Morte di Stefano Baldisserra, scarcerata la 28enne accusata. Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada indignata

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“E’ già terminato il periodo di reclusione (ora ai domiciliari, n.d.r.) per Valentina Arrivabene di Cervia, accusata dell’omicidio stradale, con annessa omissione di soccorso, di Stefano Baldassiera, 25enne rientrante da una festa in sella alla sua “graziella” – fa sapere il presidente dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus, Alberto Pallotti. (L’incidente è avvenuto in via Malva Sud, in Cervia, a pochi minuti dall’alba di domenica 11 agosto).

“La parrucchiera – avanza Pallotti – è risultata positiva ad alcol e drug test, ma per il tribunale della libertà di Bologna, non vi sono esigenze cautelari tali da giustificare una custodia in carcere. Il collegio dei giudici, facente capo ad Andrea Santucci, ha deciso di accogliere l’istanza presentata dall’avvocato Carlo Benini, legale rappresentante della giovane. A quanto si legge nel documento redatto dall’avvocato, non vi sarebbe pericolo di reiterazione, alla luce del sequestro della vettura e del ritiro contestuale della patente. La difesa ha, inoltre, sottolineato che si tratta di reato colposo e che l’autopsia effettuata dal medico legale decreta la morte della vittima già al momento dell’impatto. Dunque, qualora la ragazza avesse prestato soccorso, quest’ultimo sarebbe risultato vano. Infine, Benini, nella sua deposizione, ha ricondotto l’allontanamento dal luogo dell’accaduto della conducente ad un forte blackout cerebrale”.

“Questa – conclude Pallotti – è l’esatta dimostrazione della confusione e della poca certezza che vige nel nostro sistema penale. Il garantismo e la presunzione di innocenza vengono dimostrati, in questo caso, in tutta  loro sua fragilità. Manca il rispetto nei confronti delle vittime. Chiediamo al nuovo governo di mettersi al tavolo per discutere di possibili miglioramenti legislativi da attuare. Si necessita di una procedura diversa da seguire, in quanto l’attuale non è più idonea a fronteggiare l’ormai quotidiana emergenza nazionale, sfuggente al sentimento comune”.

 

 

 

 

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Commenti

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  1. Scritto da Giovanni

    Vorrei aggiungere che il mancato rispetto delle vittime è ravvisabile proprio nelle motivazioni che vengono fornite dalla linea difensiva e successivamente accettate dall’organo giudicante , cioè che il povero Stefano, anche qualora soccorso, non avrebbe avuto scampo. Quale senso dare a questa decisione?? Una sorta di attenuazione di colpa perché tanto non c’era più niente da fare?? E il normale senso di civiltà che invece dovrebbe essere predominante, cioè fornire soccorso soprattutto quando c’è un essere umano a terra, colpito e ferito a causa di una scellerata condotta stradale, dove lo buttiamo, nel cesso??

  2. Scritto da Fidenzio

    Le vittime di incidenti stradali causati da guida di veicoli in stato di ubriachezza o di droga sono moltissimi.
    Detto questo, a mio parere, si dovrebbe punire maggiormente chi viene trovato in staio di ubriachezza o drogato e per chi fugge senza prestare soccorso una pena doppia. Questo con lo scopo di ridurre le morti e gli incidenti stradali.
    Per chi guida alterato dovrebbe essere punito per un reato non colposo ma premeditato .
    Sono sempre dell’avviso che la pena debba essere scontata e non che dopo alcuni mesi se ne torna a casa ai domiciliari e poi avere forti sconti.

  3. Scritto da Tax19

    In pratica stiamo dicendo che, dato che la vittima è morta sul colpo e l’eventuale soccorso immediato non avrebbe avuto effetti, chi ammazza qualcuno in un incidente può tranquillamente scappare perché per l’investito non c’è più nulla da fare?
    Siamo al paradosso…. come al solito in Italia si tutale il delinquente e non la vittima, come sempre!