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Raffaella Angelini (Ausl Romagna): picco della terza ondata alle nostre spalle, ora vaccinare più che si può e poi riaprire

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Un mese fa tutti i distretti della Romagna avevano un indice di nuovi casi ogni 100 mila abitanti quasi doppio della soglia di rischio. Oggi tutti i distretti sono sotto la soglia di rischio, tranne quello di Forlì. Un mese fa il numero di nuovi casi era più del doppio di quello che abbiamo registrato nell’ultima settimana. I ricoveri sono in calo e anche i numeri delle terapie intensive. La situazione appare sotto controllo tanto da far dire alla dottoressa Raffaella Angelini che dirige l’Igiene Pubblica dell’Ausl Romagna che “il picco della terza ondata è alle nostre spalle” e che si può cominciare a pensare alle riaperture. Ma con giudizio, senza ripetere gli errori dell’anno scorso. Anche se stavolta “abbiamo un’arma in più che anno scorso non avevamo: il vaccino.” Sempre che i vaccini promessi finalmente arrivino. Angelini su questo professa ottimismo.

L’INTERVISTA

Dottoressa Angelini, andiamo dritti al punto, come siamo messi?

“Direi che ora vediamo la luce. Il picco della terza ondata è alle nostre spalle, il numero dei contagi sta calando anche abbastanza rapidamente. Si vede dal numero dei nuovi casi, sempre consistenti, ma di molto inferiori a qualche settimana fa. E si vede dal numero dei ricoveri per Covid che sta calando. Tutti gli indicatori vanno nella stessa direzione, non è un fuoco di paglia.”

Questo a dimostrazione che le zone rosse e le chiusure servono, non sono una forzatura.

“Non c’è dubbio che servano. Come sappiamo però hanno degli effetti collaterali, piuttosto gravi. Per cui capisco anche la spinta a riaprire. Ovviamente, le due cose che servono per poter riaprire con una certa sicurezza sono le chiusure per fermare la circolazione del virus e i vaccini per immunizzare quante più persone possibili. Purtroppo con i vaccini andiamo più piano di quello che vorremmo, perché non ne abbiamo a sufficienza. Però qualche risultato importante con le vaccinazioni si è già visto, perché la terza ondata è stata più grande della seconda come numero di casi, ma ha avuto un impatto meno grave grazie alla campagna vaccinale.”

Abbiamo avuto meno morti, perché progressivamente si sono vaccinati i più anziani, a cominciare dalle Rsa.

“Esattamente. Perché la malattia colpisce pesantemente e ha esito a volte mortale proprio fra i più anziani e i più fragili, come sappiamo da tempo. È chiaro che se avessimo avuto in questi mesi la possibilità di vaccinare il doppio delle persone, avremmo avuto un effetto minore con la terza ondata. Però noi dobbiamo fare i conti con la realtà e dire che se non ci fossero stati i vaccini, seppure in maniera troppo limitata, le conseguenze sarebbero state molto più gravi. Abbiamo avuto gli ospedali protetti, con il personale quasi tutto vaccinato, che con la terza ondata non si sono più trasformati in cluster della pandemia. Le case di riposo sono state messe progressivamente in sicurezza.”

Anche adesso ci sono dei cluster però.

“Sì, ma non più in forma grave come prima. Troviamo questi cluster perché continuiamo a fare gli screening e a scoprire dei casi positivi, ma questi cluster si risolvono in pochi giorni adesso, in genere senza ricoveri ospedalieri. A volte le persone sono asintomatiche. Questa è la grande differenza rispetto alla seconda ondata in cui le Rsa furono così duramente colpite.”

A proposito di questo tira e molla sulle riaperture lei cosa pensa? C’è una fortissima spinta a riaprire, ma siamo pronti?

“Non lo so. Possiamo prepararci meglio rispetto a quanto è accaduto nel 2020. Anno scorso in questo periodo si cominciava a parlare delle riaperture e poi sappiamo tutti cosa è successo. I casi calavano, l’estate ci ha fatto vivere all’aria aperta abbattendo la diffusione del virus, abbiamo ripreso con una certa euforia ad andare al ristorante, al mare, in vacanza e ovunque, come se il virus non esistesse più, molti non hanno più indossato la mascherina. Abbiamo fatto degli errori.”

Non possiamo fare lo stesso errore una seconda volta. È così?

“No, non possiamo. Anche se stavolta abbiamo un’arma in più che anno scorso non avevamo: il vaccino. Se, come il Commissario Figliuolo ha promesso, i vaccini arrivano in modo da avere vaccinato entro giugno tutta la popolazione più fragile, proseguendo poi con gli altri, beh tutto dovrebbe andare meglio. Basta guardare a quello che sta accadendo nel Regno Unito. Loro hanno avuto a disposizione tanti più vaccini di noi e hanno vaccinato quanto più possibile, facendo un vero lockdown duro e i risultati li stanno vedendo. Adesso riescono ad aprire in una buona situazione, con un numero di morti che è calato in modo impressionante. Con l’arrivo delle dosi dei vaccini sperate e promesse, noi dobbiamo riuscire a fare la stessa cosa.”

Riaprire sì ma con cautela, è questa la sua ricetta?

“Sì. Adesso dobbiamo mettere a punto ed aggiustare tutti i protocolli di sicurezza e poi in base alla condizione epidemiologica si dovranno stabilire le riaperture in condizioni di tranquillità. La cosa assurda sarebbe aprire per due settimane per poi essere costretti a richiudere.”

Insomma, non dobbiamo fare come la gatta frettolosa che fece i gattini ciechi.

“Esatto. Io penso che in maggio qualcosa potrà riaprire. E poi ci aiuterà l’estate. Ma facciamo attenzione. Il virus non scomparirà.”

vaccino - covid

Situazione vaccinale. Facciamo un breve riassunto. Over 80, a che punto siamo?

“Ieri 15 aprile abbiamo virtualmente concluso la prima somministrazione del vaccino agli over 80. Noi avevamo preso le prenotazioni fino alla fine di maggio perché avevamo pochi vaccini, poi sono arrivate più dosi e abbiamo anticipato quasi tutti gli appuntamenti. Chi aveva prenotato il vaccino l’ha avuto o lo avrà a breve se non ha voluto anticipare l’appuntamento. Molti hanno già ricevuto anche la seconda dose.”

Poi abbiamo la categoria degli estremamente vulnerabili.

“Sì. Continuano a prenotarsi. E qui stiamo completando le liste, perché come sapete siamo partiti da un elenco fornito dalla Regione sulla base di database amministrativi. Questo primo elenco è stato via via ampliato con una serie di segnalazioni arrivate dalle unità specialistiche ospedaliere come le neurologie, le oncologie, le diabetologie. Da lunedì gli stessi medici di medicina generale possono segnalare i loro assistiti che rientrano nelle categorie degli estremamente vulnerabili. Ne sono già stati inseriti 2.000 in pochi giorni. Oggi la Regione ci ha fatto avere un protocollo che ha condiviso con le Farmacie per le persone obese: come sappiamo l’obesità è un importante fattore di rischio in relazione al Covid, anche se l’obesità non è classificata nei database di cui parlavo prima. Per cui una persona che ritiene di essere a rischio per la sua obesità – che scatta quando l’indice di massa corporea è pari a 35 – va in Farmacia, verifica con il farmacista la sua condizione di obesità e poi può prenotarsi.”

Veniamo agli over 70.

“Abbiamo già iniziato la prenotazione e la vaccinazione degli over 75 e da lunedì 12 aprile anche degli over 70.”

E poi la Regione ha già detto che se arrivano i vaccini, dal 26 aprile si aprono le prenotazioni per gli over 65 e dal 10 maggio per gli over 60.

“È così. Il piano sta cominciando a funzionare. Certo devono arrivare i vaccini per prendere in carico tutte queste categorie di persone.”

Quante rinunce di AstraZeneca avete incontrato?

“Non sono state. Però impieghiamo parecchio tempo per parlare con le persone, perché ci sono molte preoccupazioni. In questo momento lo stiamo facendo agli over 70 e over 75 senza particolari patologie e per queste categorie non ci deve essere nessuna preoccupazione in relazione a questo vaccino. Sopra i 60 anni nessun problema, dopo milioni e milioni di dosi lo si può affermare in tutta tranquillità. Certo qualcuno protesta e qualcuno rinuncia, ma sono pochi casi. Più che altro la vicenda AstraZeneca ci ha creato delle complicazioni e ci richiede più tempo nella vaccinazione. Inoltre adesso anche le forniture sono state limitate, mentre l’Italia aveva puntato molto su questo vaccino.”

Si può dire che siamo stati sfortunati.

“Un po’ sì. Gli inglesi non si sono posti nessun problema sui rischi. Hanno vaccinato quasi tutti con AstraZeneca, di cui avevano grande disponibilità, giovani e vecchi, fragili e no. E i risultati sono buoni. Noi dobbiamo fare i conti con i vaccini che abbiamo e con le limitazioni d’impiego che ci siamo dati. Adesso speriamo che le dosi assicurate dalla struttura commissariale di Figliuolo per i prossimi mesi arrivino tutte, in modo da far spiccale il volo alla campagna vaccinale. Già oggi noi saremmo in grado di vaccinare molto di più.”

Vaccino Pfizer

Dopo il provvedimento del governo che ha introdotto di fatto l’obbligo vaccinale, come sta procedendo la campagna di vaccinazione degli operatori sanitari?

“Sta aumentando la richiesta. Noi abbiamo fatto nelle nostre sedi una seduta vaccinale straordinaria dedicata al personale sanitario la settimana scorsa, con l’adesione di circa 800 persone. Non poche. Continueremo a proporre il vaccino fino a raggiungere la percentuale più alta possibile, che oggi fra i medici dell’Ausl Romagna è quasi del 90%. Mentre fra le altre figure professionali è un tantino inferiore.”

La copertura vaccinale, quanto dura? Lo sappiamo?

“Ancora non lo sappiamo con esattezza, perché ci mancano i dati della copertura nel tempo. Questi vaccini sono troppo giovani. E poi ogni vaccino ha un suo comportamento. Tenga conto che i primi vaccini sono stati fatti alla fine di dicembre e l’osservazione è solo di pochi mesi. Noi abbiamo attivato come Ausl Romagna uno studio di sieroprevalenza sui nostri dipendenti che fanno prelievi a cadenze definite, proprio per monitorare la presenza della protezione. Tutto il mondo sta facendo così.”

A questi esami dovranno poi sottoporsi anche i normali cittadini vaccinati?

“No, no, questi studi si fanno apposta per evitare di dover replicare tale pratica per tutti. Ciò che vale per un sanitario vale anche per un cittadino normale. Una volta capito quanto dura la copertura media sapremo come regolarci.”

Se si scopre che il vaccino dà una copertura di un anno, ogni anno il “circo” delle vaccinazioni si dovrà replicare e non sarà semplice.

“Sì, se si scopre che è un anno, così come se si scopre che si seleziona una variante che non è coperta dal vaccino, come succede per l’influenza.”

Le scuole sono state riaperte, quasi tutte. Lei è preoccupata?

“No. Ora abbiamo adottato dei protocolli più rigidi di prima. Prima se c’era un bimbo ammalato in una classe facevamo il tampone a tutta la classe e poi lasciavamo a casa la classe fino all’esito del tampone. Se non c’erano altri positivi, la classe tornava subito a scuola. Adesso se c’è un bambino malato la classe va tutta in quarantena per 14 giorni, in via precauzionale. Perché abbiamo visto che la variante inglese è molto più diffusiva. E infatti sono già diverse le classi in quarantena da quando è iniziata la scuola in presenza. Ma per ora la situazione è sotto controllo.”

In conclusione, lei è ottimista?

“Sempre. Per definizione. Lo sono soprattutto perché la strada imboccata è quella giusta. Con i vaccini che andranno a crescere e con l’attenzione per le riaperture. Dobbiamo sperare che i vaccini arrivino. E se arrivano come il generale ha promesso vacciniamo a ritmo serrato. E prima vacciniamo prima mettiamo in sicurezza le persone, come ci dice l’esperienza delle Rsa e degli ospedali.”

 

 

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Commenti

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  1. Scritto da Emanuele

    Buongiorno, mia madre ha 87 anni ed è allettata ed è in una condizione di salute che non le consente di raggiungere i centri vaccinali.
    Dal 15/02/21 invio ogni settimana una email all’Urp dell’Asl Romagna e al dottore di base per conoscere la data prevista per il vaccino.
    Fino ad ora ho ricevuto solo risposte vaghe ma nessuna data. Vorrei comprendere da altri lettori che sono in una condizione simile se hanno ricevuto il vaccino.

    “Ieri 15 aprile abbiamo virtualmente concluso la prima somministrazione del vaccino agli over 80.” questa affermazione riportata nell’intervista , probabilmente, è valida solo per chi è stato in grado di raggiungere i centri vaccinali.
    Grazie