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La Romagna eccelle, ora le serve una visione più globale per mantenersi competitiva

L'istantanea scattata da Ernst & Young e presentata a "Fattore R", l'Osservatorio sul sistema economico del territorio: ecco punti deboli e di forza

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Un presente roseo e un futuro ancora da scrivere per mantenere e sviluppare la competitivita’. Ecco l’istantanea sulla Romagna e il suo territorio scattata da Ernst & Young e presentata alla Fiera di Cesena durante il forum economico “Fattore R”, l’Osservatorio sul sistema economico in Romagna, con un focus sulle infrastrutture e sul sentiment degli imprenditori. 

E l’amministratre delegato Donato Iacovone spiega che la fotografia scattata del territorio e’ “molto positiva alla data odierna: il territorio ha buoni servizi sociali, una buona capacita’ di attrarre investimenti e le imprese sono capaci di competere sul Paese Italia”. Appunto, ribadisce, “una fotografia decisamente superiore alle medie italiane, in alcuni settori anche di gran lunga”.

Per il futuro occorre pero’ cambiare passo, “c’e’ da incrociare questa innovazione che viene fuori non solo dal digitale e dalle nuove tecnologie ma un po’ dall’evoluzione del mondo”. E, rimarca Iacovone, “qui la Romagna e’ un po’ chiusa in se stessa, non sta cavalcando l’innovazione, la trasformazione dei business model che l’innovazione comporta. Non ha forse – aggiunge – quelle competenze professionali tecnico-scientifiche di cui ha bisogno per cavalcare le tecnologie digitali”. Anche sull’export “e’ un po in ritardo”. Dunque, tira le fila l’amministratore delegato, “se nei prossimi anni vengono affrettati questi aspetti assieme a un miglioramento della infrastruttura logistica, il territorio continuera’ a macinare risultati e a crescere piu’ delle medie nazionali”. 

Piu’ nel dettaglio l’Osservatorio indica per la Romagna “un’elevata competitivita’ del sistema economico, con tassi di occupazione, redditi e consumi pro capite superiori a quelli nazionali e sostanzialmente allineati a quelli regionali”. Con eccezione la propensione all’export, che rimane piu’ bassa di quella regionale. “L’elevata competitivita’ – commenta l’ad – di quasi 10 punti sopra la media nazionale e la quantita’ e qualita’ delle iniziative imprenditoriali, con una significativa presenza di startup, le efficaci politiche di welfare aziendali, insieme agli importanti investimenti legati all’innovazione e all’Industria 4.0 testimoniano che la Romagna e’ un esempio di eccellenza”. E “anche la salute e il benessere registrano ottimi livelli e la qualita’ della vita dell’area attrae i flussi turistici”. Insomma il potenziale e’ alto “ma per poter continuare a crescere e svilupparsi e’ fondamentale” aprirsi ai mercati esteri. “La Romagna deve diventare un territorio con una visione piu’ globale”.

Dall’analisi emergono inoltre “buone” condizioni di base per la crescita, con altrettanto “buone” condizioni di salute della popolazione e di efficienza del sistema sanitario, un’ottima educazione di base ed eccellente stabilita’ macroeconomica. Tuttavia ci sono alcuni punti deboli: i bassi livelli di formazione tecnico-scientifica, una bassa penetrazione del lavoro professionale tra gli occupati e poche Pmi innovative rispetto al resto del Paese. Punto di forza, invece, il capitale umano, grazie alle competenze e al livello d’istruzione della popolazione.

Dai dati emerge, infatti, un elevato grado di partecipazione scolastica dei giovani, con percentuali superiori alla media nazionale ed in linea con quelle della regione, e con tassi di abbandono nettamente inferiori alla media Italia. La presenza di giovani laureati e’ inoltre superiore alla media nazionale e regionale. Di contro, la partecipazione all’istruzione universitaria scientifica e tecnica risulta inferiore alla media Italia, cosi’ come appare bassa la quota di occupati in attivita’ economica. La Romagna dimostra un’imprenditorialita’ maggiormente diffusa rispetto alla media della regione e dell’Italia, sia per quanto riguarda il numero delle imprese attive, sia per la diffusione delle start-up innovative.

Particolarmente interessante e’ la posizione della provincia di Rimini. Si registrano anche alcune criticita’: poche pmi innovative, assenti gli incubatori certificati, una minore propensione a registrare marchi e una minor diffusione di attivita’ professionali nel sistema economico. La sintesi e’ dunque che c’e’ un “notevole fermento a livello di nuova imprenditoria, che pero’ deve ancora trovare la strada per incidere nel tessuto economico e produttivo, che resta piu’ tradizionale”. Dal punto di vista energetico la Romagna si afferma come un territorio “green” e sostenibile. La produzione di energia rinnovabile e’ superiore alla media regionale e nazionale con punti di eccellenza per le province di Rimini e Ravenna, in particolare, per quanto riguarda la produzione di energia proveniente da impianti solari e dalle biomasse.

Anche la banda larga e ultra larga risultano diffuse piu’ che nel resto dell’Italia. A fine 2016, si rilevano coperture superiori alla media per tutte le tecnologie, soprattutto per quelle piu’ avanzate, con punte di eccellenza nella provincia di Rimini e per converso qualche ritardo registrato nella provincia di Forli’-Cesena per la banda larga e di Ravenna per la banda ultra larga.

Le reti di trasporto rappresentano l’infrastruttura in cui la Romagna presenta un “leggero ritardo complessivo”: i punti di maggior debolezza sono nella rete autostradale, nei passeggeri aerei trasportati, dato ulteriormente peggiorato dopo la chiusura dell’aeroporto di Forli’, e anche nel tpl, il cui dato di densita’ di linee urbane, pur migliore di quello medio regionale, e’ lontano dal valore nazionale. Punti di forza sono invece nella densita’ totale di strade e soprattutto nelle “nuove” modalita’ di trasporto sostenibile: le piste ciclabili e le colonnine di ricarica per le auto elettriche sono molto diffuse, sostanzialmente in linea con il dato regionale ma molto superiori al valore nazionale. 

Per quanto riguarda il punto di vista dei 40 imprenditori intervistati, segnalano come “molto elevato” il livello di qualita’ della vita, anche se si creano “effetti distorsivi” dal punto di vista socio-educativo, con una propensione dei giovani a non aprirsi verso l’esterno. Occorre dunque “investire e spingere su leve interne per crescere e competere con successo”. Ancora: c’e’ “generale insoddisfazione” verso il sistema di istruzione superiore e manca un anello di congiunzione tra mondo universitario e mondo del lavoro. Ci sono anche difficolta’ di fare sistema e rete, limiti nel passaggio generazionale e difficolta’ nell’intraprendere processi di internazionalizzazione. Secondo gli imprenditori il territorio ha un livello di competitivita’ “medio-alta”, ma occorre crescere sulle competenze tecniche-manageriali e sul livello di innovazione digitale.

“I dati presentati rappresentano un’opportunita’ di analisi, approfondimento e stimolo per gli stakeholder, per le imprese e le istituzioni”, afferma Lorenzo Tersi, consigliere Cesena Fiera con delega a Fattore R, e “sono uno stimolo per la crescita sostenibile di un territorio come la Romagna”. 

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