Quantcast

Francesca Bravi (Direttrice Ospedale Ravenna): “Incidenza settimanale alta ma ricoveri dimezzati, grazie al vaccino”

Green pass rafforzato. Terza dose dai 18 anni in su e avvio della campagna vaccinale per i bambini nella fascia 5 – 11 anni. Nelle ultime settimane il Governo ha messo in atto ulteriori misure anti Covid, ma il quadro della situazione lo danno i numeri dei ricoveri negli ospedali.

“Nell’ospedale di Ravenna la situazione è al momento molto diversa da un anno fa”. È quanto assicura la direttrice sanitaria del Santa Maria delle Croci, Francesca Bravi. “Il vaccino è una determinante fondamentale e lo vediamo molto bene con i numeri dei ricoveri. In questo momento abbiamo 50 posti letto covid occupati mentre un anno fa, nello stesso periodo, ne avevamo il doppio. Stesso scenario lo ritroviamo a livello di Ausl Romagna, con 197 casi mentre 12 mesi fa erano quasi 600. E’ evidente che il fattore determinante sono i vaccini”.

Come è organizzato l’ospedale di Ravenna in questo momento?
Nel Reparto di Malattie infettive del Santa Maria delle Croci convogliamo la maggior parte della casistica Covid, non solo del territorio di Ravenna ma anche di Faenza e Lugo, dove sono stati aperti dei letti sulle Terapia Intensiva. Qui a Ravenna, in Malattie infettive, abbiamo 18 posti letto Covid su 24. Abbiamo aperto un setting internistico con 9 posti occupati. Mentre in Pneumologia semi-intensiva abbiamo 15 posti letto covid su 16. In Terapia intensiva sono 6 i pazienti covid.
Una CRA Covid con 16 posto letto è stata aperta a Santa Teresa, per ospitare pazienti anziani o fragili provenienti da tutta la Romagna, nel caso abbiano necessità di essere seguiti per qualche giorno dopo il ricovero Covid, in seguito ad un acutizzarsi delle loro condizioni a causa di malattie pregresse.
In generale, possiamo dire che rispetto ad ad un anno fa, la situazione è molto diversa, nonostante l’incidenza settimanale sia sopra alla soglia dei 250 casi settimanali su 100mila abitanti: ora siamo a 360 casi. Questo significa che il vaccino anticovid funziona e protegge dalle forme gravi della malattia.

Negli altri reparti dell’Ospedale, qual è la situazione?
In generale stiamo andando a pieno ritmo. Rispetto ad un anno fa, tutti i reparti sono aperti. Ad esempio, sul fronte chirurgico si procede sia per quanto riguarda interventi di medio/bassa complessità che alta complessità. Un anno fa si faceva solo la casistica oncologica e in chirurgia solo quella di elevata urgenza di categoria A. Adesso stiamo facendo tutto.
Pneumologia è l’unica eccezione: qui abbiamo delle liste d’attesa più lunghe, ma è comprensibile, vista l’emergenza pandemica in atto.

Rispetto al Santa Maria della Croci, quando partiranno i lavori per il nuovo Pronto soccorso?
Il progetto esecutivo è pronto e, prima della fine dell’anno, vi sarà una comunicazione formale sull’avvio dei lavori. Fasi e progettualità saranno presentate dalla Direzione Generale dell’Ausl Romagna, in un incontro che sarà annunciato a breve. Ciò su cui abbiamo lavorato in particolare è la nuova organizzazione del Pronto Soccorso, la sedimentazione dei percorsi per livelli di complessità sulla base dei nuovi codici colore. In occasione della presentazione del nuovo Pronto soccorso sarà presentato anche il nuovo Direttore del PS Medicina d’Urgenza di Ravenna.

L’altro progetto importante, di cui si parla da mesi, è la palazzina Materno Pediatrico. Ci sono novità?
Pochi giorni fa abbiamo avuto l’ok dalla Regione ma ancora non c’è un progetto esecutivo sebbene vi sia uno studio di fattibilità. In questo caso quindi, i tempi saranno più lunghi. Abbiamo un’idea nuova di come dovrà essere strutturata l’area del nuovo edificio Materno-Pediatrico dell’Ospedale Santa Maria delle Croci. La volontà è di valorizzare i percorsi curativi ed assistenziali relativi alla nascita, alle aree perinatali, pediatriche, adolescenziali, della salute sessuale riproduttiva e relazionale. Stiamo lavorando a questa progettualità, ma solo nei primi mesi del 2021 potremo fare una presentazione di massima.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di RavennaNotizie, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Veritas

    Perché non parlate delle Monoclonali e della relativa terapia entro le 72 ore che il Professore Evelina Tacconelli, professore ordinario di Malattie infettive e direttore della clinica di Malattie infettive dell’azienda ospedaliera universitaria di Verona applica con successo e che somministrata al paziente con Covid-19 nei primi tre giorni di infezione, in una sola ora riduce di oltre l´80% il rischio di ricovero ospedaliero. Questi sono dati italiani non di complottisti e la terapia è stata approvata sia da Ema che Aifa.
    Questa terapia conforto ai costi della Ti è molto più economica ed inoltre permetterebbe a tutti di sviluppare gli anticorpi che secondo le ultime ricerche pubblicate su Nature (non nel manuale delle giovani marmotte) sembrerebbe possano durare per tutto il ciclo di vita di chi si è infettato. Pubblicate un pó anche queste cose non solo i commenti di chi è aggressivo ed ha una visione un pó a senso unico. Perché a Ravenna nessun dirigente ospedaliero ne parla?

  2. Scritto da Lucio

    Stimolato da un commento letto, ho cercato maggiori info sulle terapie monoclonali: esse sono utili per la cura contro il Covid-19, ma al momento solo in determinati casi e specifiche situazioni (come indicato da un documento di indirizzo regionale dell’Emilia Romagna, aggiornato a giugno 2021 e reperibile sul web – pdf di 83 pagine, nda) e, soprattutto, per il momento non sostitubili ad un vaccino perché non prevengono dall’infezione ma semmai la curano (appunto in determinati contesti ed entro determinate tempistiche).

    Riguardo all'”immunità a vita”, su Nature uno studio del 19/04/2021 (cfr. web) afferma che non ci sono ancora riscontri specifici riguardo alla durata dell’immunità dopo somministrazione di terapia con anticorpi monoclonali; sul sito della Fondazione Veronesi, in un articolo del 30/07/21 viene espresso lo stesso dubbio sull’effettiva persistenza (“emivita”) degli anticorpi monoclonali somministrati (cfr. web).

    Ho fatto un semplice fact-checking. Cordialità.