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Attivisti e rappresentanti di associazioni protestano a Bologna in difesa dei daini della pineta di Classe e Lido di Volano

Attivisti e rappresentanti di varie associazioni si sono dati appuntamento il 23 novembre davanti agli uffici della Regione Emilia Romagna a Bologna in difesa dei daini della pineta di Classe e di Lido di Volano, che la delibera 140/2021 ha destinato a zone di caccia e allevamenti da carne. Nello specifico le associazioni che hanno manifestato sono Animal Liberation, Anonymous for the Voiceless, BolognAnimale, C.L.A.M.A. Ravenna, Comitato Sì Aboliamo la Caccia, Cruelty Free, Gruppo di intervento giuridico – Ravenna, Italia Nostra sezione Ravenna, L.A.C. Emilia Romagna, Lav Bologna, Lega del Cane e OIPA Ravenna.

Cristina Franzoni, volontaria dell’associazione Clama, dichiara: “Mufloni, scoiattoli grigi, cinghiali, daini: solo per citare alcune delle specie che, in tutta la Penisola, politici miopi di ogni schieramento decidono di eliminare con metodi più o meno raccapriccianti. Molto spesso gli animali sono stati immessi proprio dall’uomo stesso che decide poi di disfarsene, come in una scacchiera impazzita dove la natura rappresenta un fondale per le attività antropiche, da impacchettare all’occorrenza”.

Durante il Question Time la consigliera Giulia Gibertoni ha ricordato che nessun metodo ecologico è stato approntato, nonostante l’efficacia dimostrata dei dissuasori con sensori nella prevenzione di incidenti stradali; ha sottolineato che i danni all’agricoltura imputati ai daini in realtà ammontano – dati della Regione alla mano- a zero o cifre meno che irrisorie; ha chiesto quindi perché la Regione non si adoperi per la distribuzione di fondi per la prevenzione di danni da fauna selvatica, che azzerano la richiesta di rimborsi. Per quanto riguarda poi il “ presunto impatto ambientale negativo” – ha proseguito la consigliera – “dovuto alla presenza dei daini sulle aree protette, in realtà non è stato eseguito alcuno studio scientifico accurato e circostanziato in proposito, non esiste nessuna prova chiara, nessun dato inconfutabile..”

“Grande assente della giornata, l’assessore alla caccia Alessio Mammi” -specifica la Franzoni- che ha delegato al sottosegretario poche righe di risposta: i bandi sull’assegnazione a privati (fra cui allevamenti da carne) non sono ancora pronti, i metodi ecologici sono allo studio (quando e in che modo saranno installati non è dato sapere), la Regione andrà avanti nel piano.

Ancora una volta constatiamo con rammarico la totale mancanza di dialogo da parte di funzionari che ripetono frasi standardizzate, senza in realtà rispondere alle domande dei cittadini: perché non lasciare liberi i daini in quello che è il loro habitat ormai, tutelando le strade in maniera intelligente e valorizzando gli animali come risorsa turistico-ambientalista? La presenza dei lupi, da mesi avvistati nella zona, è garanzia ancora maggiore di mantenimento dell’equilibrio. Fra i “molteplici interessi rappresentati” dalla Regione Emilia Romagna, manca, ancora una volta e come sempre, quello degli animali e della natura”.

Commenti

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  1. Scritto da Giovanni lo scettico

    “perché non lasciare liberi i daini in quello che è il loro habitat ormai?” Perchè quello NON è il loro habitat. E’ una zona a rischio per via delle strade, e non è possibile recintarla, c’è un alto rischio di incidenti. L’unico posto dove stanno bene i daini è accanto alla polenta.