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“Lunghe attese ma nessun caos. Il Pronto soccorso di Ravenna è un reparto ben organizzato”. L’esperienza di un paziente Covid

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Il Pronto Soccorso è spesso e volentieri nell’occhio del ciclone, soprattutto in questi ultimi picchi pandemici. Le attese come si sa, sono spesso lunghe e molti sono i cittadini che se ne lamentano. Non tutti però sono di questo avviso e, quando accade, ci fa piacere riportare anche pareri diversi.

Ci riporta la sua esperienza Mario (nome di fantasia, per preservarne la privacy, n.d.r.), che nonostante la triplice dose di vaccino e tanta attenzione, si è trovato ad avere a che fare con il Covid 19. Inizialmente pochi sintomi, un po’ di febbre e soprattutto un terribile mal di gola, fino ad un apparente miglioramento, che però è stato seguito da un ripiombare nella malattia.

“Dopo alcuni giorni in cui credevo di stare uscendo dai malanni – racconta – la saturazione ha cominciato a scendere e, su consiglio dei dottori, ho preferito andare in Pronto Soccorso per fare i dovuti accertamenti”.

“Sono stato posto in attesa nella sezione dedicata ai positivi e subito un’infermiera si è presentata per prendermi i parametri vitali. Attorno a me c’era un movimento continuo di operatori sanitari e quello che ho notato in tutti, dai medici alle Oss, passando per infermiere ed infermieri, è stata una assoluta motivazione, competenza e correttezza del loro operato”.

“È vero – puntualizza – ho atteso a lungo per essere dimesso, quasi 10 ore, ma ero stato classificato come codice verde e nel frattempo mi è stata fatta una tac, analisi del sangue e tutto ciò di cui avevo bisogno. C’era anche necessità di tenermi in osservazione e questo si può fare solo restando in Pronto Soccorso. Quando è stato il mio turno, l’infermiere che si è occupato di me era preparato e informatissimo sulla mia situazione”.

“Mi ha colpito – aggiunge – che in una giornata intera di frequentazione del reparto e nonostante i ritmi frenetici di lavoro a cui sono sottoposti gli operatori, non ne abbia visto nemmeno uno che sbuffava un po’ per la fatica. Anzi, c’era una signora anziana che si lamentava e un infermiere periodicamente andava a consolarla e coccolarla”.

“In 10 ore o dormi o osservi e pensi – spiega – e quel che ho potuto vedere io è stato un reparto estremamente funzionale: le stesse Oss avevano gli occhi puntati a controllare che tutto ciò che era di loro competenza funzionasse a dovere, che non ci fosse un bidone fuori posto”.

“Quel che voglio dire – conclude – non è solo che gli operatori del Pronto Soccorso sono preparati e motivati, ma anche che sono ben organizzati. Io la disorganizzazione e il caos che spesso si chiamano in causa, proprio non li ho visti. Certo, con più risorse si può sempre fare meglio, ma bisogna anche saper vedere quello che c’è: un reparto funzionale e ben gestito”.

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Commenti

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  1. Scritto da olivia

    GRAZIE PER IL GIUDIZIO POSITIVO!!! … non sono una del settore, nemmeno qualche componente della mia famiglia, quindi non di parte !!!

  2. Scritto da Rumagna

    Concordo perfettamente con quello che ha scritto il signor Mario , mi sono trovato una mattina con mia mamma che doveva fare un ecocardio ma durante l’esame gli hanno trovato un aneurisma e ci hanno mandato subito al pronto soccorso per ulteriori accertamenti.Mia mamma è rimasta sola perchè io non potevo entrare,mi hanno chiamato alle 8 che potevo andare a prenderla ma nel frattempo gli hanno fatto tutti gli esami aangio.tc ed esami del sangue e visita cadiologica.Quindi sono d’accordo con il signor
    Mario,dottori e infermieri molto preparati e ben organizzati.

  3. Scritto da batti

    signori ma questi fanno miracoli non i dottori, pochi, con pazienti anziani i piu, e spesso infamati dal primo deficente di passaggio. al ps manca un TAYSON con libertà di agire

  4. Scritto da Giànni

    ..quindi dopo 10 ore di attesa… Va tutto bene?
    ….direi che abbiamo un metro di valutazione del tutto personale!…. fate parlare e scrivere chi in questo periodo ha veramente bisogno del servizio sanitario…

  5. Scritto da Piero

    Prendo atto dell’esperienza positiva del Sig. Mario, gli operatori credo che nella stragrande maggioranza siano professionalmente preparati. Tuttavia credo sia innegabile che il pronto soccorso di Ravenna sia sotto dimensionato nelle risorse umane e strutturali, tanti cittadini lamentano tempi lunghissimi di attesa e situazioni a rischio.

  6. Scritto da Piemme

    Non capisco per quale il “Sig. Mario” abbia fatto scrivere la sua esperienza ad un’altra persona e perché non abbia voluto il suo vero nome, e dico nome non cognome. Se uno ha un’esperienza così positiva, motivo in più per firmare la lettera?

  7. Scritto da batti

    piero dopo decenni di finanziamenti delle strutture private (che non fanno ps) e tagli costanti al pubblico (che fan ps) e ricevimento ai reparti, l’attesa è inevitabile

  8. Scritto da ClaudioP

    Ha ragione sig. Giànni, perchè mai tenere un paziente in osservazione tanto tempo per valutare esattamente la situazione? Diamogli un’occhiata e mandiamolo subito a casa, così intanto liberiamo un posto letto, poi se il poveretto dovesse aggravarsi o aver bisogno di ulteriori cure urgenti, beh, peggio per lui!!!

  9. Scritto da Andrea

    Leggendo alcuni commenti ho scoperto che la sanità in Emilia Romagna è un esempio per tutto il mondo.Siete ridicoli