Caso Novamusa: interlocutorio a Roma l’incontro Mibact, Polo museale, Comune di Ravenna

Registrata la disponibilità di Comune di Ravenna e Fondazione RavennAntica ad anticipare, anche in via transitoria, l’attuazione dell’accordo di valorizzazione - Ma si attende il parere dell'Avvocatura dello Stato

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La trattativa a tre a Roma fra Mibact, Polo museale dell’Emilia Romagna e Comune di Ravenna per cercare di risolvere il problema dei disservizi causati in alcuni siti monumentali ravennati gestiti dallo Stato, dati in appalto per i servizi aggiuntivi a Novamusa, ha partorito una nota interlocutoria. A Roma è stata registrata la disponibilità espressa dal Comune di Ravenna e dalla Fondazione RavennAntica ad anticipare, anche in via transitoria, l’attuazione dell’accordo di valorizzazione sottoscritto con il ministro Franceschini, che prevede la presa in gestione dei servizi aggiuntivi da parte della stessa Fondazione (doveva scattare il 1° novembre, potrebbe dunque scattare prima).

 

Ma prima quando? Il Mibact ha chiesto al Polo museale di sentire il parere dell’Avvocatura dello Stato sul contenzioso con Novamusa e quindi sull’eventuale subentro di RavennAntica nel servizio. I tempi quindi potrebbero essere non così veloci.

Al futuro dei dipendenti Novamusa non si fa cenno nei comunicati. Resta l’impegno del Comune di Ravenna solennemente espresso in Consiglio comunale nei giorni scorsi a farsene carico e a non lasciarli soli in caso di licenziamento da parte di Novamusa (dovrebbe scattare la clausola sociale e l’assunzione con il subentro di RavennAntica).

 

 

La dichiarazione del Sindaco e dell’Assessore alla Cultura di Ravenna

“Considerato l’altissimo valore dei monumenti ravennati, la completa funzionalità dei siti statali di interesse artistico culturale e la loro piena accessibilità è elemento strategico dell’offerta culturale e turistica di Ravenna, della regione e dell’intero paese. Nell’incontro di ieri Direzione generale musei e Polo museale regionale hanno apprezzato la non scontata disponibilità espressa dal Comune di Ravenna e dalla Fondazione RavennAntica ad anticipare, anche in via transitoria, l’attuazione dell’accordo di valorizzazione sottoscritto con il ministro Franceschini, che prevede la presa in gestione dei servizi aggiuntivi da parte della stessa Fondazione. Pur non essendone responsabili, ribadiamo il nostro rammarico per i disservizi che hanno determinato disagi a cittadini e turisti. Ci auguriamo che l’atteso parere dell’Avvocatura dello Stato giunga al più presto possibile consentendo di superare qualsiasi problematica”.

 

 

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