Morte di Stefano Baldisserra: secondo il legale è morto sul colpo, venerdì i funerali in Duomo a Cervia

Si terranno venerdì 16 agosto nel Duomo di Cervia alle ore 15.30 i funerali di Stefano Baldisserra, 25 anni, magazziniere e portiere della Polisportiva Cervia 2000, morto tragicamente nella notte di San Lorenzo travolto da un’auto in via Malva Sud mentre rincasava in bici dopo una notte con gli amici. In occasione della funzione religiosa, l’amministrazione comunale di Cervia chiede di osservare un minuto di silenzio.

La salma di Stefano partirà dall’obitorio di Cervia dove dal pomeriggio di oggi 14 agosto è allestita la camera ardente. Come riporta Il Resto del Carlino oggi in edicola, ieri 13 agosto si è svolta l’autopsia sul corpo del ragazzo e questo adempimento consente di dare l’estremo saluto a Stefano.

Secondo quanto riporta il giornale, che cita le parole del legale forlivese che tutela la famiglia Baldisserra, l’autopsia avrebbe stabilito che la morte di Stefano sarebbe stata praticamente istantanea. Il giovane non sarebbe rimasto agonizzante sul ciglio della strada come era stato anche ipotizzato in un primo tempo, ma sarebbe dunque morto sul colpo, investito alle spalle dalla Fiat 500 rossa guidata da Valentina Arrivabene, parrucchiera 28 enne, di Cervia, che in ogni caso non si era fermata a prestare soccorso.

La ragazza è comparsa ieri 13 agosto nell’udienza di convalida del fermo davanti al Gip del Tribunale di Ravenna e – come riporta l’Ansa – si è avvalsa della facoltà di non rispondere. La giovane in spontanee dichiarazioni ha però insistito sul blackout mentale che l’avrebbe colta di ritorno dalla discoteca ribadendo in lacrime di non essersi accorta di nulla, forse complice la musica alta. La Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere (Valentina Arrivabene è risultata positiva ai test dell’alcol e della cannabis. In particolare il tasso alcolemico era doppio del consentito per mettersi alla guida). La difesa (avvocato Carlo Benini) i domiciliari.

Come riporta l’Ansa, la 28enne dovrà però restare in carcere con l’accusa di avere falciato e ucciso Baldisserra: lo ha deciso il Gip dopo aver convalidato l’arresto della giovane. Seppur sottolineando il corretto comportamento dei genitori della 28enne (il padre ha chiamato l’Arma dopo avere visto le ammaccature sulla 500 rossa e la madre ha consegnato ai militari i messaggi scambiati su whatsapp), Il giudice ha rilevato come le indagini abbiano chiarito che alla guida ci fosse proprio la giovane e ha ritenuto non plausibile che la ragazza, al contrario di quanto lei ha sostenuto, non si fosse accorta di nulla pur avendo trascinato la bici per 3-400 metri. Il Gip ha anche delineato un rischio di reiterazione del reato per “fatti non identici (la patente le è stata ritirata) ma di natura analoga”.