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Il dottor Massimo Innamorato di Ravenna tra gli autori dello studio sugli oppiacei pubblicato su The Journal of Pain Research

Il dottor Massimo Innamorato, direttore della Unità Operativa di Terapia Antalgica di Ravenna è tra gli autori di uno studio multicentrico Italiano, dal titolo An Italian Expert Consensus on the Use of Opioids for the Management of Chronic Non-Oncological Pain in Clinical Practice: Focus on Buprenorphine, pubblicato sul The Journal of Pain Research, rivista ufficiale dell’ American Society of Pain & Neuroscience.

“Scopo del lavoro – spiega il dottor Innamorato– è stato valutare le conoscenze, le prescrizioni e le abitudini dei medici coinvolti nella gestione del dolore cronico non oncologico (CNCP), con una particolare attenzione all’uso degli oppioidi. Si è utilizzato il metodo Delphi, che propone un’indagine interattiva attraverso più fasi di valutazione espresse da un gruppo di esperti, con l’obiettivo di far emergere l’opinione maggiormente completa e condivisa. Il Board comprendeva 5 terapisti del dolore, un farmacologo e un esperto di metodologia, e ha redatto un totale di 36 dichiarazioni (con 40 risposte complessive), basandosi sulla letteratura disponibile su temi specifici e controversi relativi alla fisiopatologia e il trattamento del dolore cronico non oncologico”.

“Un totale di 100 medici selezionati a livello nazionale italiano – prosegue il medico – esperti nel campo della gestione del dolore, è stata invitata a votare le dichiarazioni proposte, indicando il livello di accordo su una scala Likert a 5 punti (1: fortemente in disaccordo; 2: in disaccordo; 3: parzialmente essere d’accordo; 4: d’accordo; 5: pienamente d’accordo). La soglia per il consenso minimo è stata fissata al 66,6%, con un livello di accordo ≥4 (d’accordo o pienamente d’accordo). La maggior parte degli elementi proposti ha raggiunto il consenso: 32 su 40 risposte, suggerendo un approccio generalmente omogeneo alla gestione del CNCP”.

“La mancanza di consenso si è registrata per le affermazioni riguardanti l’utilizzo di oppioidi, con un basso livello di accordo (3 sulla scala Likert), che suggeriva una posizione neutrale derivante da una mancanza di conoscenza piuttosto che da una forte opinione contraria. Tuttavia, la mancanza di consenso registrata per diversi voci riguardanti l’uso di oppiacei conferma la necessità di colmare importanti lacune nella conoscenza della disponibilità di questi farmaci. Una chiara spiegazione delle peculiari proprietà farmacologiche dei farmaci associati a potenziali vantaggi clinici (come la buprenorfina) aiuteranno a ottimizzare il trattamento del dolore sia nelle cure primarie che ospedaliere, migliorando il controllo del dolore nei pazienti CNCP” conclude il medico.