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Zamboni (Europa verde): “Chiarire stato lavori casse espansione Senio a Tebano di Faenza”

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Fare chiarezza sullo stato di avanzamento dei lavori delle casse di espansione del Senio a Tebano di Faenza (nel ravennate), sulle responsabilità dei ritardi accumulati e delle problematiche finora emerse, indicando un cronoprogramma preciso che porti al completamento dell’opera e alla sua piena operatività. A chiederlo, con un’interrogazione rivolta al governo regionale, è Silvia Zamboni (Europa verde).

Già anni fa, si legge nell’atto ispettivo, “il piano stralcio per il torrente Senio considerava a elevato rischio di alluvione la zona compresa tra il ponte della Chiusaccia nei pressi di Cotignola e la confluenza nel Reno”. A tutt’oggi, rimarca la consigliera, “solo la prima cassa è stata completata, ma non è mai stata collegata al fiume, mentre per le altre casse di espansione i lavori sono fermi da anni”.

La capogruppo, nel sottolineare “come il costo della prevenzione sia enormemente inferiore rispetto a quello per riparare i danni di un’alluvione (in questi anni la stessa Legambiente ha più volte criticato lo stanziamento di centinaia di migliaia di euro per la manutenzione delle sponde dell’intera asta fluviale con interventi spot sulla cui efficacia nutre forti perplessità, soprattutto se non viene affrontata la questione principale, ovvero la realizzazione delle casse di espansione)”, rileva che “alla fine del 2019, in occasione del settantesimo anniversario dell’alluvione di Fusignano, il responsabile del Servizio Area Reno e Po di Volano annunciò come imminente il bando per l’effettuazione dei lavori, senza che fino ad oggi però si sia registrato alcun passo in avanti”.

Lo scorso dicembre, conclude Zamboni, “lo stesso dirigente spiegò che era in corso di stesura il nuovo progetto esecutivo dell’opera in quanto, sulla base di una nuova relazione idrologica realizzata da Arpae a fine 2019, quello esistente non sarebbe stato più adeguato”.

 

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