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La BCC Ravennate imolese e forlivese dona nuova strumentazione a Neurologia dell’Ospedale di Ravenna

Instancabile il sostegno alla sanità del territorio e in particolare all’Ospedale S.Maria delle Croci di Ravenna, da parte della BCC Ravennate forlivese ed Imolese, che nell’ultimo periodo ha donato nuove attrezzature anche alla U.O Neurologia diretta dal Dott. Pietro Querzani.
Si tratta di un sistema di monitoraggio costante da remoto, di eventuali fibrillazioni atriali che provocano un rischio di ictus.

“La gestione ed il trattamento dell’ictus cerebrale – afferma il Direttore dell’U.O di  Neurologia, Dott. Pietro Querzani – è sempre una corsa contro il tempo: nelle fasi iper acute dobbiamo cercare di salvare la maggior quantità di neuroni possibili intervenendo quanto più precocemente possibile rispetto l’inizio della comparsa dei sintomi. E in questo i risultati raggiunti negli ultimi mesi a Ravenna sono certamente incoraggianti. Ma la corsa contro il tempo prosegue anche nelle fasi successive:in quanto  in circa il 30% degli ictus cerebrali ischemici non riusciamo a rilevare la causa che lo ha determinato. Tra queste una delle più importanti e nello stesso tempo difficili da rilevare è la fibrillazione atriale (un disturbo del ritmo cardiaco che porta ad un rallentamento della circolazione all’interno del cuore con possibile formazione di trombi, che possono poi portare all’ictus. La fibrillazione può essere rilevata in acuto, sia in Pronto Soccorso, che durante il monitoraggio delle funzioni vitali, che viene effettuato durante la degenza in stroke unit. In molti casi però non si riesce a determinarla con certezza, per cui è necessario ricorrere precocemente ad un monitoraggio elettrocardiografico prolungato, che aumenta notevolmente la probabilità di rilevarla”.

Le apparecchiature donate oggi, quindi, permettono questo monitoraggio preventivo: il sistema consiste nella dotazione di una sorta di corpetto che ha incorporato un rilevatore dell’attività cardiaca che il paziente può indossare e portare fino a trenta giorni. Dopo tale data o anche prima, se l’apparecchiatura comunica da remoto la registrazione di un’aritmia cardiaca significativa, il paziente viene richiamato; all’interno del rilevatore c’è una scheda dati che vengono poi trasmessi per la refertazione da remoto. La refertazione verrà fornita entro 24-48 ore e la UO di Cardiologia ne valuterà la qualità.

“Siamo grati alla BCC Ravennate Forlivese ed Imolese – afferma Francesca Bravi – per questa donazione, che contribuisce a migliorare ulteriormente un ambito così delicato e complesso come quello della gestione dell’ictus cerebrale, prevenendone le ulteriori manifestazioni, collocandosi tra l’altro, come primo passo nell’ambito di un più ampio progetto aziendale di digitalizzazione, che vedrà coinvolte in modo graduale e trasversale tutte le neurologie della Romagna”.

 

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