Barriere architettoniche a Cervia. La Lega: “La città non è a misura di disabile. Serve un piani per renderla più accessibile”

I consiglieri comunali della Lega Cervia, Enea Puntiroli,  Stefano Versari, Daniela Monti, Monica Garoia e Gianluca Salomoni, chiedono che “un comune come Cervia, per giunta turistico, sia a misura di disabile.  Di qui la necessità impellente di dotarsi di un piano di eliminazione delle barriere architettoniche nel territorio comunale. Serve uno strumento di pianificazione che consenta di identificare, pianificare e progettare gli interventi necessari a rendere accessibili e fruibili tutti gli ambienti di interesse pubblico, per chi possiede, in forma permanente o temporanea, una disabilità che rende difficoltosa o impossibile la piena fruizione degli spazi di interesse”.

“Persino i nuovi cassonetti forniti da Hera, e posizionati sul territorio cittadino, sono inaccessibili per coloro che sono in condizioni di disabilità, poiché il display per posizionare la carta smeraldo è posto troppo in alto. La stessa viabilità cittadina è fonte di enormi disagi, addirittura in certe zone è di fatto impossibile l’accesso a causa di radici, buche enormi e manti stradali sconnessi” spiegano i leghisti.

“La città oggi appare più come una pista per le biglie, come un reticolo di vie scorrevoli: i marciapiedi spesso sono strettoie sconnesse per le radici dei pini,  o peggio per la concessione, post pandemia, del suolo pubblico alle aziende, che hanno occupato a dismisura non solo le zone concesse ma anche quelle attinenti e le piste ciclabili” proseguono.

“Consapevoli che la nostra città, negli anni, comunque ha cercato di migliorarsi per poter concedere a tutti pari opportunità, riteniamo che, viste le ultime problematiche occorse, sia doveroso fare ancora di più e mantenere sempre una altissima attenzione in merito” concludono dalla Lega.