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Spaccio: resta in carcere il pusher 25enne arrestato nelle vicinanze di alcune scuole di Faenza

Essendo un plurirecidivo, si temeva la reiterazione del reato. Gli sono state riconosciute anche due aggravanti: vendita a minori e nelle vicinanze di istituti scolastici

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Al termine dell’ interrogatorio di convalida, svoltosi lunedì 31 ottobre, il Gip del tribunale di Ravenna dott.ssa Antonella Guidomei, ha emesso una ordinanza di convalida di arresto e applicazione di misura cautelare disponendo la custodia in carcere nei confronti del 25enne Dghoughi Khalid, arrestato in flagranza il 27 ottobre dai Carabinieri della Compagnia di Faenza al culmine di un’indagine antidroga che aveva consentito di identificarlo come pusher di riferimento per molti giovanissimi studenti che frequentano gli istituti scolastici della città.

Con il provvedimento cautelare il Gip ha di fatto confermato il capo di imputazione provvisorio accertato dagli inquirenti, quello di “spaccio di stupefacenti” con due aggravanti: vendite a minori e nella vicinanza di istituti scolastici. Il 25enne dovrà inoltre rispondere dell’attività di spaccio avvenuta nei giorni precedenti al suo arresto, sulla scorta delle fonti di prova raccolte dai Militari dell’Arma durante gli appostamenti e i pedinamenti nei dintorni dell’area verde vicino alla chiesa di San Domenico, dove il pusher era solito vendere la marijuana ai giovanissimi acquirenti.

Il giudice ha dato atto della gravità del compendio indiziario a carico del 25enne, sottolineando la sua “spiccata ed allarmante pericolosità della condotta”, tenendo conto della pronta reperibilità con la quale si faceva trovare non solo al termine delle lezioni al “solito” posto ormai deputato allo smercio di stupefacenti, ma anche tramite i contatti telefonici con i quali fissava gli appuntamenti con gli acquirenti all’uscita della scuola.

Secondo le osservazioni del giudice, l’effetto “a macchia d’olio” dello smercio di droga posto in essere dal 25enne è stato uno dei fattori più gravi emersi dall’indagine dei Carabinieri di Faenza, insieme alla pericolosa “offerta” di spinelli da provare che era solito rivolgere agli studenti per invogliarli all’acquisto.

In sede di udienza di convalida, il 25enne si è avvalso della facoltà di non rispondere, pertanto la misura carceraria è stata ritenuta l’unica idonea ad evitare il rischio di reiterazione del reato, esaminati anche i trascorsi penali del pusher, che è un plurirecidivo per reati in materia di stupefacenti, già altre volte finito in manette non solo a Faenza ma anche in altre località del nord Italia, dove ha abitato anni addietro.

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