Quantcast

Contro l’ictus cerebrale, controlli e prevenzione gratuita al Parco Teodorico di Ravenna

Più informazioni su

Domenica 17 ottobre, dalle 10 alle 17, nell’ambito dell’iniziativa “Teodorico in Fitness- Sport Benessere e Prevenzione” all’interno del Parco di Teodorico (adiacente al Mausoleo) i cittadini potranno usufruire gratuitamente di uno screening gratuito qualificato con misurazione dei valori di pressione arteriosa e frequenza cardiaca, dialogando con il personale medico e infermieristico della Neurologia oltre che dei volontari di A.L.I.Ce. Ravenna ODV, che forniranno materiale informativo sulla prevenzione, cura e riabilitazione post ictus.

L’ictus cerebrale è una patologia grave e disabilitante che, nel nostro Paese, rappresenta la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie. Quasi 150.000 italiani ne vengono colpiti ogni anno e la metà dei superstiti rimane con problemi di disabilità anche grave. In Italia, le persone che hanno avuto un ictus e sono sopravvissute, con esiti più o meno invalidanti, sono oggi circa 1 milione, ma il fenomeno è in crescita sia perché si registra un invecchiamento progressivo della popolazione, sia perché tra i giovani è in aumento l’abuso di alcool e droghe.

“Nella nostra Regione si verificano ogni anno circa 6.000 nuovi casi di ictus cerebrale. Conoscere questa patologia e saper riconoscere velocemente i sintomi con cui si manifesta – dichiara il Dottor Pietro Querzani, Direttore della UO di Neurologia dell’Ospedale di Ravenna – è di estrema importanza perché consente al personale sanitario dell’Unità Ictus (Stroke Team medico-infermieristico) di intervenire in maniera tempestiva e, di conseguenza, aumentare notevolmente le possibilità di recupero. L’intervento precoce, e quindi la immediata attivazione dei servizi di emrgenza (118) è l’elemento chiave per prevenire la disabilità conseguente all’ictus cerebrale. Altro aspetto altrettanto importante è la prevenzione primaria che si ottiene, tra l’altro con un idoneo stile di vita e con il controllo attento dei fattori di rischio (ipertensione e fibrillazione atriale). Quindi, da una parte trattiamo rapidamente l’ictus cerebrale quando si manifesta, ma dall’altra, preveniamolo”.

“Iniziative di questo tipo sono fondamentali – dichiara Daniela Toschi, Presidente di A.L.I.Ce. Ravenna ODV -. La popolazione deve essere maggiormente consapevole che i fattori di rischio da soli e, ancora di più in combinazione tra loro, aumentano notevolmente il rischio di essere colpiti da ictus. 8 ictus su 10 possono essere evitati seguendo stili di vita adeguati, attraverso un’attività fisica moderata ed una sana alimentazione. Non va dimenticato, inoltre, che l’ictus è, come tutte le malattie cardiovascolari e i tumori, una malattia multifattoriale, cioè dovuta alla concomitante azione di più fattori: ipertensione arteriosa, obesità, diabete, fumo, sedentarietà ed alcune anomalie vascolari e cardiache, come la fibrillazione atriale”.

Questa aritmia cardiaca, la fibrillazione atriale, in particolare, è la causa di circa il 20% degli ictus ischemici e l’ictus da essa causato tende ad essere più grave perché l’embolo che parte dal cuore chiude arterie di calibro maggiore, con un danno ischemico a porzioni più estese di cervello. Chi è affetto da FA vede aumentare di 4 volte il rischio di ictus tromboembolico, che risulta in genere molto grave e invalidante; questa forma di ictus determina una mortalità del 30% entro i primi tre mesi dall’evento e lascia esiti invalidanti in almeno il 50% dei pazienti. E’ di fondamentale importanza, quindi, ‘intercettare’ più rapidamente possibile i pazienti con FA. Una volta effettuata la diagnosi, il passaggio successivo consiste nello stabilire la necessità di una terapia anticoagulante per ridurre il rischio d’ictus e nella identificazione di cause predisponenti sottostanti che spesso necessitano di cure specifiche.

Le nuove terapie della fase acuta (trombolisi e trombectomia meccanica) possono evitare del tutto o migliorare spesso in modo sorprendente gli esiti, ma la loro applicazione rimane a tutt’oggi molto limitata per una serie di motivi. I principali sono rappresentati dalla scarsa consapevolezza dei sintomi da parte della popolazione, dal conseguente ritardo con cui chiama il 118 e quindi arriva negli ospedali idonei, dalla perdita di tempo intra-ospedaliera e, infine, dalla mancanza di reti ospedaliere appropriatamente organizzate.

A.L.I.Ce. Ravenna ODV è una Associazione di volontariato, impegnata da diversi anni nella lotta all’ictus attraverso campagne di informazione e formazione rivolte alla popolazione generale, ai pazienti e ai loro parenti, ed anche al personale che è vicino alle persone colpite da ictus.  La conoscenza di questa malattia è la prima tappa per prevenirla e per intervenire precocemente ed efficacemente nella sua cura. Le attività proposte dall’Associazione a tutela di pazienti e loro caregivers vanno dalla stimolazione motoria, all’assistenza psicologica, ai laboratori fisioterapici, all’arteterapia, musicotrapia e gruppi di auto mutuo aiuto.

A.L.I.Ce. Italia ODV è una Federazione di associazioni di volontariato diffuse su tutto il territorio nazionale, oltre 80 tra sedi e sezioni regionali e locali, le quali, pur autonome e indipendenti nelle proprie attività, collaborano al raggiungimento di comuni obiettivi statutari a livello nazionale, tra cui: diffondere l’informazione sulla curabilità della malattia, sul tempestivo riconoscimento dei primi sintomi e sulle condizioni che ne favoriscono l’insorgenza anche attraverso i media; sollecitare gli addetti alla programmazione sanitaria affinché provvedano ad istituire centri specializzati per la prevenzione, la diagnosi, la cura e la riabilitazione delle persone colpite da ictus e ad attuare progetti concreti di screening; tutelare il diritto dei pazienti ad avere su tutto il territorio nazionale livelli di assistenza, uniformi ed omogenei. Loro peculiarità è quella di essere le uniche ad essere formate da persone colpite da ictus, dai loro familiari e caregiver, da neurologi e medici esperti nella diagnosi e trattamento dell’ictus, medici di famiglia, fisiatri, infermieri, terapisti della riabilitazione, personale socio-sanitario e volontari.

Più informazioni su