Quantcast

Matteo Cagnoni trasferito a Ravenna. Raccolte più di 4.000 firme per chiedere il suo allontanamento

Più informazioni su

Diverse associazioni ravennati – Linea Rosa, Udi, Dalla Parte dei Minori, Casa delle Donne  impegnate contro la violenza di genere hanno lanciato, nei giorni scorsi, la petizione “Nè privilegi nè disparità. Per Giulia Ballestri” per chiedere al Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria), al Ministro della Giustizia e agli altri soggetti interessati di revocare l’autorizzazione concessa a Matteo Cagnoni, che gli ha permesso di far ritorno nella casa circondariale di Ravenna, affinchè sia ritrasferito in un altro carcere. Nel giro di quattro giorni, la petizione ha raccolto ben 4.069 (l’obiettivo è di arrrivare a 5.000).

Il 25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne, i media locali e nazionali – scrivono Linea Rosa, Udi, Dalla Parte dei Minori e Casa delle Donne – comunicano che Matteo Cagnoni, condannato all’ergastolo per il femminicidio della moglie Giulia Ballestri, è stato riportato dal carcere Dozza di Bologna al carcere più confortevole e domestico di Ravenna.”

“La concomitanza dei due eventi – affermano – ha provocato prima sconcerto, poi indignazione, non solo nelle Associazioni da sempre impegnate nella lotta contro la violenza di genere, ma nella cittadinanza tutta. Il provvedimento davvero inusuale risulta ancor più inspiegabile se si considera da un lato, il suo stato di condannato in primo grado alla pena dell’ergastolo, dall’altro la peculiarità dell’istituto penitenziario di Ravenna che prevede la presenza di detenuti in attesa di giudizio o condannati ad una pena non superiore ai 5 anni o con un residuo di pena inferiore ai 5 anni.”

“E allora perchè questo trasferimento? Non certo, come pare abbia affermato uno dei legali dell’insigne dermatologo, per l’aumento dei suoi attacchi di panico e per stare vicino ai propri familiari, nessuno dei quali, peraltro, risiede a Ravenna. A Ravenna – aggiungono le associazioni – risiedono invece i familiari e i tre figli minorenni di Giulia Ballestri, di cui lo stesso ha perso la potestà genitoriale. Possibile che nessuno di coloro che hanno autorizzato questo provvedimento si sia interrogato sulla ricaduta che questo può generare nella vita e nella crescita dei tre figli di Giulia che nella città di Ravenna crescono, vanno a scuola, fanno sport, crescono senza la madre, uccisa dal loro padre?”

Troviamo profondamente ingiusto che sia stata accolta questa richiesta di trasferimento che porta un detenuto condannato ad un passo dai figli che lui ha reso orfani di madre, col rischio di accrescere il loro enorme dolore e quello di tutta la famiglia di Giulia. Attraverso le avvocate delle nostre associazioni abbiamo chiesto al Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria), al Ministro della Giustizia e agli altri soggetti interessati, di revocare questo provvedimento inspiegabile e di disporre il trasferimento del detenuto in altro carcere. Chiediamo alle cittadine e ai cittadini, non solo di Ravenna, di firmare questo appello, per Giulia e per una giustizia che sia uguale per tutte e per tutti” concludono Linea Rosa, Udi e Dalla Parte dei Minori.

Chi è interessato a firmare la petizione, può farlo su: https://www.change.org/p/facebook-nè-privilegi-nè-disparità-per-giulia-ballestri-383b3fb2-e2cb-463d-8d75-9a7113cf9dbe

Più informazioni su