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Rapporto dell’Iss evidenzia un boom di contagi tra i ragazzi, prima a novembre e poi fra gennaio e febbraio, ecco perché si torna a chiudere le scuole

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Prima tutti insistevano perché le scuole riaprissero il prima possibile, e sembrava diventata una questione di vita o di morte. Adesso invece c’è una retromarcia generalizzata: si torna precipitosamente a chiudere. In mezzo al marasma c’è il mondo della scuola e ci sono le famiglie che non ci capiscono più nulla. Il Governo Draghi con il nuovo Dpcm è intenzionato a chiudere anche elementari e medie in zona rossa e ovunque si registri un’elevata circolazione del virus. Anche gli esperti del Cts hanno cambiato idea sulla scuola, soprattutto per via delle varianti che stanno galoppando. A spiegare il motivo di questo cambio di direzione c’è anche un rapporto dell’Istituto superiore di sanità (Iss) intitolato “Focus età evolutiva”, che ha monitorato l’andamento dei contagi fra la popolazione italiana più giovane tra il 24 agosto dell’anno scorso e il 24 febbraio di quest’anno.

Il rapporto dell’Iss ha evidenziato un primo boom di contagi tra i ragazzi delle superiori nel mese di novembre. Da qui sarebbe scaturita la chiusura delle superiori proseguita fino a tutte le vacanze di Natale e anche oltre. Poi a partire dalla fine di gennaio l’incidenza dei casi di Covid nella fascia sotto i 20 anni ha superato, per la prima volta da inizio pandemia, quella delle fasce di popolazione più adulte, e a febbraio è rimasta leggermente più alta. L’incidenza di gennaio/febbraio è stata intorno ai 150 casi per 100mila abitanti. Il valore più alto è registrato fra i 13-19 anni, poco meno di 200 casi ogni 100mila abitanti, mentre nei più piccoli l’incidenza è minore. Nelle fasce di età più giovani, fra i casi diagnosticati rimangono pochissimi quelli gravi, mentre quelli lievi sono circa il 60%, il resto sono asintomatici. Insomma, contagi fra i giovani e riapertura delle scuole sembrano andare di pari passo. E adesso spaventano.

Sulla base di queste evidenze, quindi, il Cts avrebbe consigliato al governo di chiudere le scuole di ogni ordine e grado nelle zone rosse. Anche elementari e medie, quindi, nei territori dove il virus è più diffuso, dovrebbero tornare alla didattica a distanza. Il cambiamento potrebbe arrivare, appunto, con il prossimo Dpcm, che sarà definito nelle prossime ore e sarà in vigore dal prossimo 6 marzo.

Sul fronte della lotta al virus si registra un’altra importante novità: il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha nominato il generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo nuovo Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, ponendo fine prima del tempo all’incarico di Domenico Arcuri che scadeva ad aprile.

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha introdotto, al ministero, la presentazione del Programma nazionale esiti 2020, evento promosso dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. «Penso che mai come in queste settimane si sia capito quanto valga avere un Servizio sanitario nazionale di qualità e investire su di esso» ha detto il ministro nel suo discorso iniziale. «La lezione del Covid è che la stagione dei tagli vada chiusa definitivamente e che bisogna proseguire con una grande stagione di investimenti». Gli obiettivi, dice Speranza, sono due: «da una parte la lotta contro il Covid e dall’altra programmare il servizio sanitario del futuro in modo da dare cure giuste a ogni cittadino in tutta Italia». Ora siamo ancora in piena emergenza, osserva il ministro: «la curva risale, le prossime settimane non saranno facili. Servono coraggio e decisioni coerenti».

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Commenti

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  1. Scritto da Ed

    Ma siccome i sistemi di tracking hanno fallito, neppure l’ISS può dire se ci si infetti a scuola o se l’infezione avvenga fuori dalla scuola per poi circolare tra i banchi scolastici.

    Nel dubbio, meglio chiudere tutto.

    Come per dire: se ho mal di testa e non riesco a capire se per raffreddore, emicrania, influenza allora meglio tagliare la testa.

  2. Scritto da Direttore

    Signor Ed è impossibile stabilire con esattezza millimetrica dove una persona si infetta, ma certo dal momento che – per esempio – negli ultimi giorni a Ravenna c’erano 100 classi in quarantena e alcune scuole chiuse, è molto probabile che gli studenti si contagino entrando in classe, stando in classe e uscendo dalla classe. Si tratta di attività scolastica in ogni caso. LA REDAZIONE

  3. Scritto da Mv

    A scuola i bambini portano la mascherina SEMPRE (e senza mai lamentarsi), è difficile che possa essere lì un contagio….i casi di covid nelle scuole vengono da fuori, perché sono i bambini stessi a raccontare di pigiama-party, feste varie organizzati a casa di qualcuno, oppure hanno genitori che se ne fregano delle regole , li portano ovunque o fanno la qualunque senza rispettare le regole.

  4. Scritto da Maria

    Adesso la polizia farà più controlli, ma era meglio prevenirli.