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Paolo Bassi (UO Malattie Infettive Ravenna): è la prima settimana senza ricoverati per Covid, ma non ripetiamo gli errori della scorsa estate

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Nuovo appuntamento oggi 21 aprile con le dirette Facebook del Sindaco di Ravenna Michele de Pascale sui temi della sanità e dell’emergenza Covid. Ospite odierno il dottor Paolo Bassi, direttore dell’Unità operativa Malattie infettive di Ravenna che ha responsabilità per tutta la provincia di Ravenna ed è presente anche a Faenza e a Lugo. Oltre a ricoveri (in media 700 ogni anno), consulenze (circa 4.000 all’anno) e visite ambulatoriali (8.800) vengono seguiti i pazienti con cronicità, in particolare le persone contagiate dal virus dell’Hiv (in provincia circa 1.400) o con epatiti croniche che vengono seguite anche a domicilio. L’UO segue anche il carcere e i Sert.

“Senza la mia squadra non sarei nulla – ha esordito così il dottor Bassi – così come senza tutta la squadra dell’ospedale, che è stata in grado di affrontare come un corpo unico tutta la drammaticità della pandemia Covid.” Bassi ha ricordato l’importanza delle misure di prevenzione anti-Covid, e in particolare dell’uso della mascherina, che fra l’altro ha determinato la quasi scomparsa dell’influenza nell’inverno 2020-2021. Poi il direttore dell’Unità operativa Malattie infettive di Ravenna ha fatto il punto della situazione.

“Questa è la prima settimana in cui non abbiamo nessun ricovero per Covid nell’unità di Malattie infettive dell’ospedale di Ravenna – ha affermato Bassi – Ce ne sono alcuni in altri reparti dell’ospedale. Ma non da noi. È una cosa molto bella, ma sappiamo che non dobbiamo abbassare la guardia. Il trend è nettamente in diminuzione: abbiamo avuto un grosso accumulo di ricoveri nel marzo-aprile 2020, poi nell’autunno-inverno di quest’anno fino a circa 3-4 settimane abbiamo avuto fa il secondo grosso incremento, addirittura superiore al primo. Ma ci siamo difesi abbastanza bene. Abbiamo pagato purtroppo tutta la disseminazione di questa pandemia nelle strutture per anziani, dove siamo andati ad aiutare per alzare il livello assistenziale. Ora la situazione è in netto miglioramento, continua la nostra attività in aiuto al pronto soccorso e ai reparti con casi Covid”.

Bassi ha poi ricordato che anche a Ravenna è appena partita la cura con gli anticorpi monoclonali. “È una bella novità che riguarda però solo pazienti particolari, molto fragili, con grave obesità, diabete scompensato, pazienti nefrologici in dialisi o pazienti ematologici che stanno facendo terapia immunosoppressiva o recente chemioterapia. – ha precisato Bassi – Sono pazienti in cui il rischio di ricovero o decesso è molto maggiore rispetto agli altri. Abbiamo quindi iniziato questa terapia sperimentale con gli anticorpi monoclonali già la settimana scorsa su 4 pazienti: stanno andando tutti molto bene. E’ chiaro che è una terapia sperimentale e di nicchia. La facciamo nel nostro day hospital in collaborazione con i medici di base”.

Poi c’è il Remdesivir, “in cui crediamo molto”, un farmaco antivirale che si può usare solo in strutture ospedaliere per pazienti ricoverati. “Le fasi dell’infezioni del Covid sono due: – ha ricordato Bassi – la prima fase dell’infezione virale richiede antipiretici o al massimo antinfiammatori, mentre la seconda fase, se persiste la febbre o iniziano tosse e respiro difficoltoso, è opportuno iniziare una terapia con cortisonici ed eparina a basso peso molecolare come abbiamo concordato con i medici di medicina generale”.

A proposito della possibilità che persone già vaccinate possano contagiarsi, Bassi ha affermato: “Per quanto riguarda chi è già vaccinato, sappiamo che il vaccino non copre al 100%, però oltre il 90% sicuramente sì. Quindi è teoricamente possibile che la vaccinazione non sia completamente efficace nella difesa della persona, se la persona non elabora gli anticorpi, ma è un fatto abbastanza raro: qualche anticorpo in genere si trova sempre”. Sulla capacità delle varianti di superare la barriera della vaccinazione ha precisato: “È una cosa abbastanza teorica, perchè da noi l’80% delle varianti sono inglesi e quindi coperte dal vaccino. Qualsiasi vaccino si faccia è ampiamente sufficiente a difenderci dalle varianti. Qualche dubbio c’è solo sulla brasiliana, ma per fortuna da noi è poco diffusa”.

Infine guardando al futuro e all’estate che ci attende, Bassi ha voluto smorzare gli entusiasmi: “L’idea che d’estate il virus non circoli è abbastanza peregrina – ha chiarito il direttore dell’Unità operativa Malattie infettive di Ravenna – C’è stata effettivamente una grossa diminuzione di contagi nell’estate 2020, ma la dobbiamo al lockdown.”

E poi ha aggiunto: “Questo virus, come tutti i virus, ma questo in particolare, vuole vivere e per farlo muta se stesso. In questa seconda tornata clinica abbiamo visto infettarsi gente più giovane, con una maggiore propensione della malattia verso forme gastroenteriche piuttosto che polmonari e l’insorgere delle varianti. Il dato di fatto è che non possiamo rilassarci. Draghi parla di rischio ragionato, per fare in modo che piano piano si possa ripartire: non dobbiamo però correre il rischio di ripetere gli errori della scorsa estate. Il virus non è morto, è vivo e continua abbondantemente a circolare e se non stiamo attenti ci sarà un’altra ondata. E quindi continuiamo con le vaccinazioni e con le precauzioni, per continuare a vivere”.

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Commenti

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  1. Scritto da Sesto Bissi

    E allora i morti ogni giorno x covid dove sono a casa

  2. Scritto da Alex

    Non ci sono nuovi ricoveri!!!!!

  3. Scritto da Direttore

    Il dottor Bassi ha affermato che non ci sono ricoveri nel suo reparto. LA REDAZIONE

  4. Scritto da draghi

    godetevi questa ora di aria che tra poco vi rinchiuderemo ancora