Quantcast

Le Rubriche di RavennaNotizie - L'opinione

“Per il Clima – Fuori dal Fossile” Coordinamento di Ravenna: bene i 70 milioni per avviare il progetto di parco eolico-fotovoltaico ma…

Più informazioni su

Siamo fra coloro che non hanno sottoscritto il Patto per il Lavoro e per il Clima con la Regione Emilia-Romagna, trovandolo insoddisfacente rispetto alle reali necessità di avviare la svolta ecologica. E facciamo parte del gruppo di realtà ambientaliste che hanno presentato un documentatissimo “contropatto”, che esamina uno per uno tutti gli aspetti della questione ed elabora proposte specifiche. Ma quando c’è una buona notizia, non abbiamo difficoltà a prenderne atto.

Pertanto, non possiamo che gioire alla notizia che a livello nazionale siano stati reperiti settanta milioni di euro per avviare il progetto di parco eolico-fotovoltaico al largo della costa ravennate. Pensiamo si tratti di un passo avanti da non sottovalutare, che può dare il via veramente al programma di produzione di energia da rinnovabili. Ma è troppo presto per cantare vittoria, perché tale scelta per il momento non si accompagna ad alcun programma di inizio della fuoriuscita dalla dipendenza dalle energie fossili. Che a Ravenna dovrebbe significare innanzi tutto una tabella di marcia per la cessazione delle attività estrattive.

Secondo noi, e soprattutto secondo autorevolissimi studiosi e scienziati, la transizione energetica, componente fondamentale della più complessiva trasformazione ecologica, deve voler dire stabilire tempi e modi di dismissione del vecchio modello estrattivista, e nel frattempo decidere tempi, modi e stanziamenti della sua sostituzione con il nuovo modello eco-compatibile. La convivenza dei due percorsi è solo un “male inevitabile”, che va reso più breve e meno impattante possibile.

Per cui, per richiamare gli argomenti più scottanti che riguardano il nostro territorio, e nei quali la svolta ancora non si vede, riteniamo che si debba stabilire la moratoria sul progetto dell’impianto di sequestro e stoccaggio dell’ anidride carbonica, nonché rivedere il progetto di costruzione del gasdotto Sestino Minerbio, che dovrebbe attraversare i nostri territori. Progetti entrambi insensati, se alla transizione verso le rinnovabili ci si crede sul serio. Per quanto ci riguarda la mobilitazione continua.

Coordinamento Ravennate “Per il Clima – Fuori dal Fossile”

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di RavennaNotizie, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Luciano Baruzzi

    SONO COSE CHE SI DICEVANO 40 ANNI ORSONO E NON SONO MAI STATE ATTUATE….IL CLIMA RESTA SOFFERENTE E PEGGIORA AVANTI DUNQUE PER BATTERE IMUTAMENTI CLIMATICI TUTTI ASSIEME GRAZIE LUCIANO BARUZZI GEOLOGO-GEOGRAFO AMBIENTALISTA IN PENSIONE LUGO RA

  2. Scritto da Pippo

    Sono d’ accordo nel passare alle fonti rinnovabili ma come tutti i passaggi ci vuole un certo tempo, x passare dal lavoro manuale alla rivoluzione industriale con il CARBONE ci sono voluti millenni, dal carbone al PETROLIO circa 120 anni, con il Petrolio si è aggiunto dopo sessant’anni il gas, non si può pretendere di fare cambiamenti così drastici in pochi anni, anche xché la spesa x tutti, dico x tutti, compresi noi cittadini ultima ruota del carro non può essere sottovalutata, non possiamo reggere una spesa in poco tempo x cambiare caldaie, fornelli, auto , installare fotovoltaico batterie ecc, bene detrazione Irpef, ma x uno come me che non ne ha tanta andrei a pagare totalmente. L’ infrastruttura Terna non sopporterebbe una richiesta simile di energia, cosa facciamo sostituiamo i cavi in 2 o 3 anni? Restiamo coi piedi x terra, già gli obbiettivi previsti di pochi decenni mi sembra ottimo

  3. Scritto da Stefano Mazzoni

    Ho lavorato in Cina…in paesino da 20 milioni di abitanti. Per limitare l’inquinamento hanno imposto moto elettriche per tutti e limitato fortemente l’uso di motori a scoppio. L’energia elettrica richiesta e’ tale che stanno costruendo una Centrale Nucleare a poca distanza da Honk Kong…ma noi non le vogliamo. Non vogliamo neanche lo stoccaggio della CO2 perche’ lo vediamo legato agli idrocarburi, ma in UK e Norvegia, dove e’ gia’ una realta’ e’ fortemente richiesto dai Governi locali per eliminare la CO2 dei cementifici e delle acciaierie….sfruttando i giacimenti di idrocarburi esauriti, non aumentandone la produzione. Ambientalismo vuol dire conoscenza non slogan se no, pur in buona fede, si rischia di creare maggiori danni che benefici all’ambiente. Vedi le pubblicizzate stufe a pellet, non a base idrocarburi, ma estremamente inquinanti per le polveri sottili….