidamente per andare verso il superamento delle fonti fossili e facendo scelte coraggiose che vadano verso un aumento della mobilità elettrica e di quella su ferro. Ha anche evidenziato come Ravenna registri una impermeabilizzazione del suolo senza precedenti.

Il gruppo Lista per Ravenna, pur considerando pregevole il lavoro svolto dai tecnici, ha comunque fatto notare come Ravenna non sia affatto avanti nelle politiche ambientali e, anzi, risulti al 78° posto tra i comuni italiani per inquinamento atmosferico e rifiuti urbani nella classifica della salute ambientale della qualità della vita. Il peggiore nel 2019 in Emilia-Romagna per il consumo di 7mila ettari di terreno.

Il gruppo Forza Italia ha affermato che sulla carta la teoria e gli obiettivi sono condivisibili. Il piano è equilibrato ed emerge concretezza di intenti, ma si chiede una effettiva riduzione della Co2 che però non comporti un aumento dei costi per le imprese che si impegnano nella diminuzione dell’inquinamento atmosferico.

Il gruppo Pri ha sottolineato l’importanza dell’applicazione e della operatività di questo piano ponendo l’accento sulla parola equilibrio. Al mea culpa globale sulla critica situazione del riscaldamento climatico occorre guardare con fiducia al coinvolgimento dei giovani che si stanno dimostrando molto più sensibili delle generazioni precedenti.

Il gruppo Ravenna in Comune ha evidenziato che gli emendamenti proposti con Marco Maiolini (Gruppo misto) propongono il taglio dal 40 al 60% della Co2. Ha quindi espresso soddisfazione per questo Paesc emendato che è in linea con le proposte in ambito ambientale che il gruppo ha sempre portato avanti in questa consigliatura.

Commenti

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  1. Scritto da lidia

    SIIII ridurre l’immessione del CO2 iniettandolo sotto-terra con il più grande impianto nel mondo…. prendete in giro chi?!

  2. Scritto da Filo

    Tutte chiacchere molto belle.
    Ma gli obiettivi al 2020 sono stati raggiunti. Se si, dove è possibile verificarlo?

  3. Scritto da mirko

    Basterebbe rispettare le regole che già ci sono per avere dei miglioramenti. Basterebbe essere un pelino piú responsabili per stare meglio ma non ce ne frega niente.