Angelini, Sanità pubblica Asl Romagna: entro 15 febbraio 7-8 mila persone vaccinate. Per primi sanitari, addetti e anziani Rsa

Continuano le conversazioni del mercoledì alle 13 in diretta streaming tra il sindaco di Ravenna Michele de Pascale e i professionisti e le professioniste del mondo della sanità, per fare il punto sull’emergenza sanitaria nel nostro territorio. Oggi, 30 dicembre, l’appuntamento è stato con la dottoressa Raffaella Angelini direttrice della Sanità pubblica di Ausl Romagna. Durante l’incontro si è parlato soprattutto della campagna vaccinale per il Covid.

LO STATO DELLA PANDEMIA A RAVENNA

La dottoressa Angelini ha ricordato che nel momento in cui abbiamo cominciato a vaccinare – con il V-Day europeo di domenica 27 dicembre – “si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel, ma prima di vedere i risultati completi dell’operazione vaccino ci vorrà tempo”, perché l’operazione è complessa e dovrà essere vaccinata la gran parte della popolazione prima di raggiungere la cosiddetta immunità di gregge. “Nel frattempo non possiamo abbassare la guardia, cioè non deve ingenerarsi la falsa idea che il peggio è passato e possiamo smettere di proteggerci. – ha detto la direttrice della Sanità pubblica di Ausl Romagna – Finché tutti non saremo al sicuro, nessuno dovrà abbassare la guardia.”

Sull’andamento della pandemia, Angelini ha ricordato che il virus continua a circolare molto nel nostro territorio e che “oggi stiamo pagando la forte circolazione di persone dei primi weekend di dicembre, quando siamo tornati zona gialla dopo essere stati in zona arancione.” Ha aggiunto che “i nostri comportamenti hanno sempre delle conseguenze. La gente che si è affollata in strada o nei negozi per fare acquisti non ha fatto nulla di illegale e non è mia intenzione colpevolizzarla” però, ha spiegato, “è stato un errore riversarsi in strada senza avere adottato tutti le giuste precauzioni”.

Commentando i dati aggregati ASL Romagna della settimana che va dal 21 al 27 dicembre, Angelini ha ricordato in particolare tre aspetti: si è registrato un piccolo aumento dei contagi rispetto alle settimane precedenti, per le ragioni prima spiegate; si sono fatti molti tamponi anche durante il periodo a ridosso del Natale, a dimostrazione che i sanitari anti Covid non vanno mai in ferie; che Ravenna continua ad avere un andamento in linea con il resto della Romagna e tendenzialmente migliore rispetto al resto della Regione. La dottoressa Angelini ha infatti ribadito perentoriamente che “Ravenna non è fra le città più colpite, non lo è stata nella prima ondata, non lo è nemmeno oggi.”

L’EMOZIONE DEL VACCINO

La dottoressa Raffaella Angelini è stata fra le prime 70 persone di Ravenna vaccinate al Pala De André nel corso del V-Day. Era nel gruppo di testa in quanto vaccinatrice a sua volta. Dunque per vaccinare bisogna essere protetti per non recare danno a se stessi e agli altri. “Essere stata vaccinata domenica mi ha dato l’idea di avere partecipato a un grande fatto. È stato davvero emozionante – racconta Angelini – Dobbiamo pensare che fino alla fine di gennaio di quest’anno non sapevamo quasi nulla di questo Coronavirus. E dopo 11 mesi abbiamo un vaccino per proteggerci: è un fatto inaudito. Per chi come me ha visto gli ospedali e i sanitari in affanno per mesi, le corsie piene, i malati che soffrivano e tante volte morivano, si tratta di una grande cosa. Veramente, finalmente vediamo la luce, la risposta risolutiva. Io e i miei colleghi eravamo tutti contenti ed emozionati. Ci siamo sentiti protagonisti di un grande evento scientifico. E stiamo tutti bene.”

UN VACCINO SICURO, REALIZZATO IN FRETTA CON UN GRANDE SFORZO

Su questo punto la dottoressa Angelini è stata categorica: “Il vaccino Pfizer-Biontech (l’unico finora approvato dall’EMA, l’Agenzia europea del farmaco, ndr) non è stato fatto troppo in fretta. È stato fatto in fretta ma bene, senza saltare nessun passaggio necessario nei processi sperimentativi e autorizzativi. Questo vaccino ha alle spalle un solido studio che ha riguardato 44 mila persone. Il fatto nuovo che ha permesso di fare così in fretta è che si sono mobilitate risorse economiche pubbliche e private senza precedenti e tante risorse umane per questo e per gli altri vaccini anti Covid. È stato prodotto uno sforzo enorme che ha dato il risultato sperato.” Insomma una grande conquista della scienza, di cui bisogna andare fieri. “L’EMA non ha saltato nessuna procedura autorizzativa, sono state seguite tutte le precauzioni previste.” Quindi i cittadini possono stare tranquilli: il vaccino è sicuro, conferma la Angelini.

Angelini de Pascale

GLI STEP DELLA CAMPAGNA VACCINALE

Il Sindaco Michele de Pascale ha ricordato che se una piccola minoranza di cittadini nutre dubbi sul vaccino e non sembra orientata a vaccinarsi, la stragrande maggioranza dei Ravennati invece non vede l’ora di farlo. E il problema nascerà quando ci sarà una forte pressione della popolazione a vaccinarsi e occorrerà in qualche modo frenare questa spinta per rispettare la road map prevista dal Governo. Perché è chiaro che ci vorranno mesi per vaccinare tutti. Quindi occorrerà tanta pazienza e una buona organizzazione.

“La campagna di vaccinazione è coordinata a livello nazionale dal Governo e dal Commissario Arcuri. – ha detto la direttrice della Sanità pubblica di Ausl Romagna – I vari step saranno articolati nelle Regioni e nei territori. Le prime categorie di persone ad essere vaccinate sono quelle più a rischio per il contatto diretto con la malattia: quindi operatori sanitari degli ospedali (ma anche personale ospedaliero parasanitario, volontari delle ambulanze e così via, ndr), quelli delle Usca, le squadre che fanno i tamponi, chi opera nelle strutture per anziani. Poi ci sono le persone più a rischio per la loro età, gli over 80 ospiti delle case di riposo, che sappiamo essere strutture particolarmente fragili, da proteggere.”

“Tutto questo è fondamentale per cercare di garantire ospedali e Rsa Covid free dal punto di vista del personale, – ha detto la dottoressa – per far sì che gli operatori siano protetti e non veicolo di contagio a danno dei pazienti. E che siano anche in servizio e non a casa ammalati. Siccome il vaccino ora a disposizione si fa in due dosi a distanza di 21 giorni, tutta questa prima fase o primo step, che riguarda complessivamente da 7 a 8 mila persone in provincia di Ravenna, speriamo di portarlo a termine entro la metà di febbraio.”

In questa prima fase per il personale sanitario il centro di vaccinazione è esclusivamente il Pala De André: all’interno del palasport si faranno i vaccini, circa 350 al giorno, mentre all’esterno si continueranno a fare i tamponi con il sistema drive through. Poi si stanno organizzando squadre che andranno sul territorio a vaccinare il personale e gli anziani nelle Rsa. Verrà creato un sistema di prenotazione che sarà attivo solo per chi ne avrà diritto, fase per fase. Un’ultima cosa: nelle Rsa il vaccino si farà da subito solo dove non sono in corso focolai. Negli altri casi si dovrà aspettare che le Rsa siano “pulite” dal Covid prima di vaccinare.

Dopo metà febbraio partirà la seconda fase di vaccinazione che interesserà la popolazione anziana sopra gli ottant’anni che non risiede nelle strutture per anziani. Il terzo step riguarderà le persone di età fra i 60 e gli 80 anni e fra questi la priorità verrà data alle persone con alcune gravi patologie. E poi il piano proseguirà per gradi fino a completare la vaccinazione di tutta la popolazione. Non tutto è stato ancora definito a livello centrale e in corso d’opera potranno esserci variazioni di programma stabilite dal Governo, ha ricordato Angelini, che ha aggiunto come lungo il percorso altri vaccini si affiancheranno a quello della Pfizer-Biontech, vaccini che sono anche più semplici da somministrare. Un solo esempio: quello approvato deve essere stoccato a meno 80 gradi di temperatura, quindi non può essere distribuito in modo troppo capillare perché poche strutture hanno capacità logistiche di questo generale. Quando avremo a disposizione altri vaccini più semplici, sarà possibile distribuirli anche ai medici di medicina generale, come accade oggi per il vaccino anti-influenzale.

Infine sul personale, la direttrice della Sanità pubblica di Ausl Romagna ha ricordato che nella campagna vaccinale sono impegnati 44 infermieri e 7-8 medici che oltre a fare questo lavoro devono garantire altre prestazioni. L’ASL conta di poter ricevere un aiuto dal bando del Commissario Arcuri per trovare il personale di supporto cui affidare parte della campagna vaccinale.

VACCINO, EFFETTI COLLATERALI, QUADRI CLINICI E CONTROINDICAZIONI

Raffaella Angelini ha ricordato che il vaccino approvato non sarà somministrato ai minori di 16 anni e alle donne incinta o in fase di allattamento, in via precauzionale, perché servono in questi casi ulteriori studi in materia. Non ci sono invece controindicazioni per chi è affetto da altre patologie. In base alle patologie di cui uno soffre o alle cure cui è sottoposto “il vaccino potrà avere un effetto minore, ma non ci sono pericoli a vaccinarsi” ha detto la dottoressa, che ha aggiunto come il vaccino “non inocula il virus e quindi non fa sorgere la patologia e non è pericoloso per gli immuno-depressi”. Chi ha già contratto il Covid ed è guarito si metterà in coda per il vaccino, perché ha già una certa copertura e quindi deve lasciare ad altri la precedenza. Sugli effetti collaterali, Angelini parla degli stessi effetti che si registrano per altri vaccini. Né più né meno. Effetti quindi trascurabili. Chi ha avuto reazioni allergiche ad altri vaccini non è detto che debba essere esentato: potrà vaccinarsi magari in condizioni più controllate, per esempio in ospedale.

E DOPO IL VACCINO CHE FARE?

A vaccinazione avvenuta bisogna continuare a proteggersi “perchè il vaccino ha un’efficacia elevatissima, copre al 95%, ma non al 100%. Quindi c’è sempre la possibilità di infettarsi e di contagiare altri. – dice la dottoressa – quindi in una situazione come questa, in cui il virus circola moltissimo, nemmeno il vaccino ci mette al riparo al 100% e occorre tenere la guardia alta. Questo vale per i singoli e per la collettività.” Man mano che si procede a vaccinare una fetta sempre più ampia di popolazione  e si ottiene una riduzione della circolazione del virus, allora si potrà cominciare ad abbassare un po’ la guardia. Ma la condizione di relativa sicurezza si raggiunge non prima di avere vaccinato almeno il 70% della popolazione italiana. Possibilmente di più.

“Questa sfida noi la vinciamo tutti insieme, quando avremo raggiunto l’immunità di gregge ” ha chiosato il Sindaco di Ravenna Michele de Pascale concludendo l’incontro.