Paga i lavori in casa con dosi di hashish: a Faenza in arresto 35enne già ai domiciliari

Bella Ettaybi, già arrestato due volte per spaccio, è stato nuovamente colto in flagrante: gestiva i suoi traffici da casa. Processo il 10 maggio

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È stato di nuovo arrestato il 35enne Bella Ettaybi, ritenuto un personaggio “di spicco” per lo spaccio di droga a Faenza dopo che l’estate scorsa era stato trovato con sei chili di hashish nascosti nella propria abitazione. Alla metà di marzo di quest’anno, durante un’altra indagine dei carabinieri, era finito di nuovo in manette per aver spacciato un etto di hashish ed in attesa del processo era stato rimesso in libertà.  

Non più di due settimane fa i carabinieri di Faenza lo avevano sottoposto agli arresti domiciliari su ordine del Tribunale che aveva aggravato la precedente misura cautelare dell’obbligo di dimora, ma evidentemente nemmeno l’imposizione di rimanere in casa è servita a contenere la sua  “irrefrenabile spinta a delinquere” e “professionale dedizione alla commissione di delitti in materia di stupefacenti”, definizioni utilizzate dal giudice durante l’udienza di convalida dell’arresto di ieri sera.

Infatti quando Bella Ettaybi è stato sottoposto ai dimiciliari, il giudice gli aveva anche vietato di incontrare in casa persone diverse dai familiari ed allo stesso tempo non poteva in alcun modo prendere contatti “esterni” tramite telefonini o altri sistemi telematici. In realtà l’indagine dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile conclusasi nella tarda serata di mercoledi, ha dimostrato che il 35enne ha continuato tranquillamente a mantenere i suoi “traffici” di droga anche per telefono.

Appena l’equipaggio del radiomobile ha visto uscire dalla casa di Bella Ettaybi un individuo “sospetto”, hanno aspettato che salisse sulla propria auto e poi lo hanno fermato per un controllo accertando che si trattava di un forlivese 52enne in compagnia della convivente. I due hanno riferito di trovarsi a Faenza in quanto avevano portato una bicicletta per la moglie di un loro amico a cui era stata rubata il giorno prima. Quella versione non ha convinto i militari dell’Arma che hanno portato la coppia di forlivesi in caserma per perquisirli. Sull’auto sono state trovate due dosi di hashish, complessivamente tre grammi.

Ad “inchiodare” lo spacciatore di Faenza sono stati i messaggi telefonici scambiati con il 52enne forlivese che ancora erano memorizzati sul suo telefonino. Scorrendo i numerosi sms degli ultimi giorni è emerso che il forlivese aveva svolto alcuni lavori di tinteggiatura per conto di Bella Ettaybi il quale, anziché pagarlo in denaro, gli aveva ceduto dosi di hashish per saldare le spese dei materiali e della “manodopera”.

I Carabinieri sono risaliti anche al linguaggio “in codice” utilizzato dai due con i messaggini telefonici, infatti per intendere la droga il forlivese chiedeva al 35enne di ripagarlo dei lavori di tinteggiatura almeno con un “caffè” oppure con qualche generico “pezzetto” per sdebitarsi di un armadio ed altri oggetti usati che gli aveva venduto, come la bicicletta che,  a dire della coppia,  avevano portato all’Ettaybi poco prima di essere fermati.

Memorizzati sul telefonino c’erano anche dei messaggi con i quali il marocchino comunicava la presenza a casa sua dei carabinieri per i consueti controlli giornalieri; inoltre nel portafogli del forlivese sono stati anche trovati alcuni appunti riconducibili a debiti di droga con il 35enne magrebino.

Ricostruita tutta la vicenda, per Bella Ettaybi è scattato l’arresto in flagranza per “spaccio di stupefacenti” mentre il 52enne forlivese è stato segnalato al prefetto per uso personale di droga. Dell’arresto è stato informato il pubblico ministero dottoressa Isabella Cavallari della Procura della Repubblica di Ravenna, che ha disposto di trattenere per la notte il 35enne in camera di sicurezza.

Ieri mattina, in tribunale a Ravenna, davanti al giudice Andrea Galanti l’arresto è stato convalidato ed il processo rinviato al 10 maggio 2016 quando Ettaybi sarà giudicato anche per il precedente arresto avvenuto a marzo. In attesa del processo, è stato nuovamente sottoposto agli arresti domiciliari.

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