Teatro. All’Alighieri va in scena la vicenda del pastore Aminta e del suo amore per la ninfa Silvia

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Domani, giovedì 31 gennaio, alle ore 21 al Teatro Alighieri di Ravenna arriva “Aminta” di Torquato Tasso. Portata in scena da Antonio Latella – dal 2017 direttore del Festival Internazionale del Teatro della Biennale di Venezia – è la vicenda del pastore Aminta e del suo amore per la ninfa Silvia. Lo stile evocativo dei versi fa del discorso un vero e proprio canto, e non è il sentimento non corrisposto il punto centrale, bensì la forma che l’Amore assume in ogni essere umano e la sua forza creativa, fonte di ispirazione assoluta. 

Una regia “trasparente” – affidata allo stile della lingua poetica di questa favola boschereccia – produce una vertigine verticale, piena di senso e non di analisi. Le suggestioni di Antonio Latella su Aminta di Torquato Tasso, portano la compagnia da lui fondata, stabilemobile, a confrontarsi con il grande autore italiano, partendo dalla compresenza in esso di due forze: la spregiudicata ricerca di innovazione linguistica, e la tensione verso un classicismo da reinterpretare. L’ambiente cortigiano, la censura, la lotta tra regola e natura (o tra regole e genio), l’attenzione alle questioni teoriche legate a letteratura e poesia, sono il terreno della crisi della seconda metà del Cinquecento, dove le regole accademiche alzavano un muro intorno alla libertà creativa. Con Aminta, Tasso partecipò a un’importante trasformazione dello spazio teatrale e dell’immaginario sociale del suo tempo. Ebbe uno straordinario successo nazionale e internazionale (60 edizioni in 70 anni e traduzioni in francese, spagnolo e inglese) che ebbe riflessi anche in altre espressioni artistiche come la musica e le arti figurative. Il confronto con il rigore del verso, quindi, diventa stimolo creativo, la musica il motore, in una ricerca in cui non è l’Amore in quanto scoperta il punto centrale, bensì la forma che esso assume in ogni essere umano.

«L’amore esiste se non c’è inganno, di conseguenza amore non esiste – dice Antonio Latella. – Il nostro tentativo è quello di lavorare sull’assenza dell’amore e sulla ricerca di esso, prendendo a prestito la grandezza dei versi di Torquato Tasso. Lavorare su questo piccolo teorema è stimolante soprattutto se per avvicinarsi a esso si scelgono i versi, la loro spinta evocativa inarrestabile». È dunque il verso che si fa dardo e la parola che si fa esperimento stimolando una trasparenza della regia: «vorrei provare a essere fuori dal gioco, non stabilire regole ma seguire regole che non vengono decise da me ma da chi ha scritto. Penso a una regia che si affidi all’estetica stilistica della lingua, capace di una vertiginosa verticalità, piena di senso e non di analisi; un nuovo territorio di ricerca». Aminta di Torquato Tasso è un dramma pastorale che racconta le vicende del pastore Aminta e del suo amore per la ninfa Silvia. Il nome greco Amyntas deriva dal verbo greco amynein, “difendere, proteggere”, traducibile con “colui che protegge”; in latino, Amyntor. «Proteggere cosa? – si chiede Latella – Proteggersi da chi? Difendersi? Difendere una forza creativa al punto da negarla, negare l’amore perché possa riprodursi in fonte di ispirazione assoluta, lontana dalla storiella dell’innamorato non corrisposto».

In Aminta Latella si avvale di una selezione di musiche di Franco Visioli che vanno dal compositore secentesco Claudio Monteverdi, che segnò il passaggio dalla musica rinascimentale alla musica barocca, fino alla cantautrice statunitense PJ Harvey. 

 

BIGLIETTERIE

Biglietteria Teatro Alighieri, via Mariani 2 Ravenna, tel. 0544 249244, aperta tutti i feriali dalle 10 alle 13, il giovedì anche dalle 16 alle 18 e da un’ora prima di ogni spettacolo. Biglietteria Teatro Rasi, via di Roma 39 Ravenna, tel. 0544 30227 aperta il giovedì dalle 16 alle 18 e da un’ora prima di ogni spettacolo.

INFORMAZIONI

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