Commemorazione Brigata Ebraica a Piangipane, le parole dell’assessore Cameliani

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Questa mattina, in occasione del settantaduesimo anniversario della costituzione della Brigata Ebraica, nel cimitero di guerra alleato di Piangipane si è svolta la cerimonia di commemorazione dei soldati caduti durante la seconda guerra mondiale per la liberazione di Ravenna, in particolare nella battaglia sul fiume Senio.

 

Dopo lo schieramento dei militari dell’esercito israeliano, la lettura dei salmi e la posa di bandierine accanto a ciascuna tomba da parte dei bambini delle scuole elementari Caruso Balella, hanno preso la parola Luciano Meir Caro, rabbino capo di Ferrara e delle Romagne, Ivano Cardinali in rappresentanza delle Associazioni dei combattenti e reduci, Massimo Cameliani, assessore del Comune di Ravenna e Andrea Pesaro, presidente della Comunità ebraica di Ferrara. Tra i partecipanti, insieme a numerose autorità istituzionali e associazioni di ex combattenti italiane, Noemi Di Segni, presidente delle Comunità ebraiche italiane e Harel Taggar, addetto per la Difesa presso l’Ambasciata d’Israele.

L’assessore Cameliani ha ringraziato e rivolto un saluto particolare ai rappresentati dello stato di Israele, alle autorità civili, militari e scolastiche presenti e agli studenti e agli insegnanti che hanno voluto essere presenti alla cerimonia con una loro delegazione.
Cameliani ha proseguito richiamando il valore storico della commemorazione e l’importanza della memoria. “Torniamo indietro di oltre settant’anni – ha affermato – quando la Romagna, nell’ultimo anno della seconda guerra mondiale, e per sei mesi punto nevralgico della linea gotica, fu teatro di scontri terribili che coinvolsero tanti giovani che sacrificarono la propria vita per un ideale comune di libertà. I giovani della Brigata ebraica, composta tutta da volontari, erano tra questi, 33 caddero sul fronte, e i loro nomi sono incisi nelle lapidi di questo cimitero, insieme ad altri provenienti da oltre venti nazioni diverse. Ravenna avrà sempre sentimenti di gratitudine verso il popolo di Israele per il sacrificio compiuto dai tanti militari ebrei che contribuirono alla sua liberazione. Per tutto quanto quella terribile pagina di storia ha significato per un’intera generazione, non ci sarà mai nulla di retorico nella commemorazione annuale di queste giovani vittime, cui sempre dovrà riannodarsi il filo del ricordo e della gratitudine perché il loro sacrificio non sia stato vano e resti come esempio di solidarietà e fratellanza tra i popoli”.

Il “Coro della Pace” della Caruso Balella, diretto da Maria Rita Picone, ha accompagnato il corso della cerimonia eseguendo canti ebraici e gli Inni nazionali di Italia e Israele.

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