Bacino Padano. Previsione fondi risanamento ambientale: Europa Verde si schiera col Presidente E-R Bonaccini

Europa Verde Emilia-Romagna è preoccupata del fatto che il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) non preveda fondi a favore del risanamento ambientale del bacino padano, un’area che da dati resi noti in queste ore vede Brescia e Bergamo registrare il più alto tasso di mortalità da particolato fine in Europa, mentre Torino e Milano sono al terzo e quinto posto per mortalità da biossido di azoto. In Emilia-Romagna sono nove le città emiliane nella top100: Piacenza è la prima al 25esimo posto, seguita da Ferrara (26), Carpi (33), Parma (38), Modena (50), Sassuolo (60), Bologna (73), Forlì (82) e Ravenna (89). Questi dati sono stati diffusi da “The Lancet Planetary Health” e confermano l’esistenza di un’emergenza sanitaria, oltre che ambientale, nel bacino padano.

Non a caso, la Regione Emilia-Romagna deve predisporre un piano di risanamento dell’aria in risposta alla sentenza di condanna della Corte di Giustizia europea del 20 ottobre scorso per lo sforamento delle concentrazioni di polveri sottili PM10.

Per uscire dall’emergenza occorrono interventi in tutti i settori di emissione delle polveri sottili: dalla mobilità motorizzata non elettrica, ai mega allevamenti intensivi; dalla produzione e impiego di energia da fonti non rinnovabili agli impianti di riscaldamento ad alte emissioni. Interventi coerenti anche con la lotta all’emergenza climatica. È chiaro che richiedono cospicui investimenti, che servirebbero anche a rilanciare l’economia e la creazione di nuova occupazione in chiave di sostenibilità ambientale e sociale.

Per questo concordiamo con il Presidente Bonaccini che bisogna stanziare risorse adeguate del Recovery Fund riconoscendo il bacino padano, dove vivono venti milioni di persone, come un’area di emergenza ambientale e sanitaria di interesse di nazionale. Altrimenti continuare a parlare di sostenibilità rischia di rimanere solo uno slogan vuoto di contenuto”.