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Nevica. Chiudi le scuole. E ti tirano le pietre… Tieni aperte le scuole. E ti tirano le pietre…

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Ravenna. Cervia. Lugo. Faenza. La neve, le scuole e i Sindaci. Di fronte alla nevicata “buriana”, a Ravenna il Sindaco Michele de Pascale ha deciso di sospendere le lezioni nella giornata di ieri, martedì 27 febbraio. A Cervia Luca Coffari ha fatto la stessa cosa. A Faenza il Sindaco Giovanni Malpezzi ha scelto diversamente, ha deciso che nelle scuole si sarebbe fatto regolarmente lezione. E a Lugo lo ha imitato Davide Ranalli. Due scelte diverse, entrambe legittime. Scelte che sono andate comunque incontro a forti critiche da parte dei cittadini.  

Della serie, nevica governo (locale) ladro. Qualsiasi cosa un Sindaco scelga di fare, può essere certo che automaticamente una parte dei cittadini – e soprattutto dei leoni da tastiera – si scatenerà nelle critiche, dalle più argomentate e garbate a quelle più rozze e offensive. E se per caso la volta dopo, nelle stesse circostanze, quel Sindaco dovesse decidere di fare l’opposto, non farà altro che scatenare nuove proteste. Tanto più se il clima oltre che gelido è anche surriscaldato dalla battaglia elettorale. È difficile fare i Sindaci di questi tempi.

Ma è clamoroso quanto è accaduto al Sindaco di Faenza, che è stato preso a male parole e insultato dopo il post con cui annunciava su Facebook che le scuole del suo territorio sarebbero rimaste aperte nonostante l’emergenza neve e gelo in pieno corso. «Pur consapevoli che l’attività didattica potrebbe subire qualche disagio, stiamo lavorando perché domani, martedì 27 febbraio, le scuole di ogni ordine e grado siano aperte»: è bastato che Malpezzi scrivesse queste poche righe perché arrivasse una valanga di offese, soprattutto da parte di ragazzi, giovanissimi, in alcuni casi condite da irriferibili bestemmie. 

Ma il Sindaco che non è nuovo ad azioni del genere e che non ama i leoni da tastiera, ha deciso di reagire e ha annunciato querele. «I cittadini hanno il pieno diritto di dissentire e criticare le scelte compiute dagli amministratori pubblici, ma gli insulti che costituiscono “oltraggio a pubblico ufficiale” sono puniti dal codice penale»: così la replica di stamattina di Malpezzi che, sempre via Facebook, ha invitato «tutti coloro che hanno scritto insulti di vario genere» a contattare i suoi uffici per un incontro chiarificatore, nel quale i minori dovranno essere accompagnati da un genitore»; altrimenti «entro 15 giorni da oggi, procederò per le vie legali».

In sostanza il Sindaco chiede ai ragazzi (e alle famiglie) un confronto faccia a faccia con finale già scritto, se no sono guai. Insomma basterà dire che in definitiva era una ragazzata o una cosa che di solito non si scrive, ma ha la stessa desinenza. E a questo punto il Sindaco, che ha mostrato gli attributi, si è preso gli applausi. Soprattutto degli adulti. 

Strana bestia la pubblica opinione al tempo dei social.  

 

A cura di P. G. C. 

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