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A Piangipane inaugurato, dopo il restauro, il Murales della Resistenza

Alla piccola cerimonia hanno partecipato i ragazzi della “Casadio” che, accompagnati dai professori, hanno poi inaugurato l’orto scolastico realizzato nel giardino della Scuola Media

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Nell’aprile del 1995, in occasione del 50° anniversario della Liberazione, tre ragazzi della circoscrizione realizzarono un “Murales”, sul lato nord della delegazione di Piangipane. Raffigurava tre uomini e una donna, persone normali, che con un ariete abbattevano il muro dell’indifferenza, della divisione e dell’intolleranza che avevano prodotto lo scempio della Seconda Guerra Mondiale.

 


Quell’opera, però, con il passar del tempo, era stata deturpata da qualche “innamorato invornito” che non trovò di meglio da fare che dichiarare, usando come tela proprio quel “Murales”, la sua voglia di stare con la sua bella “tre metri sopra il cielo”.

Lo scorso marzo, su pressioni di tutti gli abitanti della frazione ravennate che hanno sempre considerato quell’opera un “bene comune”, l’associazione “Mosaico di idee” – grazie al contributo della società “Rustichelli Color” (che ha fornito le vernici e i colori) – con i suoi volontari ha operato il restauro riportando all’originale bellezza il murales che ieri mattina 15 aprile, è stato inaugurato dall’assessora al decentramento e politiche giovanili del Comune di Ravenna, Valentina Morigi.

Durante la cerimonia, a cui hanno partecipato: la consigliera comunale del PD, nonché presidente di “Mosaico di idee”, Patrizia Strocchi, il consigliere della Federazione della Sinistra, Alessandro Bongarzone, in rappresentanza del 6° Consiglio Territoriale (Piangipane, Camerlona, Santerno e San Michele) e i due presidenti delle pro loco di Piangipane e Santerno, Umberto Domenichini e Mauro Perini, l’assessora Morigi ha dialogato con i ragazzi della scuola media “Francesco Casadio” sul significato e il valore della Liberazione.

Riferendosi all’immagine degli uomini e delle donne che “rompono i muri” l’assessora ha ricordato, infatti, come la guerra, ogni guerra, “nasca dall’incomprensione e dall’intolleranza che costruiscono muri di divisione tra gli esseri umani. Quegli uomini che rompono i muri – ha spiegato ai ragazzi – sono persone normali e rappresentano ciascuno di noi… di voi, a cui compete la sovranità e la responsabilità della costruzione del futuro”.

Un concetto riaffermato, poco dopo, durante l’inaugurazione dell’orto scolastico, realizzato dai ragazzi delle medie, insieme alle insegnanti di sostegno, dal titolo emblematico: “Seminiamo il futuro”. Un “orto” particolarissimo, ricavato in uno spazio del giardino scolastico, di forma circolare, in cui ogni “settore” – su cui è stata seminata un ortaggio o una verdura – rappresenta una “frazione” dell’intero che è stata utile per spiegare ai ragazzi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento, le frazioni, appunto, e i numeri decimali oltre ad insegnare a tutti, ovviamente, la nobile e antica arte della coltivazione della terra.

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