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Per La Stagione dei Teatri, all’Alighieri va in scena I Giganti della montagna di Pirandello

Lo spettacolo, una produzione di Fortebraccio Teatro, sarà rappresentato questa sera e domani, con inizio alle 21

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Mercoledì 26 e giovedì 27 aprile, con inizio alle 21, il Teatro Alighieri presenta, per la produzione di Fortebraccio Teatro,  un capolavoro della tradizione come I Giganti della montagna, di Luigi Pirandello. Terzo dei miti moderni di Pirandello, dopo il religioso Lazzaro e il sociale La nuova colonia, I Giganti della montagna è il mito dell’arte. Rappresentato postumo nel 1937, è l’ultimo dei capolavori pirandelliani ed è incompleto per la morte dell’autore.

 

Lo spettacolo di Roberto Latini, unico attore sul palco, è una produzione Fortebraccio Teatro e ha ottenuto il Premio della Critica 2015 (ANCT) e il premio Premio Ubu 2015 come Miglior progetto sonoro – musiche originali a Gianluca Misiti, autore delle musiche e dei suoni. Lo spettacolo è stato anche finalista al Premio Ubu 2015 come Spettacolo dell’anno, mentre Latini è stato finalista al Premio Ubu 2015 come Miglior attore o performer.

Il dramma, rappresentato postumo nel 1937, è l’ultimo dei capolavori pirandelliani, rimasto incompleto a causa della morte dell’autore: è la storia di un gruppo di attori che giunge presso una villa che sembra abbandonata. È Villa La Scalogna, uno spazio indeterminato, in cui «Avviene ciò che di solito nel sogno» e in cui il gruppo di attori decide di mettere in scena il proprio lavoro davanti ai Giganti della montagna, esseri rozzi e maleducati che vivono nei pressi. Ma i Giganti della montagna mandano ad assistere alla messa in scena i propri servitori, altrettanto rozzi.

Sono proprio queste ultime parole ad aprire lo spettacolo di Roberto Latini, che non aggiunge nulla alla trama, assecondando e facendo risuonare il più possibile la dimensione indefinita, sospesa tra senso e impossibilità della sua rappresentazione.

«Voglio portare le parole di Pirandello “al di fuori di tempo e spazio”, toglierle ai personaggi e alle loro sfumature, ai caratteri, ai meccanismi dialogici, sperando possano portarmi ad altro, altro che non so, altro, oltre tutto quello che può sembrare – afferma l’attore –. Perché quello de “I Giganti” è un testo che penso si possa permettere ormai il lusso di destinarsi ad altro possibile. Dopo le bellissime messe in scena che grandi registi e attori del nostro Teatro recente e contemporaneo ci hanno già regalato, penso ci sia l’occasione di non resistere ad altre tentazioni».

La compagnia di attori che arriva alla Villa della Scalogna sembra avere, in qualche forma, un appuntamento col proprio doppio. Cotrone e Ilse stanno uno all’altra come scienza e coscienza, gli stessi Giganti, mai visti o vedibili, sono così nei pressi di ognuno da potersi sentire come proiezioni di sé. «Voglio immaginare tutta l’immaginazione che posso – spiega Latini – per muovere dalle parole di Pirandello verso un limite che non conosco».

L’incontro di giovedì 27 aprile alle 18 con Roberto Latini, a cura di Katia Ippaso e Massimo Marino, è anche l’ultimo incontro della stagione del Circolo delle lettrici e dei lettori. Si terrà come di consueto alla sala Corelli del Teatro Alighieri.

Katia Ippaso, giornalista e scrittrice, pubblica su testate come L’Unità, firma la rubrica Visioni per Nuova Ecologia, collabora con Lettera 22 e Hystrio ed è autrice del reportage su Amleto a Gerusalemme di Gabriele Vacis. Il legame con il percorso artistico di Roberto Latini è a doppio filo: lui ha dato voce a Non domandarmi di me, Marta mia, scrittura drammaturgica della Ippaso intorno al carteggio tra Luigi Pirandello e Marta Abba; lei ha curato il volume Io sono un’attrice (Editoria&Spettacolo) che racconta “i teatri di Roberto Latini”.

Massimo Marino è critico teatrale. Scrive per il “Corriere della Sera” edizione di Bologna, tiene il blog Controscene e coordina la sezione teatro di “Doppiozero.com”. Ha collaborato con “l’Unità” e con varie riviste specializzate (“Prove di drammaturgia”, “Culture teatrali”, “Lo straniero”, Tuttoteatro, “art’o”, Hystrio, “Ubu – Scènes d’Europe”, “Mouvement”). L’incontro coincide anche con l’ultimo del Circolo delle lettrici e dei lettori.

BIGLIETTI: Platea e palco I, II e III ordine. Sostenitore: €24. Ridotto*: €20. Under30: €16. Under20: € 8.
Galleria e palco IV ordine. Sostenitore € 17. Ridotto*€ 15. Under30: €10. Under20: € 8.
Loggione. Sostenitore € 7, under20 € 5.
*cral e gruppi organizzati, insegnanti, oltre i 65 anni, iscritti all’Università per gli Adulti Bosi Maramotti, Soci Coop Adriatica, EspClub Card, Soci BCC, tessera TCI.

Biglietterie
Teatro Alighieri, via Mariani 2 Ravenna tel. 0544 249244 (feriali dalle 10 alle 13, giovedì dalle 16 alle 18 e da un’ora prima dello spettacolo).
Teatro Rasi, via di Roma 39 Ravenna tel. 0544 30227 (il giovedì dalle 16 alle 18 e da un’ora prima dello spettacolo).

BIGLIETTI GRATUITI: per ogni spettacolo de La stagione dei teatri, grazie al contributo di Fondazione Flaminia, Ravenna Teatro/Teatro delle Albe distribuisce agli studenti universitari del campus di Ravenna biglietti gratuiti. La distribuzione avverrà la settimana di ogni spettacolo il martedì al Punto Ristoro del Palazzo dei Congressi (dalle 12.30 alle 13.30) e il giovedì al Teatro Rasi (dalle 16 alle 18). Posti limitati, per info: 0544 36239.

INFORMAZIONI
www.ravennateatro.com
ufficiostampa@ravennateatro.com

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