Emergenza Idrica a Faenza, assessore Ortolani: “Importante evitare sprechi, situazione critica ma non di danno”

La grave emergenza idrica riscontrata in Emilia-Romagna a causa delle alte temperature e delle ridotte precipitazioni conduce a un bilancio idro-climatico con valori più simili a quelli di fine estate piuttosto che di inizio. Proprio da oggi, martedì 28 giugno 2022, fino a mercoledì 21 settembre è entrata in vigore un’ordinanza per la limitazione dell’impiego di acqua potabile. Il provvedimento è stato assunto a seguito dell’emergenza idrica per la quale la Regione Emilia-Romagna ha già dichiarato, lo scorso 21 giugno, lo stato di crisi regionale per 90 giorni a causa della grave situazione di siccità e di conseguente deficit idrico che sta interessando diverse aree del territorio regionale.

L’assessore all’Urbanistica e Ambiente del Comune di Faenza Luca Ortolani fornisce uno spaccato per quanto riguarda la situazione locale: “L’acqua potabile grazie alla Diga di Ridracoli e alle grandi infrastrutture del territorio è in range contenuti. Piuttosto la carenza delle acque di superficie usate per l’irrigazione sta creando problemi importanti a numerose attività agricole. Il canale emiliano romagnolo, che garantisce irrigazione per tutta la Bassa Romagna purtroppo sta registrando punte di criticità importanti. Il Consorzio di Bonifica, ente che tutela l’approvvigionamento e la distribuzione dell’acqua, sta svolgendo operazioni per garantire un uso corretto di quest’ultima. Ribadisco che da un punto di vista dell’agricoltura la criticità è dovuta a carenze di acque di superficie in tutta l’Emilia-Romagna”.

Le amministrazioni comunali della provincia di Ravenna stanno intervenendo di concerto per affrontare le numerose problematiche legate alla crisi idrica. A confermarlo Ortolani: “Mentre l’utilizzo dell’acqua nella attività agricole è controllata dall’Autorità di Bacino e dal Consorzio di Bonifica, con quest’ultima che interviene regolando le prese dall’acquedotto per l’irrigazione dell’agricoltura, gli usi dell’acqua potabile sono regolamentate da ordinanze comunali che fanno riferimento alla provincia. Stiamo intervenendo di concerto con tutte le amministrazioni della provincia di Ravenna per emanare su tutti i territori le ordinanze che andranno a limitare gli usi dell’acqua”.
Come evitare sprechi? “Sarà opportuno evitare lavaggi di piazzali, giardini e orti privati perché questi di solito utilizzano acqua degli acquedotti” -chiarisce Ortolani, aggiungendo- “Saranno introdotte norme di comportamento con ordinanze che invitano cittadini a risparmiare ed evitare sprechi”.

Per quanto riguarda il ravennate l’allarme di emergenza idrica vede una situazione critica, ma non ancora dannosa. Ortolani specifica che “Tutto il territorio si sta orientando ad immaginare interventi che permettano di risparmiare e ottimizzare l’uso della risorsa idrica. Sia in termini di dissesto idrogeologico (l’acqua non regimentata è un problema per il territorio) sia in termini climatici (precipitazioni scarse). Le realtà locali chiedono interventi dalle colline fino alle coste. Interventi che permettano di ovviare sia ai problemi di tenuta idrogeologica della collina (pensiamo a piccoli bacini, all’ottimizzazione dei corsi e della parte d’irrigazione), sia ai problemi delle condotte di acque non di superficie (che evaporano) e infine ai problemi che riguardano la costa (in questo caso potabilizzatori e desalinizzatori)”.

L’ORDINANZA INTEGRALE EMESSA

Da oggi al 21 settembre è  in vigore il divieto su tutto il territorio comunale di prelievo e impiego di acqua potabile, proveniente da pubblico acquedotto, nella fascia oraria tra le 8 e le 21, per:

  • il lavaggio di aree cortilizie e piazzali
  • il lavaggio domestico di veicoli a motore
  • l’innaffiamento di giardini, orti e prati
  • Inoltre è vietato, nell’arco di tutte le 24 ore, il prelievo e l’impiego di acqua potabile, proveniente da pubblico acquedotto, per il riempimento di piscine dei privati cittadini ad uso domestico, fontane ornamentali, vasche da giardino e il funzionamento di fontanelle a getto continuo; ogni spreco ed abuso in genere.

Sono esclusi dall’ordinanza i servizi pubblici di igiene urbana.

L’Amministrazione comunale invita i cittadini ad adottare ogni utile accorgimento volto ad attuare un risparmio idrico e in particolare:

  • a montare nei rubinetti gli appositi dispositivi frangigetto, che mediante la miscelazione di aria e acqua possono consentire un risparmio idrico fino al 50%
  • a non utilizzare acqua corrente per il lavaggio di piatti o verdure, ma solo nella fase di risciacquo;
  • a preferire la doccia al bagno: ciò consente un risparmio d’acqua fino al 75%, se si ha l’accortezza di chiudere l’acqua mentre ci si insapona
  • a controllare il corretto funzionamento dei propri impianti idrici ed irrigui al fine di individuare eventuali perdite occulte e riparare quelle già note e manifeste
  • ad attrezzare i sistemi irrigui del verde con irrigazione a goccia e con sistemi temporizzati e sensori di umidità che evitano l’avvio dell’irrigazione quando non necessario
  • ad usare lavatrici e lavastoviglie sempre a pieno carico
  • a non fare scorrere in modo continuo l’acqua durante il lavaggio dei denti o la rasatura della barba
  • ad utilizzare l’acqua di lavaggio della frutta e della verdura per innaffiare le piante
  • a ridurre alla quantità strettamente necessaria l’erogazione ad ogni utilizzo del wc

Si ricorda, inoltre, che gli accorgimenti suggeriti comportano, oltre ad un sensibile e positivo impatto ambientale, anche un non trascurabile risparmio economico per gli utenti. Ad esempio un rubinetto lasciato aperto eroga mediamente 13 litri al minuto; il 40% dell’acqua potabile consumata nelle case viene utilizzata per lo scarico dei water e quindi chi sta procedendo a lavori idraulici potrebbe installare i nuovi sistemi di scarico a quantità differenziata che consentono un notevole risparmio; una doccia di 5 minuti sono necessari 60 litri di acqua, mentre per un bagno in vasca ce ne vogliono addirittura 120 litri; i lavaggi a 30° in lavatrice e lavastoviglie consumano meno della metà dell’acqua rispetto a quelli a 90°; azionando gli elettrodomestici a pieno carico si risparmiano dagli 8.000 agli 11.000 litri all’anno; è possibile realizzare semplici sistemi di raccolta dell’acqua piovana per l’irrigazione di giardini e spazi verdi.

La Polizia locale è incaricata della vigilanza e del controllo per l’osservanza l’ordinanza. Il mancato rispetto dell’ordinanza sarà sanzionato a norma di legge nella misura compresa fra 25 e 500 euro.