Libero il Buccaneer. Bartolotti ripercorre quattro mesi di trattative

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Il rimorchiatore Buccaneer è in navigazione verso Gibuti, dove arriverà tra due giorni, scortato da due navi militari. Come ricostruisce la stessa Micoperi, alle 23 (ora italiana) di ieri sera i sequestratori hanno abbandonato la ‘Buccaneer’.

I 16 dipendenti Micoperi sono stati liberati e subito raggiunti dai militari della Marina Italiana che in questi mesi avevano vigilato a vista la nave.
La notizia è arrivata a Silvio Bartolotti, presidente Micoperi, dall’Unità di crisi della Farnesina. Anche il comandante dell’equipaggio ha telefonato dalla nave poco dopo, dando notizie dirette. Sono in buone condizioni di salute, provati da quattro mesi di stress e sedentarietà, ma non si segnalano particolari preoccupazioni.

Per tutto questo tempo, le famiglie sono state quotidianamente informate, sia dall’Unità di Crisi della Farnesina che da Micoperi sugli sviluppi della lunga vicenda, anche nei momenti di stallo.

"Sono stati tenuti contatti diplomatici ininterrotti con il Governo somalo, le Autorità del Puntland, i Governatori locali e i capi tribù  del territorio: operato di cui ringraziamo il Governo, il Ministero degli Esteri, il Ministero per la Difesa, il Commissario straordinario Margherita Boniver, gli staff dei Ministeri, l’unità di crisi presso la Farnesina – dichiara Silvio Bartolotti, Presidente Micoperi – Finalmente abbiamo ottenuto l’obiettivo che ci premeva sopra ogni altro, e cioè la salvezza, l’incolumità e il ricongiungimento con le famiglie, dei nostri 16 dipendenti. Siamo felici della soluzione della vicenda con pieno successo e senza pericolose azioni di forza: e io sto per prendere il primo volo per Gibuti, nell’impazienza di riabbracciare tutti".

"Abbiamo ricominciato tutto daccapo più volte – spiega Bartolotti – siamo stati messi in attesa con attese inspiegabili e interminabili più volte. L’ultima, lunga attesa, era dovuta certamente a rapporti e tensioni tra i sequestratori". 

L’armatore respinge l’accusa mossa contro il Buccaneer di aver intenzione di sversare rifiuti tossici. "Prima sono venute le accuse di pesca senza permesso poi di ‘intenzione di sversare rifiuti nocivì, rimbalzate a lungo sulla stampa, e riprese più volte anche dopo le spiegazioni e le smentite" lamenta Bartolotti, che ribadisce come tutto fosse, invece, alla luce del sole e registrato dalle autorità competenti. 

"I barili di rifiuti tossici non piovono dal cielo. I mezzi che ci sono stati sequestrati non sono attrezzati per caricare altro che strutture per l’ offshore" continua, precisando che "facciamo lavori subacquei di precisione, non traffichiamo in nulla, la tutela dell’ambiente è una delle nostre punte di qualità aziendale, e abbiamo grandi progetti (annunciati da tempo) nel settore delle energie rinnovabili. L’unico carico trasportato erano appunto le due chiatte, che andavano alle rispettive destinazioni di lavoro. Ma un’accusa qualsiasi, la più grave in quelle zone, otteneva semplicemente il risultato di fornire un alibi demagogico al sequestro per lucro: non credibile, ovviamente, per chi conosce quelle realtà e la nostra".

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