Mostre. Le opere di Bruno De Angelis alla galleria Faroarte di Marina di Ravenna

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Inaugura domenica 2 giugno alle 11 la mostra Luoghi e Figure. Io verso Persepoli, a cura di Sandro Malossini, che espone opere di Bruno De Angelis, alla galleria Faroarte di Marina di Ravenna. Dopo l’evento inaugurale, la mostra resterà aperta sabato e domenica h.11,00-13,00 / 15,00-19,00 dal 2 al 23 giugno.

Persepoli è il luogo metaforico di un viaggio dell’io a ritroso nel tempo, nel passato. Un passato di luoghi e figure che evocano memorie intravviste, ricordate in forme archetipiche con materiali inconsueti. Un’invenzione archeologica, tra passato e presente, tra sculture ed architetture come rappresentanze di sé. Questa è la ricerca che Bruno De Angelis porta avanti già dalla fine degli Anni Ottanta; una ricerca che, dopo lunghi anni di silenzio, torna a mostrare pubblicamente insieme ai lavori di pittura più giovanili e a quelli della metà degli anni Settanta con i quali ha partecipato ad alcune importanti rassegne nazionali.

La presenza della componente geometrica era allora il luogo del conflitto tra forma e segno che diventava  graffio: dall’alto al basso, da destra verso sinistra. Una dimensione formale espressivamente dinamica ed instabile che tutt’ora presenta in ogni suo lavoro rifuggendo sempre dall’ortogonalità, dalla stabilità emotiva. Il costante conflitto tra l’abbandono ai sentimenti ed il dominio di essi è all’origine della sua questione pittorica.

Successivamente, il crescente controllo di ogni elemento espressivo all’interno delle sue opere generò delle composizioni geometriche perfette, dalle forme dinamiche e seriali, a svantaggio del segno e del graffio gestuale. Se il colore sordo, cupo e fermo esaltava la possibilità di leggere spazi profondi e mossi nei lavori della metà degli anni Settanta, l’uso delle vernici industriali lo portava ad una successiva sintesi espressiva, di raffreddamento della pittura aprendo la via alle sculture degli anni seguenti con valori formali sempre più oggettivi, concreti e simbolici.

“Oggetti canditi e luoghi sublimi” era il titolo della mostra di sculture dipinte che Bruno De Angelis presentò prima a Milano e poi a Ginevra all’inizio degli Anni Ottanta. Sculture policrome di grandi dimensioni; monumenti evocativi, tra design e architettura, dalle forme asimmetriche, dinamiche; oggetti desiderosi di conquistare lo spazio con il loro colore ma al tempo stesso immobili. Immobili come sono le figure dalle minimali sagome umane (realizzate dalla fine degli Anni Ottanta) che sembrano voler percorrere lo spazio ma al contrario rimangono paralizzate nella loro mortale ombra.

Bruno De Angelis (1953) vive e lavora a Bologna dove ha studiato ed insegnato materie artistiche dal 1972 al 2015 presso il Liceo Artistico e l’Istituto d’Arte.

Promossa da: Capit Ravenna in collaborazione con Pro Loco Marina di Ravenna
Patrocini: Regione Emilia Romagna, Provincia e Comune di Ravenna
Sostegno: Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna

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