Approvato il Pitesai, si torna ad estrarre gas a Ravenna

Nella serata di venerdì 11 febbraio è stato approvato il Pitesai, piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee. Termina dunque la moratoria che, per tre anni, ha bloccato il settore upstream. Il ministero per la Transizione ecologica ha pubblicato il documento approvato, definendolo una sorta di mappa e piano regolatore delle estrazioni di idrocarburi in Italia.
La ripartenza per le estrazioni di gas, che succede allo stop al petrolio, vede logicamente ripartire il settore dell’upstream ravennate, prossimo ad un’eventuale svolta.

Confindustria Romagna ha accolto la notizia dell’approvazione del Pitesai con soddisfazione: “Finalmente il tanto atteso Pitesai è stato approvato: dopo anni di incertezze, ora c’è quantomeno un quadro chiaro e definito in cui potersi muovere e pianificare il futuro di un settore vitale per l’economia del territorio romagnolo e nazionale.

In attesa di approfondire un documento molto corposo e tecnico, vale la considerazione che la certezza delle regole è il prerequisito indispensabile a qualunque intervento: per questo motivo, i continui rinvii del piano hanno congelato in questi anni importanti opportunità di investimento in nuove attività.

Una sospensione resa ancora più drammatica dall’esplosione dei prezzi del gas sul mercato nella seconda parte del 2021: ora, accanto all’auspicato revamping dei pozzi autorizzati nel breve termine, si può ragionare nel medio e lungo termine su nuove autorizzazioni, per renderci energeticamente meno dipendenti dalle importazioni e impostare una strategia composita e lungimirante che davvero ci guidi nella transizione energetica”.

Il ministero per la Transizione ecologica ha pubblicato il Decreto n.548 del 28 dicembre scorso di adozione del Piano.

Ansa E-R riporta che il provvedimento, di un solo articolo, individua le aree dove sarà possibile riavviare prospezioni ed estrazioni di idrocarburi sospendendo di fatto la moratoria del 2019:

“Il piano individua le aree dove sarà possibile riavviare prospezione ed estrazioni sia su terra che offshore, limitatamente alle concessioni richieste dopo il 2010, nell’ottica di più stringenti criteri di rispetto ambientale e decarbonizzazionee dell’impegno italiano nel quadro degli accordi di Parigi. Nell’ allegato al piano infatti si ricorda che l’Italia “con la pubblicazione a gennaio 2020 del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima e l’invio alla Commissione europea nel 2021 della Long Term Strategy che fornisce una visione al 2050, stabilendo il contributo nazionale al conseguimento degli obiettivi europei e al rispetto degli impegni assunti da parte dell’Unione nel quadro della convenzione ONU sui cambiamenti climatici (UNFCC) e dell’Accordo di Parigi, si è impegnata all’azzeramento delle emissioni nette dei gas a effetto serra entro il 2050 e a realizzare un sistema energetico altamente efficiente e basato sulle fonti rinnovabili”.

Commenti

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  1. Scritto da Marco74

    Finalmente una buona notizia!! Estraiamo nuovamente il bandito metano che da un giorno all’altro non lo è più e che da un lato è la causa di inquinamento e CO2 ma che aiuta la transazione energetica passando per la subsidenza e basta con queste brutte notizie d’ ecologia di decarbonizzazione di eolico di rinnovabili di solare di idrogeno ma basta io tornerei al carbone nero non quello pulito cinese e magari anche al petrolio… viva l’innovazione e la lungimiranza dei dormienti

  2. Scritto da Obezio

    Inevitabile, riprendiamo a pompare gas. Inutile, l’ecologia è materia per ricchi, non per noi. Quante volte lo si deve ripetere?

  3. Scritto da b

    mi viene da pensare che la bolletta non cala, chi estrae alza i ricavi(magari pagando le tasse all estero)la subsidenza aumenta e mi sa che pure questa estate sia secca e niente raccolto

  4. Scritto da Andrea

    Personalmente sono contrario all’uso indiscriminato che si sta facendo di combustibili fossili,ma capisco anche che per ora non abbiamo alternative adeguate. Quindi non ha senso non estrarlo noi ed andarlo a comprare all’estero a cifre esorbitanti. Al contempo però,serve una vera transizione ecologica,non come questa che dopo tanti anni non ci abbiamo ancora cavato un ragno da un buco. Bisogna mandare a casa tutti quelli che ci hanno “lavorato” fino adesso e trovare soluzioni valide, evidentemente questi non sono in grado!

  5. Scritto da Stefano

    Quanta retorica e incompetenza quando si parla di metano..a livello di missioni di CO2 il metano ne produce sicuramente meno che il carbone, i pellets e il petrolio. La molecola pura del metano ha effetto sul riscaldamento globale ma per quale motivo chi la estrae dovrebbe lasciarla andare in atmosfera invece di venderla ? Sarebbe assurdo…possiamo sostituire oggi il metano ? Sarebbe bello ma la risposta e’ nell’andamento del prezzo : una domanda enorme nel mondo e una scarsa produzione, aggravata per noi dalla crisi con la Russia. E poi basta guardare le nostre case…quanti fornelli a indusione o caldaie di ultima generazione abbiamo ? Sulla subsidenza, ricordo che il piu’ grande giacimento di metano in europa, tutt’ora in produzione, e’ in Olanda, a terra, i Paesi Bassi per eccelenza…e noi abbiamo paura di giacimenti ben piu’ piccoli a 10-20-30-80 km dalla costa ?

  6. Scritto da abba

    vorrei chiedere a Marco74 se gradisce una bella centrale nucleare, che non provoca nessuna subsidenza

  7. Scritto da Ba

    Io personalmente sono per le rinnovabili, non capisco perché non parte il progetto per l eolico in mare. Nello stesso tempo penso cosa accadrebbe se la Russia chiude i rubinetti con cosa ci riscaldiamo?Capisco che il gas che abbiamo qui nell alto adriatico non è sufficiente per il fabbisogno nazionale però intanto ci mettiamo una pezza. Oppure andiamo a riscaldarci a casa di là sa di più degli altri .

  8. Scritto da Aldo

    Tranquilli i 5 stelle bloccheranno tutto e il PD per non farli indispettire bloccheranno tutto, il gas non il petrolio, inquina pochissimo, gli altri paesi hanno il nucleare, il Germania usano molto carbone.

  9. Scritto da Gio

    Perché non vi fate staccare forniture gas e luce e state al freddo? Poi ne riparliamo

  10. Scritto da Leto

    Poveri noi in che mani siamo.

  11. Scritto da agi62

    Caro Marco74, la sua retorica non fa una piega, acchiappa i polli e non suggerisce soluzioni “serie e attuabili”… il dispacciamento, questo sconosciuto.

  12. Scritto da Gigi

    A proposito della tanto auspicata energia rinnovabile per mettere in funzione un campo eolico occorrono le autorizzazioni del Ministero, dell’autorità per l’energia, della Regione,della Provincia, del Comune ,della Comunità Montana e chi più’ ne ha più ne metta e alla fine se va bene trascorrono dagli 8 ai 10 anni. Ma di che cosa parliamo?????? Andiamo a prenderci il nostro gas.

    inviato da Gigi

  13. Scritto da batti

    gigi, nostro o delle compagnie?

  14. Scritto da Marco74

    Ciao a tutti… Più che retorica il mio commento è riferito a realismo!!! In Germania sono vent’anni che puntano sulle rinnovabili come pannelli solari e quindi c’è poco da dire quando nel nostro bel paese fa comodo parlare di rinnovabili si illudono le persone con progetti mai realizzati escludendo giustamente il nucleare che un referendum ha fino ad oggi chiuso la questione nonostante nella nostra bolletta ci sia una quota che va anche al nucleare….) Ma torniamo a noi. Cosa è stato fatto negli ultimi 20 anni per limitare la questione della CO2 e della miscela CH4. NULLA!!! quindi la mia retorica è più che giustificata sulla nullafacenza , quindi c’è poco da gioire sull’estrazione del metano come soluzione. Se vogliamo possiamo raccontarci tutto quello che vogliamo davanti ad una bella birra , possiamo parlare dell’inquinamento delle navi senza banchine elettrificate possiamo parlare dell’impatto globale del Litio e tutto il resto comunque estrarre e dipendere dal Metano è la soluzione della nullafacenza!!!

  15. Scritto da b

    ma siii marco 74, ma cosa vogliono i nostri figli o nipoti campare come noi,scordatelo. lo scritto ma non lo penso ma moltissimi lo pensano

  16. Scritto da Stefano

    breve risposta a Batti….partendo dall’assunto che non si puo’ chiedere a qualcuno di lavorare rimettendoci, se consideriamo che la societa’ che estrae metano nel Ravennate e in Italia e’ essenzialmente l’Eni di cui lo stato detiene ca. 1 miliardo e 600 milioni di valore in azioni e guadagna quando queste crescono di valore e che le varie compagnie versano circa 250 milioni di euro / anno a Stato, Regioni e Comuni per la produzione di idrocarburi….direi che possiamo effettivamente dire “nostro” e sarebbe stupido non approfittarne…se poi Stato, Regione e Comune di questi soldi fanno coriandoli….dovremmo chiederlo a chi stiamo votando…

  17. Scritto da batti

    mizzica 250 milioni su tutte le estrazioni?caz… non mangiano neppure i passeri