Pet therapy alla casa protetta Sassoli di Lugo

Il progetto arriverà anche a Conselice, Bagnacavallo e Voltana

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Si è tenuta giovedì 19 marzo alla casa protetta Sassoli di Lugo una nuova seduta del progetto Pet therapy, che attualmente coinvolge otto anziani ospiti della struttura gestita dall’Asp dei Comuni della Bassa Romagna.

All’incontro erano presenti anche il presidente dell’Asp Pierluigi Ravagli, il presidente del Lions Club di Bagnacavallo Alfonso Bovina, il coordinatore della struttura Nicola Allegri, la responsabile del coordinamento dell’animazione Fosca Figna e l’animatrice Stefania Ricci Maccarini.

Il progetto, sostenuto dal Lions Club Bagnacavallo, prevede l’incontro fra gli anziani – scelti dall’équipe multi-professionale dell’Asp in base al piano assistenziale individuale – e i cani abilitati guidati da Irene Zamboni, che ha frequentato il master in Terapie assistite e coadiuvate da animali presso la Facoltà di Veterinaria dell’Università degli Studi di Pisa.

«Da ormai sei anni gli anziani delle strutture gestite dall’Asp possono godere degli importanti benefici della pet therapy – commenta il presidente dell’Asp Pierluigi Ravagli. – Nel 2014 sono state coinvolte nove strutture in tutta la Bassa Romagna, con una presenza media di quindici anziani e un totale di venti sedute. Prevediamo di proseguire l’attività anche nel 2015 non soltanto presso la Sassoli di Lugo ma anche presso le case protette Jus Pascendi di Conselice e F.lli Bedeschi di Bagnacavallo e al centro anziani Silvagni di Voltana».

Grazie alla presenza del cane e del suo conduttore, gli anziani instaurano scambi relazionali autentici e costruttivi, in cui si favoriscono la comunicazione, la socializzazione, il rilassamento e l’integrazione. Il ruolo dell’operatore specializzato in pet therapy è fondamentale perché la seduta possa raggiungere l’obiettivo terapeutico previsto per ogni anziano coinvolto.

I cani si lasciano accarezzare e toccare e sono in grado in questo modo di infondere tranquillità e sicurezza. Comunicano tramite sguardi, gesti e movimenti impercettibili creando all’istante un contatto con l’anziano.

«Il cane, con la sua silenziosa accoglienza priva di giudizi, stimola negli anziani ricordi profondi – conclude Ravagli – e abbiamo verificato che ciò li rende più liberi di esprimersi. L’Asp ha deciso di dare continuità a questa esperienza, anche grazie al sostegno del Lions Club, perché il riscontro dell’attività è estremamente positivo, non soltanto a livello immediato ma anche nel tempo.»

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